Famiglia : Orchidaceae

Testo © Prof. Pietro Pavone

Masdevallia infracta è un’epifita delle foreste montane del Brasile, Perù e Bolivia, ad altitudini comprese tra 1100 e 2000 m © Marcos Mortara
Masdevallia infracta Lindl. appartiene alla famiglia Orchidaceae, sottofamiglia Epidendroideae, tribù Epidendreae, sottotribù Pleurothallidinae, sottogenere Polyantha, sezione Alaticaules, sottosezione Alaticaules.
Il primo esemplare di Masdevallia infracta fu raccolto nel 1809 da Michel Étienne Descourtilz (1775–1835), medico e botanico francese, che lo rinvenne in Serra dos Órgãos, vicino a Rio de Janeiro, in Brasile. La pianta fu descritta e raffigurata con grande precisione dal figlio Jean-Théodore Descourtilz (1796 o 1798 –1855) nel manoscritto inedito Epidendres des forêts vierges du Brésil, tom. 3, pl 65, oggi conservato presso la Bibliothèque de l’Institut de France.

Le infiorescenze, rette da un peduncolo di 15-20 cm, possono portare anche 5 fiori che sbocciano in successione © Gustavo Magnago
Nell’opera la specie è indicata con il nome E[pidendrum] cirrhifère–pourpré (in riferimento alle appendici (code o cirri) dei sepali e al colore purpureo del fiore) e inclusa nel genere Epidendrum perché all’epoca tutte le orchidee epifite erano poste in questo genere.
Fu John Lindley (1799–1865), a descrivere correttamente la specie nel marzo 1833, nell’opera “The genera and species of orchidaceous plants” (Gen. Sp. Orchid. Pl.: 193, 1833) il cui olotipo è conservato presso l’erbario dei Royal Botanic Gardens di Kew.
Si tratta della prima specie di Masdevallia a essere coltivata in Europa, nel Giardino delle Piante di Parigi, inviata nel 1828 da Monsieur Pinel, un commerciante francese e collezionista di orchidee che risiedeva a Rio de Janeiro (Brasile) nella prima metà del XIX secolo.
La pianta fu raccolta a Penna, vicino a Canta Gallo (Brasile), da Jean-François Morel (1811–1861), un esperto botanico che esplorò le montagne dell’entroterra del Brasile.
A Parigi fiorì nel 1830, permettendo a Lindley di descriverla nello stesso anno.
Lindley è stato un botanico inglese universalmente ritenuto il “padre dell’orchidologia moderna”.
Molte sue opere sono, ancora oggi, riferimento fondamentale per la classificazione della famiglia Orchidaceae. Ha creato oltre 120 generi e descritto migliaia di specie, oltre 6.000, di cui 1.980 orchidee. Il suo enorme impatto sulla botanica è anche testimoniato da più di 200 specie di piante che portano il suo nome come segno di riconoscimento e di omaggio.
Il genere Masdevallia fu proposto nel 1794 nell’opera “Florae Peruvianae et Chilensis Prodromus” pubblicata a Madrid nel 1794 dai botanici spagnoli Hipólito Ruiz López (1754–1816) e José Antonio Pavón y Jiménez (1754–1840). L’opera contiene descrizioni e illustrazioni di 141 nuovi generi e oltre 500 specie di piante che furono identificati nel corso della Spedizione Botanica commissionata da re Carlo III per catalogare le risorse naturali delle colonie del Vicereame del Perù (1777–1788). La spedizione era composta di esperti medici, botanici e disegnatori e produsse circa 3.000 esemplari di piante essiccate e circa 2.500 disegni botanici a grandezza naturale. Quest’opera è considerata un lavoro basilare per lo studio della botanica neotropicale.

