Mormodes warszewiczii

Famiglia : Orchidaceae


Testo © Prof. Pietro Pavone

 

Mormodes warszewiczii, endemico del Brasile, Perù e Bolivia, fiorisce alla base di pseudobulbi senza foglie.

Mormodes warszewiczii, endemico del Brasile, Perù e Bolivia, fiorisce alla base di pseudobulbi senza foglie © Giuseppe Mazza

Mormodes warszewiczii Klotzsch è una specie appartenente alla famiglia Orchidaceae, alla sottofamiglia delle Vandoideae, ed alla tribù delle Cymbidieae, sottotribù Catasetinae.

La specie è stata descritta nel 1854 da Johann Friedrich Klotzsch (1805-1860) nella storica rivista tedesca di giardinaggio e botanica Allgemeine Gartenzeitung (Allg. Gartenzeitung 22: 65, 1854).

Scoperta in Perù dal viaggiatore e naturalista polacco Józef Warszewicz Ritter von Rawicz (1812-1866) fu da lui introdotta in Germania e data alle cure del Sig. Gireoud, figura di spicco dell’orticoltura tedesca del XIX secolo. Era capo giardiniere e poi direttore dell’importante giardino botanico privato della famiglia Friedrich Nauen, nel quartiere Tiergarten di Berlino, specializzato in specie esotiche e rare. Dopo appena un anno la pianta fiorì così Klotzsch poté nominarla e descriverla scientificamente.

Il Sig. Warszewicz inviò piante a molti giardini botanici pubblici e privati, principalmente a Berlino, Amburgo, Londra e Zurigo, ottenendo così fondi per i viaggi. Nel conso delle sue due spedizioni, tra il 1844 e il 1853, in America tropicale, inviò e portò in Europa decine di migliaia di piante tra cui diverse centinaia di nuovi taxa, soprattutto orchidee (circa 300). Di conseguenza, esistono circa 180 nomi di specie, di cui Warszewicz è autore o coautore della prima descrizione, sebbene non fosse un botanico professionista. Inoltre, per onorare il suo lavoro, furono creati oltre 60 eponimi, molti caduti oggi in sinonimia, altri ancora validi come Brassia warszewiczii Rchb.f., Goeppertia warszewiczii (Lem.) Borchs. & S.Suárez, Mormodes warszewiczii Klotzsch, Oncidium warszewiczii Rchb.f., Philodendron warszewiczii K.Koch & C.D. Bouché. Due generi portano il suo nome: Warczewiczella Rchb.f. (Orchidaceae) e Warszewiczia Klotzsch (Rubiaceae).

Mormodes warszewiczii è una rara specie endemica del Brasile, del Perù e della Bolivia. Il nome del genere Mormodes deriva dalle parole greche mormō (μóρμω), che significa “folletto”, “fantasma” o “mostro spaventoso”, e -oeidēs (-οειδής) che significa “simile” o “simile nella forma”, alludendo all’aspetto dei fiori che hanno forma insolita e asimmetrica. L’epiteto specifico warszewiczii onora la memoria di Józef Warszewicz che la raccolse e introdusse in Europa questa pianta, volgarmente nota come Mormodes di Warszewicz od Orchidea di Warszewicz.

Mormodes warszewiczii è un’epifita simpodiale decidua che cresce su legno in decomposizione nelle foreste montane umide ad altitudini comprese tra 400 e 1150 metri. Ha pseudobulbi di forma cilindrica ovata, completamente avvolti da numerose guaine scariose imbricate, con foglie acuminate, lineari-lanceolate, con leggere nervature. Gli pseudobulbi, raggruppati lungo il rizoma, garantiscono, con la loro ritenzione idrica, la sopravvivenza della pianta in ambienti non sempre costantemente umidi. Le infiorescenze, arcuate e lunghe fino a 50 cm, si formano in estate alla base degli pseudobulbi senza foglie e sono racemi con numerosi fiori (da 10 a 15) cerosi e carnosi, molto profumati. I fiori, grandi 6-6,5 cm, sono campanulati e revoluti al margine. Possono avere vari colori. Spesso presentano tonalità gialle o bruno-rossastre con macchie o puntinature più scure.

