Trichodes apiarius

Famiglia : Cleridae


Testo © Prof. Santi Longo

 

Ottimo volatore, grazie alle ampie ali posteriori, ripiegate e protette a riposo sotto le elitre, Trichodes apiarius può compiere lunghi voli alla ricerca di fiori e nidi di Api solitarie o sociali dove le femmine depongono le uova

Ottimo volatore, grazie alle ampie ali posteriori, ripiegate e protette a riposo sotto le elitre, Trichodes apiarius può compiere lunghi voli alla ricerca di fiori e nidi di Api solitarie o sociali dove le femmine feconde depongono le uova © Hubert Polacek

Il Tricode delle api (Trichodes apiarius) descritto da Linneo nel 1758 come Attelabus apiarius, è un coleottero polifago.

Il nome generico Trichodes deriva dal greco “τριχώδης” (trichó̱dies), simile a un pelo, peloso, con allusione ai numerosi peli o trichi, presenti sul corpo degli adulti, mentre lo specifico apiarius, delle api in latino, fa riferimento alla occasionale presenza delle larve negli alveari.

Per primo Aristotele indicò queste larve con il nome “κλήρος(clero) con riferimento alle tignole, termine poi assegnato al genere Clerus ed esteso alla famiglia Cleridae.

Questo gruppo di Coleotteri comprende circa 3500 specie di piccole dimensioni dal regime alimentare vario.

Gli adulti hanno il tegumento dai colori appariscenti, sono floricoli o carnivori necrofagi.

Le larve hanno il corpo allungato ricoperto di peli, dotato di sei zampe. Quelle di molte specie sono predatrici o si alimentano di carogne.

Zoogeografia

Il Tricode delle api è presente in molti Paesi europei, dalla penisola Iberica alla Russia, nonché in Asia, in Nord Africa e in Nord America, nei siti dove crescono le loro numerose piante ospiti e sono presenti i nidi di imenotteri solitari dei generi Osmia e Megachile o alveari di Api mellifere (Apis mellifera e Apis cerana).

Ecologia-Habitat

I primi adulti compaiono all’aperto, in primavera su numerose piante soprattutto nei mesi di maggio e giugno.

Lungo da 9 a 16 mm, è frequente sui fiori, alla ricerca di nettare, polline o prede, in Eurasia, Nord Africa e Nord America

Lungo 9-16 mm, è frequente sui fiori, alla ricerca di nettare, polline o prede, in Eurasia, Nord Africa e Nord America © Giuseppe Mazza

Sono floricoli e si nutrono di polline e di nettare, assicurano allo stesso tempo un efficiente servizio di impollinazione, poiché molti granuli pollinici restano impigliati fra i peli del tegumento.

Ma dotati di solide mandibole, sono anche attivi predatori di piccoli insetti, soprattutto Tisanotteri e Coleotteri, molto frequenti sui fiori.

Morfofisiologia

Il corpo degli adulti ha una lunghezza variabile da 9 a 16 mm ed è ricoperto da una fitta peluria.

Il capo, con grandi occhi composti, è nero con lucenti riflessi bluastri.

Le antenne sono di tipo clavato con gli ultimi articoli ingrossati

L’apparato boccale è di tipo masticatore con le mandibole falciformi, atte a lacerare i tessuti delle prede.

Sul lato interno è presente una fila di fitti peli che servono a raccogliere e ingerire i granuli pollinici.

Sui carnosi palpi mascellari, hanno sede numerosi sensilli gustativi.

Il primo segmento del torace (protorace) e le zampe sono di colore nero con riflessi bluastri come lo scutello di forma triangolare, posto fra le due elitre, di forma allungata che coprono interamente l’addome.

Queste sono di colore rosso con bande nere.

Dalla loro forma ed estensione, soprattutto della banda apicale, è possibile discriminare la specie dalla congenere Trichodes alvearus che ha comportamento simile, ma nella quale la banda nera non arriva fino all’apice dell’elitra.

Le ali posteriori, di colore brunastro con un’ampia superficie che consente all’insetto di compiere lunghi voli, hanno consistenza membranacea. Sono, ripiegate e nascoste a riposo sotto robuste elitre che proteggono anche l’addome di colore rosso vivo, con tegumento meno consistente del capo e del torace.

Una larva scacciata dalle api che l’hanno sorpresa nel nido. Normalmente è invisibile, nascosta com’è dentro l’alveare. Da notare le mandibole di cui è dotata © Ettore Balocchi

Una larva sorpresa dalle api operaie che, ispezionando e pulendo le cellette, l’hanno scacciata dal nido. Normalmente infatti non è a terra, nascosta com’è nell’alveare © Ettore Balocchi

Etologia-Biologia Riproduttiva

I giovani adulti, fra maggio e luglio, escono dai nidi degli Apoidei dove hanno completato il loro sviluppo postembrionale per esplorare in volo il territorio circostante alla ricerca di fiori, prede ed eventuali partner. Durante il periodo riproduttivo, le femmine sono attratte dagli odori provenienti dai nidi di Apoidei e dopo l’accoppiamento si introducono per deporre le uova.

I fiori frequentati dagli adulti attirano numerosi insetti che vengono attaccati mentre si nutrono. I coleotteri Scolytidae sono fra le prede preferite dal Trichodes apiarius © Natalija Pišec

Le larve, che nascono dopo alcuni giorni d’incubazione, completano lo sviluppo alimentandosi delle larve e delle pupe delle loro vittime, presenti nelle cellette del nido. Saccheggiano le scorte di miele e polline, ma le api non stanno certo a guardare e riescono spesso ad ucciderle o a buttarle fuori dall’alveare.

Alla fine dell’inverno si trasformano in pupe, e completata la metamorfosi, gli adulti sfarfallano nella primavera dell’anno successivo.

Quando le fioriture scarseggiano non è raro trovare più individui che si concentrano sovente sullo stesso fiore. I numerosi peli presenti sul loro corpo trattengono numerosi granuli di polline che verranno poi trasferiti su altre piante assicurando così l’impollinazione incrociata di numerose specie vegetali spontanee e coltivate

Quando le fioriture scarseggiano non è raro trovare più individui che si concentrano sovente sullo stesso fiore. I numerosi e lunghi peli presenti sul loro corpo trattengono i granuli di polline che verranno poi trasferiti su altre piante assicurando così l’impollinazione incrociata di numerose specie vegetali spontanee e coltivate © Giuseppe Mazza

Sinonimi

Trichodes apivore Walcknaee, 1802; Trichodes corallinus Menétries, 1832; Trichodes apicita Spinola, 1844; Trichodes elegans Spinola, 1844; Trichodes pannonicus Spinola,1844; Trichodes georgianus Chevrolat, 1874; Trichodes crassipedarius Chevrolat, 1876; Trichodes angusticollis Pic, 1902; Trichodes suturalis Trella,1924; Trichodes suturifer Corporaal, 1932.

 

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