Hypoplectrus gummigutta

Famiglia : Serranidae

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Testo © Dr. Giuseppe Mazza

 

Due occhi per lato? No: uno è finto. Potrebbe confondere i predatori, che in molti pesci si aspettano invece il classico falso occhio vicino alla coda © www.carlosestape.photoshelter

I “falsi occhi” sono frequenti nei pesci, soprattutto nei giovani, e sono quasi sempre localizzati sul peduncolo caudale, per indurre il predatore ad attaccare la parte meno vulnerabile del corpo.

Hypoplectrus gummigutta (Poey, 1851) non fa eccezione: il giovane presenta un evidente ocello nero alla base della coda, che scompare con la crescita.

Permane invece anche nell’adulto una vistosa macchia nera preorbitale, bordata di blu iridescente, che dà l’impressione di due occhi ravvicinati su ciascun lato, un’illusione che potrebbe sorprendere i predatori. Questo carattere, insieme alla brillante livrea giallo-aranciata, rende la specie una delle più facilmente riconoscibili del genere Hypoplectrus, che comprende una ventina di specie inserite, come le cernie, nella famiglia dei Serranidae.

Di fronte è ancora più enigmatico. Le sottili linee azzurre e i piccoli ocelli bordati di blu spezzano il profilo del muso e potrebbero così contribuire a disorientare predatori e prede © www.carlosestape.photoshelter

Coniato da Gill nel 1861, il nome del genere deriva probabilmente dal greco hypó, sotto, e dal latino plectrum, derivato a sua volta dal greco plêktron, sperone, punta, con possibile riferimento ai piccoli aculei rivolti in avanti presenti sul margine inferiore del preopercolo.

Il nome specifico gummigutta allude probabilmente ai frutti di Garcinia gummi-gutta, una specie asiatica introdotta a Cuba, il cui colore giallo-arancio ricorda la brillante livrea del pesce.

Zoogeografia

Particolarmente comune lungo le barriere coralline delle Antille, Hypoplectrus gummigutta è presente nelle acque tropicali dell’Atlantico occidentale, con temperature comprese fra 26,1 e 28,1 °C, dall’arcipelago delle Bahamas e dalla Florida meridionale, attraverso tutto il Mar dei Caraibi, fino alle coste settentrionali del Sud America.

Ecologia-Habitat

Vive soprattutto sulle barriere coralline e lungo scogliere rocciose ricche di anfratti, gorgonie e spugne, in genere fra 3 e 45 m di profondità. È una specie territoriale che conduce vita solitaria o in coppia, utilizzando il substrato sia come riparo sia come punto d’osservazione per sorprendere le prede, costituite soprattutto da piccoli pesci, crostacei e altri invertebrati bentonici, catturati con rapidi scatti.

Morfofisiologia

Hypoplectrus gummigutta raggiunge circa 13 cm di lunghezza totale. Il corpo è alto e fortemente compresso lateralmente, rivestito da piccole squame ctenoidi, ruvide al tatto per la presenza di minuscoli dentelli sul margine posteriore, mentre le porzioni molli delle pinne dorsale e anale sono in gran parte prive di squame.

La linea laterale, ben sviluppata, segue il profilo dorsale del corpo e conta da 48 a 53 squame.

La testa è relativamente corta, con profilo dorsale leggermente convesso.

Gli occhi, relativamente grandi, assicurano una buona visione anche nelle zone ombreggiate della barriera. La bocca, ampia e protrattile, leggermente obliqua, permette una rapida espansione della cavità orale che genera un potente flusso di aspirazione che risucchia la preda durante l’attacco.

Lungo circa 13 cm, Hypoplectrus gummigutta è una piccola cernia dei Caraibi. La grande bocca si apre creando una potente aspirazione che risucchia i poveri malcapitati © www.carlosestape.photoshelter

Le mascelle, di lunghezza pressoché uguale, recano numerosi piccoli denti conici disposti in bande, accompagnati anteriormente da alcuni denti caniniformi più sviluppati, particolarmente efficaci per afferrare piccoli pesci e crostacei. Sul vomere e sulle ossa palatine sono presenti minute fasce di denti.

La lunga pinna dorsale continua, tipica dei serranidi, porta 10 raggi spinosi e 14-17 raggi molli. La pinna anale, più breve, presenta 3 robusti raggi spinosi seguiti da 7 raggi molli.

Le vistose pinne pelviche, arrotondate e abbastanza lunghe da raggiungere, e talvolta superare, l’origine della pinna anale, sono sostenute da un raggio spinoso e cinque raggi molli, mentre le ampie pinne pettorali ne contano generalmente 13-14.

La pinna caudale, quasi tronca o leggermente arrotondata, consente rapidi scatti per sorprendere le prede.

È una specie ermafrodita simultanea: ogni individuo è contemporaneamente maschio e femmina. Durante la risalita per la deposizione delle uova, la coppia può alternare i ruoli riproduttivi © www.carlosestape.photoshelter

La sgargiante livrea induce probabilmente i piccoli pesci a scambiarlo per un innocuo pesce farfalla oppure per una castagnola caraibica come Stegastes planifrons.

Etologia-Biologia riproduttiva

Come gli altri rappresentanti del genere, Hypoplectrus gummigutta è un predatore territoriale che alterna lunghi periodi d’attesa a brevi e rapidi inseguimenti.

La riproduzione rappresenta uno degli aspetti più interessanti della sua biologia. La specie è infatti ermafrodita simultanea: ogni individuo possiede contemporaneamente gonadi maschili e femminili funzionali. Al tramonto le coppie effettuano ripetute risalite nella colonna d’acqua culminando in un abbraccio riproduttivo, durante il quale vengono rilasciati uova e spermatozoi.

I giovani presentano anche il tradizionale falso occhio sulla coda, ma lo perdono con la crescita. Quello sul muso, invece, rimane il tratto distintivo della specie © www.carlosestape.photoshelter

Nel corso delle successive risalite i partner si alternano nel ruolo maschile, una strategia di reciprocità che garantisce a entrambi un investimento riproduttivo equivalente e limita il rischio che uno dei partner tragga beneficio dalla fecondazione senza sostenere il costo energetico della produzione delle uova.

La resilienza è elevata, con un tempo minimo di raddoppio delle popolazioni inferiore a 15 mesi, mentre la vulnerabilità alla pesca è bassissima: appena 10 su una scala di 100. Dal 2012 Hypoplectrus gummigutta figura pertanto come “LC (Least Concern)”, ossia “Minima Preoccupazione”, nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate.

Sinonimi

Plectropoma gummigutta Poey, 1851.

 

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