Famiglia : Narcinidae

Testo © Giuseppe Mazza

Un bersaglio da tiro a segno o un occhio sul fondale? © www.carlosestape.photoshelter.com
A prima vista sembra quasi uno scherzo della natura: sul dorso di Diplobatis ommata compare un grande disegno circolare che ricorda sorprendentemente un occhio.
È proprio questa singolare caratteristica ad aver ispirato il nome della specie, ommata, dal greco antico “ómma”, occhio.
Ma questa piccola razza nasconde ben altro sotto la pelle. Ai lati della parte anteriore del corpo si trovano infatti gli organi elettrici, strutture specializzate percepibili a stento come un leggero rigonfiamento del corpo, che producono le scariche usate dal pesce per difendersi e interagire con l’ambiente. Il curioso contrasto fra ciò che si vede e ciò che rimane nascosto è forse il tratto più affascinante di questa razza inserita nell’ordine dei Torpediniformes e nella famiglia dei Narcinidae.

No. È il grande occhio finto di Diplobatis ommata. Quello vero, a destra, al confronto minuscolo, scruta i dintorni © www.carlosestape.photoshelter.com
L’occhio sul dorso è soltanto un disegno, mentre mentre quelli veri, accanto agli spiacoli sono minuscoli quasi invisibili al primo sguardo. Anche il nome del genere Diplobatis, istituito da Bigelow e Schroeder nel 1948, evidenzia un’altra caratteristica anatomica nascosta, derivando dal greco “diplóos”, doppio, con riferimento alle due aperture interne non visibili di ciascuna narice, e “batís”, il termine usato nell’antichità per indicare le razze e altri pesci piatti.
Zoogeografia
Diplobatis ommata vive nell’Oceano Pacifico orientale tropicale, con una distribuzione che si estende dal Golfo di California verso sud lungo le coste dell’America centrale fino all’Ecuador.

Si tratta di una piccola razza del Pacifico orientale tropicale che non supera i 25 cm di lunghezza © www.carlosestape.photoshelter.com

Raramente allo scoperto durante il giorno, può sparire in un attimo sotto la sabbia © www.carlosestape.photoshelter.com
Ecologia-Habitat
È una specie marina costiera e bentonica, solitaria e notturna, presente anche su roccia ma associata per lo più ai fondali sabbiosi e i sedimenti detritici che trova in prossimità delle formazioni coralline fin verso i 95 m di profondità.
Trascorre le ore del giorno parzialmente infossata, una strategia che le permette di mimetizzarsi e passare inosservata.
La dieta è carnivora e comprende soprattutto piccoli invertebrati bentonici, in particolare crostacei e vermi; sono stati segnalati anche piccoli pesci. Si tratta quindi di un predatore di fondo che ricerca le proprie prede nel substrato.

Eccola al sicuro, mimetizzata sul fondale. Si nutre in genere di piccoli invertebrati bentonici, per lo più vermi e crostacei © www.carlosestape.photoshelter.com
Morfofisiologia
Diplobatis ommata raggiunge 25 cm circa di lunghezza totale. Il corpo ha la tipica conformazione delle piccole razze elettriche: un disco depresso e leggermente ovale, con il margine anteriore moderatamente convesso, seguito da una coda relativamente robusta. Sono presenti due pinne dorsali, di dimensioni simili, e una grande pinna caudale triangolare.
La colorazione di fondo è generalmente brunastra, spesso accompagnata da una punteggiatura e da bande trasversali diffuse, con un disegno centrale che può assumere l’aspetto di un grande bersaglio o di un occhio di bue. In alcuni individui il disegno circostante è poco evidente e rimane soprattutto una grande macchia scura centrale.

Da notare, dietro agli occhi, gli spriacoli che portano l’acqua alle branchie anche quando il pesce riposa sul fondale, e verso il centro i due piccoli fori circolari delle narici © www.carlosestape.photoshelter.com
Etologia-Biologia riproduttiva
La maturità sessuale viene raggiunta intorno ai 15 cm per i maschi e ai 18 cm per le femmine, ma per il resto la biologia riproduttiva di Diplobatis ommata è ancora poco nota.
Come tutti i pesci cartilaginei, i maschi possiedono organi copulatori detti pterigopodi, utilizzati per inserire il liquido seminale all’interno della cloaca della femmina. Le uova vengono fecondate e si sviluppano interamente all’interno degli uteri. Gli embrioni non ricevono nutrimento tramite una placenta, ma traggono energia inizialmente dal sacco vitellino e poi da speciali secrezioni uterine nutritive.

Diplobatis ommata è una specie ovovivipara: la fecondazione è interna e i piccoli appena nati sono già in grado di cacciare © www.carlosestape.photoshelter.com
Vengono partoriti vivi, completamente formati, presentandosi come repliche in miniatura degli adulti. Dalla nascita sono del tutto indipendenti e già in grado di utilizzare i propri organi elettrici per la difesa e la caccia.
La resilienza è bassa con un tempo minimo per il raddoppio delle popolazioni di 4.5-14 anni, ma la vulnerabilità alla pesca segna appena 13 su una scala di 100 e dal 2019, considerando l’ampia diffusione e la stabilità delle popolazioni, Diplobatis ommata figura come “LC, Least Concern” nella Lista Rossa IUCN delle specie in pericolo. Per altri, preoccupati per la pesca a strascico dei gamberi in certe località, sarebbe invece da considerare vulnerabile.
Sinonimi
Discopyge ommata Jordan & Gilbert, 1890; Narcine ommata Clark, 1936.
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