Le foglie oblungo-lanceolate, larghe circa 2 cm, raggiungono i 10-12 cm di lunghezza. I frutti sono capsule di forma allungata colme di semi microscopici. Non hanno riserve nutritive e per germinare necessitano delle ife di un fungo © Reserva Kaetés – IMD
Il genere Masdevallia, secondo la filogenesi molecolare, costituisce un gruppo monofiletico e comprende oggi 652 specie accettate, distribuite dal Messico meridionale al Brasile meridionale, con il centro principale di biodiversità nelle alte Ande dell’America meridionale, dal Venezuela alla Colombia, Ecuador e Perù, fino alla Bolivia. La maggior parte delle specie sono epifite e vivono nelle foreste pluviali montane tropicali, ad altitudini elevate tra 1500 e 2500 metri sul livello del mare, in ambienti soggetti a nebbia e pioggia giornaliere e con un’umidità relativa dell’aria dell’80-90%. Sono piante perenni, di dimensioni variabili da molto piccole e deboli a grandi e robuste con fiori zigomorfi e con un’articolazione tra l’ovario e il peduncolo.
Masdevallia infracta si rinviene nelle foreste montane ad altitudini comprese tra 1100 e 2000 metri negli stati di Rio de Janeiro, Espirito Santo, Guanabara, Minas Gerais e Paranà in Brasile, nella catena montuosa dell’Organ (Serra dos Órgãos), in Perù e nel dipartimento di Chuquisaca in Bolivia
Il nome del genere è in onore a Josep Masdevall i Terrades (1731–1801), scienziato spagnolo, celebre medico del re Carlo III a Madrid, figura importante della sanità pubblica spagnola della seconda metà del XVIII secolo.
L’epiteto specifico deriva dal lat. infractus con il significato di spezzato o fortemente piegato, in riferimento alla particolare curvatura del peduncolo fiorale che appare come se fosse piegato ad angolo.
Il nome comune è Masdevallia storta; The Crooked Masdevallia in inglese.
Masdevallia infracta è una specie epifita con ramicauli robusti ed eretti avvolti da 2 a 3 guaine tubolari che portano ciascuno una singola foglia apicale. Le foglie sono erette, 10-16 cm lunghe e larghe 2-2,8 cm, oblungo-lanceolate, carnose, con apice con tre piccoli denti, di colore verde brillante, con la base strettamente cuneata nel sottile picciolo scanalato, color verde chiaro.
L’infiorescenza nasce dalla parte bassa del ramicaulo e ha un peduncolo lungo 15-20 cm, eretto, generalmente angoloso, talora a sezione circolare, di colore verde brillante e porta da 1 a 5 fiori grandi fino a 7,5 cm.

Non vi sono pseudobulbi ma ramicauli che portano l’infiorescenza e una foglia © Marcelo Leandro Brotto
La fioritura, principalmente in estate, è scalare, poiché i fiori si aprono in successione uno dopo l’altro.
Un fiore cade prima dell’apertura del successivo.
Talora si possono trovare più fiori aperti contemporaneamente sulla stessa infiorescenza.
Ogni fiore ha brattee lunghe circa 2-2,5 cm, carenate, con apice corto e flessibile, avvolgenti sotto e ovate sopra, di colore verde brillante o brunastro.
L’ovario è lungo circa 6-10 mm, con tre angoli arrotondati larghi e tre stretti, biancastri o verdastri.
Il sepalo dorsale è saldato ai sepali laterali per circa 10 mm, formando un ampio tubo, a forma di cappuccio, con la parte libera di forma triangolare-ovata, la cui lunghezza totale è circa 7,5 cm, con 3 nervature. È di colore rosa-violaceo e termina con una sottile coda giallo-verdastra lunga 5 cm.
I sepali laterali, anch’essi con 3 nervature, sono fra loro saldati per circa 10 mm, gibbosi nella porzione inferiore, rotondeggianti, color rosa-violacei, con sottili code verdastre, lunghe 3,5 cm.
I petali sono lunghi circa 6 mm, lineari e hanno una punta corta e margine anteriore leggermente carenato, la cui superficie interna è viscida. Sono bianchi, con macchie rosa pallide e con apice giallo chiaro.
Il labello è ridotto, lungo circa 1 cm, diviso in un epichilo con piccole protuberanze (subverrucoso) e un ipochilo allungato (oblungo) con margini e apice riflessi e una sporgenza longitudinale (carena).
È di colore rosa opaco con macchie cremisi e apice arancione. La colonna, lunga circa 6 mm, è alata, di colore bianco o verde chiaro. I pollinii sono 2 situati all’apice della colonna (ginostemio). Gli impollinatori sono piccoli ditteri della famiglia Drosophilidae che sono attratti dai colori vivaci dei sepali e da secrezioni zuccherine talora leggermente profumate che simulano un sito adatto per la deposizione delle uova. Appena l’insetto si appoggia al labello è spinto verso l’interno, nella camera ove è presente la colonna. Per uscire, l’insetto urta il viscidio che incolla i due pollinii al suo corpo. Quando l’insetto visita un altro fiore, deposita il polline sullo stimma di quest’ultimo permettendo la fecondazione incrociata necessaria per la garantire variabilità genetica della specie.

