Lycaste schilleriana

Famiglia : Orchidaceae


Testo © Prof. Pietro Pavone

 

Lycaste schilleriana si rinviene nelle foreste pluviali del bioma tropicale umido di Panama, della Colombia e dell’Equador, a quote generalmente comprese tra i 1250 ed i 1800 metri sul livello del mare © Ron Parsons

Lycaste schilleriana Rchb.f. è una specie appartenente alla famiglia Orchidaceae sottofamiglia Epidendroideae, tribù Cymbidieae, sottotribù Maxillariinae, sezione Fimbriatae.

La specie è stata descritta da Heinrich Gustav Reichenbach (1824-1889), botanico e ornitologo tedesco, professore di botanica e direttore dell’Orto Botanico dell’Università di Amburgo. Reichenbach alla sua epoca era considerato la massima autorità mondiale sulle piante avendo identificato e descritto ben 5396 nuove specie di famiglie botaniche provenienti da tutto il mondo. È noto anche per aver lasciato il suo erbario di orchidee, con circa 70.000 esemplari, e tutti i suoi manoscritti al Museo di Storia Naturale di Vienna (Naturhistorisches Museum) con la clausola che nessuno potesse consultarli per i successivi 25 anni, probabilmente per timore che i botanici dei Kew Gardens, in particolare Robert Allen Rolfe (1855 –1921), potessero consultare i “tipi” su cui lui aveva fatto le descrizioni botaniche o potessero rubare i suoi appunti per prendersi il merito di scoperte che lui non era riuscito a pubblicare.

Lycaste è un genere del Centro e Sud America, dal Messico al Brasile che annovera circa 36 specie epifite, litofite o terricole, note per i grandi fiori cerosi e triangolari (larghi 8-15 cm) dai colori diversi: bianco, rosa, giallo, verde. Hanno pseudobulbi ovoidali, grandi fino a 7 cm, spesso con spine acuminate, ai cui apici si formano 2-3 foglie grandi (40-80 cm), sottili e plicate, che di norma cadono durante l’inverno. La fioritura avviene da fine inverno a inizio primavera.

Lycaste schilleriana cresce nelle foreste pluviali del bioma tropicale umido, a quote comprese tra 1.250 e 1.800 metri sul livello del mare. Il suo areale si estende principalmente da Panama, Colombia fino ed Ecuador. A Panama si trova principalmente nella provincia di Chiriquí, nelle aree montuose vicino a Cerro Punta. In Colombia si rinviene nei dipartimenti di Risaralda e Valle del Cauca. In Ecuador è stata documentata prevalentemente nella foresta pluviale amazzonica. Recentemente il suo areale è stato esteso anche al Perù, in diverse aree della regione andina, poiché esemplari identificati come Lycaste longisepala C.Schweinf. sono oggi considerati sinonimi di Lycaste schilleriana sebbene siano meno comuni rispetto alle popolazioni presenti in Colombia.

Il nome del genere Lycaste assegnato nel 1843 da John Lindley (1799-1865), deriva probabilmente dalla mitologia greca, infatti, Licasta è una delle Baccanti o Menadi, donne in preda alla frenesia estatica (dal greco mainàs, “furente” o “pazza”), che accompagnarono il dio Dioniso nella sua spedizione in India, per portare agli indiani la conoscenza della viticoltura e del vino, insegnare loro come coltivare la terra. La conquista dell’India, la terra più remota e misteriosa conosciuta dagli antichi, fu per ottenere un posto d’onore sull’Olimpo poiché era figlio di Zeus e di una donna mortale, Semele, principessa di Tebe.

L’epiteto specifico è in onore del Console Gustav Wilhelm Schiller (1803–1870), un importante commerciante e collezionista di orchidee tedesco che fornì a Reichenbach il campione che aveva comprato a un’asta inglese.

È un’orchidea epifita, litofita e terricola di grandi dimensioni. I fiori hanno sepali marrone-verdastri e petali di colore variabile dal bianco al crema con sfumature rosate © Eric Hunt

Schiller ricoprì la carica di Console del Venezuela ad Amburgo e questa posizione gli permise di poter importare numerose specie botaniche rare dal Sud America. Nome comune: Lycaste di Schiller.

Lycaste schilleriana è un’orchidea epifita, litofita e terricola di grandi dimensioni con pseudobulbi  lunghi fino a 7 cm, largamente cilindrici o oblungo-ovoidali, compressi, solcati o rugosi con età, alla cui estremità portano solitamente 2-3 foglie decidue. Le foglie sono oblungo-ellittiche o oblungo-lanceolate, acute o acuminate, con la lamina ripiegata (plicata) e lungamente picciolate.