Per incollare il loro pollinario ai pronubi ed evitare l’autoimpollinazione la colonna ed il labello di Mormodes warszewiczii compiono una torsione di 90-180° rispetto all’asse del fiore.

Per incollare il loro pollinario ai pronubi ed evitare l’autoimpollinazione la colonna ed il labello compiono una torsione di 90-180° rispetto all’asse del fiore © Giuseppe Mazza

I sepali e i petali possono essere gialli ricoperti da macchie rossastre, marrone o bordò. Il labello, stretto e trifido, è generalmente rosso-marrone, spesso punteggiato da sfumature ancora più scure, un po’ peloso, pallido inferiormente, con lobi laterali corti. I pollinii sono due. I fiori sono caratterizzati da asimmetria, dovuta alla torsione della colonna (ginostemio) e del labello di 90-180° all’antesi. Pertanto i fiori hanno la colonna arcuata e non al centro ma ritorta verso un lato, destro o sinistro, rispetto all’asse del fiore. A causa di ciò si ha una tensione meccanica che se sfiorata lancia il pollinario che aderisce mediante il viscidio agli insetti impollinatori. In questo modo il polliniario si attacca su un lato specifico del corpo dell’insetto ciò evita che possa venire a contatto con una colonna orientata sul lato opposto. Questo meccanismo ottimizza pertanto l’impollinazione incrociata ed evita i rischi dell’autoimpollinazione.

Inoltre, Mormodes warszewiczii mostra un marcato dimorfismo sessuale. Può avere fiori unisessuali (maschili o femminili) e fiori ermafroditi (con entrambi i sessi) e ciò dipende dallo stadio di sviluppo della pianta e delle condizioni ambientali. Si ha determinazione del sesso dovuta all’ambiente (disponibilità di luce o nutrienti) e non genetica.

I fiori maschili sono prodotti da piante più piccole e presentano un labello profondamente trilobato e peloso. I fiori femminili si formano quando la pianta produce pseudobulbi grandi e vigorosi. Il loro labello è convesso, meno lobato e privo di peluria. I fiori ermafroditi, che hanno entrambi gli organi riproduttori, evitano l’autoimpollinazione maturando prima l’apparato riproduttivo maschile (pollinari) e solo dopo la recettività dell’ovario (fiori proterandri). Hanno fiori proterandri impollinati principalmente dalle api di sesso maschile appartenenti alla tribù Euglossini (famiglia Apidae) perché attratte dal profumo emesso dal labello. Infatti, queste api raccolgono gli odori, unica ricompensa senza nettare, con le loro strutture setolose presenti sui tarsi anteriori per traferirli nelle cavità spongiose delle zampe posteriori per poi utilizzarli nelle loro parate nuziali.

I fiori, maschili, femminili o ermafroditi di Mormodes warszewiczii, sono impollinati principalmente dalle api maschio della truibù Euglossini attratte dall'intenso profumo del labello.

I fiori, maschili, femminili o ermafroditi, sono impollinati principalmente dalle api maschio della truibù Euglossini attratte dall’intenso profumo del labello © Joe Panozo

Quando l’ape si posa sul labello, in cerca di profumo, stimola l’apice della colonna, facendola flettere in modo che un solo pollinario possa esser rilasciato a scatto e fissarsi sul suo torace o sulla sua testa. Ciò è favorito anche dall’asimmetria del fiore dovuta alla torsione del labello, verso sinistra o verso destra, che costringe l’ape a meglio disporsi per il corretto fissaggio del pollinario. A sua volta l’ape, sempre in cerca di profumo, andrà a depositare il pollinario sulla parte femminile della colonna di un altro fiore perché possa avvenire l’impollinazione.