Nei fiori, con brattee di circa 2 cm, il sepalo dorsale è saldato ai laterali e forma un cappuccio © Giuseppe Mazza
Con la fecondazione si formano i frutti che sono capsule di forma allungata che contengono moltissimi semi microscopici, simili a polvere.
A maturità si fessura longitudinalmente per permettere al vento di disperdere i semi.
Masdevallia infracta, come le altre specie del genere, è protetta dall’Appendice II della CITES che regola il commercio internazionale per prevenirne lo sfruttamento eccessivo. Infatti, tutto il genere è particolarmente vulnerabile a causa della distruzione dell’habitat, del cambiamento climatico e della raccolta illegale per fini collezionistici.
Con l’iscrizione in CITES il commercio internazionale di esemplari selvatici è permesso solo se accompagnato da permessi di esportazione, volti a garantire la sopravvivenza della specie in natura.
Per la sua resistenza e per i fiori dai colori intensi, presenti in successione per gran parte dell’anno, Masdevallia infracta è apprezzata dai collezionisti che cercano specie andine, anche se privi di serra climatizzata professionale.
Infatti, questa specie tollera variazioni di temperatura ampie, dal caldo al fresco.
In coltivazione richiede luce diffusa ed è da evitare il sole diretto, che può bruciare rapidamente le foglie.
Cresce bene tra i 12-16 °C di notte e i 20-25 °C di giorno e riesce a tollerare temperature estive più elevate (fino a 28-30 °C), purché sia presente alta umidità (60% – 80%).
Per evitare marciumi è bene che ci sia un buon movimento d’aria.
Come substrato si può usare un miscuglio di corteccia fine, perlite e sfagno che trattiene l’umidità. Le annaffiature vanno somministrate spesso, 4-6 volte a settimana. Il substrato deve rimanere sempre leggermente umido perché questa orchidea non ha organi di riserva (pseudobulbi). La pianta predilige acqua piovana, distillata o da osmosi inversa, poiché è sensibile ai sali minerali.
Durante la crescita attiva si consiglia l’uso di un concime bilanciato per orchidee ma molto diluito (1/4 della dose consigliata) ogni 2-3 settimane. Periodicamente è bene un risciacquo del substrato con acqua pura per evitare l’accumulo di sali.
Poiché il substrato tende a degradarsi velocemente per la costante umidità, si consiglia il rinvaso ogni 1-2 anni, preferibilmente quando spuntano le nuove radici.

Fiore visto di fronte e di lato con le caratteristiche code che possono raggiungere i 3,5 cm © Giuseppe Mazza (a sinistra) e © Ron Parsons (a destra)
Masdevallia infracta è utilizzata come genitore per creare ibridi molto più facili da coltivare della specie botanica e con fioriture generose e prolungate.
Masdevallia Golden Krieks è un ibrido ottenuto per incrocio fra Masdevallia infracta x Masdevallia chaparensis ed è stato registrato nel 2002 presso la RHS da Gerardus Staal, rinomato ibridatore di origine olandese-americana.
Masdevallia Othello anch’esso ibrido primario è stato ottenuto per incrocio fra Masdevallia infracta e Masdevallia collina dal vivaio Hoodview Orchids e registrato nel 1991 presso RHS.

Masdevallia Redwing è un vistoso ibrido nato dall’incrocio Masdevallia infracta x Masdevallia coccinea © Eric Hunt
Questo ibrido produce fiori rosso scuri con appendici gialle.
Masdevallia Angel Glow è un ibrido derivato dalle specie Masdevallia veitchiana (50%), Masdevallia strobelii (25%) e Masdevallia infracta (25%).
È stato ottenuto dallo storico vivaio statunitense J & L Orchids e registrato nel 1986 presso RHS.
I fiori sono caratterizzati da una colorazione giallo oro o arancio brillante, spesso con una sfumatura traslucida che sembra sia illuminato dall’interno.
Masdevallia Redwing è un ibrido registrato presso RHS nel 1985.
È stato ottenuto da incrocio fra Masdevallia infracta e Masdevallia coccinea dal vivaio “Santa Barbara Orchid Estate”. I suoi fiori presentano tonalità prevalentemente fucsia/rosa intenso.
Masdevallia infracta var. alba è una rara variante che si distingue per i suoi fiori candidi o bianco-crema.
Masdevallia infracta var. amarella questa varietà ha è caratterizzata da una colorazione prevalentemente gialla.
Sinonimi: Alaticaulia infracta (Lindl.) Luer (2006); Masdevallia albida C.Pinel ex Lem. (1868), Masdevallia aristata Barb.Rodr. (1877); Masdevallia aurantiaca Lindl. (1837); Masdevallia forgetiana Kraenzl. (1895); Masdevallia infracta var. aristata (Barb.Rodr.) Cogn. (1896); Masdevallia longicaudata Lem. (1868); Masdevallia tridentata Lindl. (1837); Masdevallia triquetra Scheidw. (1839).