Dalla base dello pseudobulbo maturo in primavera e in estate nasce un’infiorescenza eretta, sottesa da poche brattee guainanti, grandi, lasse, tubolari. È lunga fino a 30 cm, con un solo fiore profumato che può raggiungere un’ampiezza di 12-18 cm. I sepali sono obovati, acuti, minutamente vellutati, lunghi 8-9 cm, ciascuno di colore olivastro. I petali sono più corti dei sepali, misurano 5-6 cm, generalmente bianco-crema o giallastri, talora sfumati di rosa alla base, coprono parzialmente la colonna centrale e il labello dando al fiore un aspetto a coppa. Il labello è trilobato, eretto, lungo 3 o 4 cm, di colore bianco crema, talora sfumato di rosa, con i lobi laterali, piccoli ed eretti, e lobo mediano allungato, semi-ovato, minutamente denticolato e rivolto verso il basso. Al centro del labello è presente un “callo”, spesso di colore giallo o bianco.

Ha pseudobulbi che portano solitamente 2-3 foglie decidue, oblungo-ellittiche o oblungo-lanceolate, con lamina ripiegata e infiorescenze erette, lunghe fino a 30 cm, con un solo fiore profumato © Giuseppe Mazza

Il ginostemio è villoso, di colore bianco e arancione alla base. La superficie, minutamente villosa, quasi vellutata, serve a trattenere le sostanze odorose e a offrire una superficie di appoggio e orientamento ai maschi delle api delle orchidee (tribù Euglossini) che sono interessati a raccogliere le sostanze odorose che il fiore emana, formate da diversi composti aromatici. Grazie alle loro speciali spazzole sulle zampe anteriori le sostanze raccolte sono poi immagazzinate in strutture cave sulle zampe posteriori e utilizzate per condensare feromoni per il corteggiamento alle api femmine. Durante la raccolta di queste sostanze l’intero pollinario, grazie al viscidio, istantaneamente aderisce alla testa o tra le ali che l’ape che involontariamente porterà sullo stimma di un altro fiore attuando l’impollinazione incrociata. Dopo la fecondazione, l’ovario si trasforma in una capsula inizialmente verde e carnosa al cui interno maturano moltissimi semi microscopici pulverulenti. Quando la capsula diventa bruna e secca, si apre, mediante fessure longitudinali, liberando i semi che saranno dispersi dal vento.

Poiché i semi sono privi di riserve nutritive (endosperma) per germinare hanno bisogno di entrare in simbiosi con funghi micorrizici per germinare.

Un recente studio cariologico ha riportato per Lycaste schilleriana 2n = 40 (che è il numero diploide tipico del genere) e 2n = 48. I due numeri diversi indicano un fenomeno legato all’evoluzione del genoma per disploidia (aumento o diminuzione del numero di cromosomi senza la duplicazione dell’intero assetto cariologico). L’aumento delle dimensioni del genoma può considerarsi un successo evolutivo e gli individui che l’hanno attuato sono in grado di colonizzare nuove nicchie ecologiche facendo aumentare il suo areale ed eventualmente dare origine a nuove specie.

In natura esistono diversi ibridi di Lycaste schilleriana. Lycaste × niesseniae Oakeley è un ibrido ufficialmente registrato e riconosciuto nelle liste della Royal Horticultural Society (RHS). Si ottiene in natura per incrocio fra Lycaste occulta × Lycaste schilleriana. Si tratta di un’epifita che cresce principalmente nel bioma tropicale umido a circa 1400 m di altitudine, nelle praterie e sui terrapieni erbosi del sud-ovest della Colombia.

In ambito orticolo è stata identificata la varietà Lycaste × niesseniae var. rosea caratterizzata dal labello di colore rosa intenso, ma, tuttavia, non è riconosciuta perché ritenuta sinonimo di Lycaste × niesseniae. L’ibrido Lycaste schilleriana × Lycaste skinneri (quest’ultimo oggi chiamato Lycaste virginalis Linden) combina due specie note per fiori grandi, cerosi e di lunga durata, con una fioritura che solitamente avviene tra la fine dell’autunno e la primavera. Quest’unione produce un’orchidea con pseudobulbi carnosi e foglie più lunghe. Presenta sepali color verde chiaro con numerose macchie rosa e petali e labello bianchi con piccole macchie rosa. I fiori sbocciano alla base degli pseudobulbi maturi, solitamente da novembre ad aprile. Questo ibrido non ha un nome “accettato” ma è apprezzato per la qualità dei fiori e la robustezza delle sue piante, in linea con le caratteristiche dei genitori. Inoltre si può coltivare nei climi più caldi, fino a 30°C d’estate. L’incrocio fra Lycaste schilleriana × Lycaste xanthocheila produce un ibrido caratterizzato da fiori con sepali rosa e petali rossi. Esistono anche diverse cultivar come Lycaste schilleriana ‘Pincelada’ che ha infiorescenze erette, lunghe 20 cm, con un singolo fiore color marrone con petali sfumati di giallo e labello rosa. La fioritura perdura per molti mesi con un picco da marzo a maggio nell’emisfero settentrionale.