Dopo la fecondazione dall’ovario si forma un frutto deiscente (capsula) che libera minutissimi semi che saranno diffusi dal vento. La germinazione richiede funghi micorrizici simbiotici per fornire nutrienti essenziali, poiché i semi sono privi di endosperma e dipendono da funghi per lo sviluppo iniziale. Mormodes warszewiczii è una pianta che cresce su legno in decomposizione o tronchi d’albero, e si adatta al ciclo stagionale con una crescita attiva seguita da dormienza. Infatti, in inverno va a riposo e perde completamente le foglie.

Mormodes warszewiczii è una specie rara e la sua ridotta distribuzione la rende vulnerabile a fattori esterni come la distruzione dell’habitat. Pertanto è inclusa nell’Appendice II della CITES. Il commercio è, pertanto, rigorosamente monitorato e richiede permessi specifici per l’esportazione al fine di garantire che il prelievo fatto in natura non minacci la sopravvivenza della specie.

Per le insolite forme dei fiori e il profumo da essi prodotto Mormodes warszewiczii è particolarmente gradita dai collezionisti. Infatti, questa specie è stata utilizzata come genitore per creare ibridi sia all’interno del genere che intergenerici. L’ibrido Mormodes Jumbo Odin è stato ottenuto per incrocio fra Mormodes warszewiczii × Mormodes maculata e registrato presso l’International Orchid Register (RHS) il 19/06/2001 dal Vivaio Jumbo Orchids (Taiwan).

L’infiorescenza è un racemo arcuato con fiori, revoluti al margine, grandi 6-6,5 cm, carnosi, di norma gialli, ma anche bruno-rossastri con macchie scure.

L’infiorescenza è un racemo arcuato con fiori, revoluti al margine, grandi 6-6,5 cm, carnosi, di norma gialli, ma anche bruno-rossastri con macchie scure © Ramūnas

L’incrocio fra Clowesia scurra (= Clowesia amazonica) e Mormodes warszewiczii ha creato l’brido: × Mormodia Caroline Ferreira registrato nel 2020 presso RHS da Uberlandio Ferreira, ibridatore brasiliano.

Esistono anche numerose varietà selezionate della stessa specie. Molte di esse sono state premiate dall’American Orchid Society per le qualità superiori delle loro fioriture. Fra le più recenti che hanno riscosso premi citiamo: Mormodes warszewiczii ‘Baker’s Mini Butterfly’ (2014); Mormodes warszewiczii ‘Julio David’ (2012); Mormodes warszewiczii ‘Brent Baker’ (2012); Mormodes warszewiczii ‘Sunset Valley Orchids’ (2012); Mormodes warszewiczii ‘Nikole’ (1998);  Mormodes warszewiczii ‘Mariza’ (1995).

La coltivazione di questa specie non è semplice anche perché suscettibile a marciumi. Tuttavia le sue piante si possono coltivare in cestini di plastica o legno per favorire l’aerazione radicale e impiegare un substrato fatto da un composto ben drenante a base di corteccia di pino fine, sfagno, carbonella o fibra di felce arborea. Prediligono luce brillante ma filtrata e temperature calde, 24-29°C di giorno, con un abbassamento notturno di circa 6-8°C. L’umidità tra il 70% e l’85%. Le annaffiare abbondanti durante la crescita, quando iniziano a formarsi i nuovi getti. Ogni due o tre annaffiature è bene aggiungere un concime liquido bilanciato specifico per orchidee. Per evitare marciumi ridurre drasticamente le annaffiature durante il periodo di riposo, quando le foglie ingialliscono e cadono, ma evitare di far raggrinzire gli pseudobulbi.

Sinonimi: Mormodes hirsutissima F.E.L. Miranda (1989); Mormodes revoluta Rolfe (1909); Mormodes wolteriana Kraenzl. (1910).

 

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