Lycaste schilleriana var. rosea ha i fiori con sepali olivastri e petali giallastri con labello di colore rosa intenso © Giuseppe Mazza

Recentemente la Royal Horticultural Society (RHS) ha assegnato l’Award of Merit (AM) alla cultivar Lycaste schilleriana ‘Rosea’ (2024) del vivaio internazionale Andy’s Orchids di Encinitas (California). Altre cultivar sono state premiate da Deutsche Orchideen-Gesellschaft come Lycaste schilleriana ‘Franz’ (2017) e Lycaste schilleriana ‘Boldi’ (2017).

L’American Orchid Society ha premiato: Lycaste schilleriana ‘Huntington’s Copper Schilling’ (2016); Lycaste schilleriana ‘Granny Smith’ (2011); Lycaste schilleriana ‘Hot Spots’ (2010); Lycaste schilleriana ‘Apaulo’ (2010); Lycaste schilleriana ‘San Isidro’ (2009); Lycaste schilleriana ‘Doug’s Giant’ (2008); Lycaste schilleriana ‘Max’ (2007); Lycaste schilleriana ‘Woodstream’ (2005); Lycaste schilleriana ‘Ann’ (2004); Lycaste schilleriana ‘Sunset Giant’ (2003); Lycaste schilleriana ‘Our Tropics Daiquiri’ (1997 e 2002); Lycaste schilleriana ‘Meadow’ (1964).

Lycaste schilleriana è una specie presente nell’Appendice II della CITES che regola il commercio internazionale per prevenirne lo sfruttamento eccessivo degli esemplari selvatici. È un’orchidea molto ambita dai collezionisti per il suo valore estetico, in particolare per i fiori cerosi, molto profumati, di grandi dimensioni, che possono raggiungere i 12-18 cm. In coltivazione questa pianta richiede un’esposizione luminosa ma non luce diretta e un ambiente fresco e umido, con un periodo di riposo più asciutto in inverno.

Lycaste × niesseniae è un ibrido naturale di Lycaste occulta × Lycaste schilleriana. I fiori hanno petali e sepali con tonalità che vanno dal verde-giallastro al marrone chiaro. In coltivazione questo ibrido richiede temperature diurne tra 20 °C e 30 °C e notturne tra 13 °C e 16 °C. Lo sbalzo termico è fondamentale per la fioritura © Julian Alzate

Il substrato deve essere drenante che si può porre all’interno di vasi o canestri capienti con buon movimento d’aria per prevenire malattie. Si consiglia substrato formato da 70% di frammenti di corteccia di pino marittimo, con una granulometria compresa tra 10 e 18 mm, e 30% di pomice. Le annaffiature devono essere abbondanti durante il periodo di crescita (da marzo a ottobre), ridotte al minimo durante il riposo invernale, senza lasciare seccare completamente il substrato. La temperatura dovrebbe essere tra 15 °C e 18 °C di notte e 20 °C e 25 °C di giorno. Alcuni ibridi si adattano anche a temperature estive di 30 °C. L’umidità dovrà essere tra 50% e 70%. È bene somministrare un fertilizzante ternario Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) nella misura di NPK 30-10-10 durante la sua ripresa vegetativa in primavera. Mentre durante il periodo della fioritura è bene aumentare il fosforo (NPK 10-30-20). Negli altri periodi è consigliabile bilanciare tutti e tre gli elementi (NPK 20-20-20).

Per la moltiplicazione si procede alla divisione, lasciando almeno tre pseudobulbi per porzione. Si disinfettano i tagli spolverando polvere di cannella grazie alle sue proprietà fungicide e antibatteriche, ma si deve evitare di spargerla sulle radici sane. Si può usare anche bicarbonato di sodio per contrastare la proliferazione di funghi e batteri dopo i tagli. Il rinvaso va fatto non subito ma il giorno successivo.

Sinonimi: Lycaste hennisiana Kraenzl. (1906); Lycaste longisepala C.Schweinf. (1952); Lycaste schilleriana var. alba Oakeley (2008); Lycaste schilleriana var. lehmannii Regel (1890); Lycaste schilleriana var. rosea Oakeley (2008).

 

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