Galeandra baueri

Famiglia : Orchidaceae


Testo © Prof. Pietro Pavone

 

Generalmente epifita, Galeandra baueri è un’orchidea con grandi pseudobulbi fusiformi e circa otto foglie caduche.

Generalmente epifita, Galeandra baueri è un’orchidea con grandi pseudobulbi fusiformi e circa otto foglie caduche © Danna Lizeth Guevara Prieto

Galeandra baueri Lindl. è una specie appartenente alla famiglia delle Orchidaceae, alla sottofamiglia delle Epidendroideae, tribù Cymbidieae, sottotribù Catasetinae.

Questa specie è stata descritta nell’opera di Franz Bauer e John Lindley intitolata “Illustrations of Orchidaceous Plants” (F.A.Bauer, Ill. Orch. Pl.: t. 8 (1830), dal botanico inglese John Lindley (1799-1865). La specie è raffigurata nella tavola n. 8 (t. 8) realizzata dall’illustratore austriaco Franz Andreas Bauer (1758–1840), pittore botanico ufficiale dei Royal Botanic Gardens di Kew.

Fu assunto nel 1790, su proposta di Sir Joseph Banks (1743-1820), con l’incarico di “Botanical Painter to His Majesty” (Pittore botanico di Sua Maestà) fino al resto della sua vita.

La collaborazione tra John Lindley riconosciuto il “padre dell’orchidologia moderna” e Franz Bauer, che per i suoi disegni usava il microscopio, rappresentò un punto di svolta per la botanica del XIX secolo, unendo il rigore scientifico a una precisione artistica senza precedenti. Infatti, questa precisione permise a Lindley di analizzare la complessa struttura riproduttiva delle orchidee, come i pollinii e lo stigma, necessari per la classificazione tassonomica di queste piante e in particolare del genere Galeandra del quale Galeandra baueri è la specie tipo.

Il campione utilizzato per la descrizione proveniva da Cayenne, nella Guyana francese, raccolto dal botanico e collezionista francese Joseph Martin (1760-1826) a un’altitudine di circa 1.000 m. Giunse in Europa come campione essiccato che il bravo Bauer, con l’ausilio del microscopio, riuscì a renderne distinguibili tutti i particolari utili per la descrizione.

Galeandra è un genere neotropicale, con 41 specie oggi accettate e presenti dalla Florida meridionale e dal Messico, attraverso l’America Centrale, le Indie Occidentali e il Sud America fino al Paraguay. La maggior parte di queste specie, circa 28, si trovano nei biomi del Brasile (Amazzonia e Cerrado).

Le specie del genere sono piante erbacee, epifite con pseudobulbi cilindrici o fusiformi, terricole con pseudobulbi ovoidali, corti e ispessiti.

Galeandra baueri cresce in Bolivia, Brasile settentrionale, Colombia, Guyana francese, Perù e Suriname, in ambienti tropicali umidi a 800-1200 m d’altitudine. L'infiorescenza terminale è una pannocchia di circa 30 cm.

Cresce in Bolivia, Brasile settentrionale, Colombia, Guyana francese, Perù e Suriname, in ambienti tropicali umidi a 800-1200 m d’altitudine. L’infiorescenza terminale è una pannocchia di circa 30 cm © Danna Lizeth Guevara Prieto

Hanno foglie semplici e alterne, da strettamente lineari a oblungo-lanceolate.

L’infiorescenza è terminale, racemo o pannocchia. I fiori sono grandi, raramente piccoli. Il labello ha forma d’imbuto con uno sperone che nelle epifite è allungato, sottile e con apice attenuato, mentre nelle terricole è corto.

Il frutto è una capsula oblunga, tricarpellata, deiscente, con numerosi semi pulverulenti. Le diverse specie si distinguono per la forma del labello, per la presenza o l’assenza di peluria sul labello e sulla colonna, e per il numero di carene.

Galeandra baueri si riscontra in Bolivia, Brasile settentrionale, Colombia, Guyana francese, Perù, Suriname, principalmente nel bioma tropicale umido, tra gli 800 e i 1200 metri di altitudine.

In Brasile, si trova nello stato di Amapá, come epifita su palme del genere Bactris, lungo le rive dei corsi d’acqua; nelle foreste tropicali a galleria del Cerrado, nelle foreste di palme sui pendii nello stato di Pará. In Bolivia si riscontra nelle foreste tropicali di montagna del dipartimento di Santa Cruz. In Perù è diffusa nella valle di Chanchamayo, nella regione di Junín.

Il nome del genere Galeandra deriva dal latino galea che significa elmo, e dal greco ἀνδρός, andro, con il significato di “uomo” e allude alla forma dell’antera che ricorda vagamente un elmo.  L’epiteto specifico è in onore di Franz Bauer.

Il nome comune è Galeandra di Bauer

Galeandra baueri è una pianta erbacea generalmente epifita con pseudobulbi fusiformi, lunghi 16-23 cm, ravvicinati sul rizoma, avvolti da diverse guaine scariose embricate, con circa 8 foglie, caduche, lineari-lanceolate, appuntite, guainanti alla base lo pseudobulbo (amplessicauli), coriacee, ma flessibili con venature prominenti di cui 3 ben visibili nella pagina inferiore. Le foglie sono lunghe 18-25,7 cm, larghe 1,6-2,1 cm.

Dall’apice dello pseudobulbo maturo si forma l’infiorescenza spesso ramificata, lunga fino a 30 cm, lassa e pendula. L’infiorescenza è una pannocchia con 4-16 fiori di circa 7 cm con peduncolo verdastro, lungo da 2,5 a 4,0 cm, ricoperto da brattee lunghe 9-13 mm.

Il labello dei fiori di Galeandra baueri, lungo quasi come l’ovario verde chiaro, è a forma d’imbuto con uno sperone giallo dorato dalle caratteristiche strisce brune.

Il labello dei fiori, lungo quasi come l’ovario verde chiaro, è a forma d’imbuto con uno sperone giallo dorato dalle caratteristiche strisce brune © Danna Lizeth Guevara Prieto

I fiori sono profumati e di lunga durata (in media tre settimane). Si aprono in successione dalla primavera all’inizio dell’estate.

L’ovario è pedicellato, verde chiaro, lungo 20-25 mm. I sepali sono verde-giallastri con fitte strisce bruno-rossicci. Il sepalo dorsale è eretto o ricurvo, lungo 23-28 mm, largo 4-6 mm. I sepali laterali sono eretti o leggermente ricurvi, lunghi 25-28 mm, larghi circa 6,5 mm. Anche i petali sono eretti, lunghi 23-24 mm, larghi 6,5-7 mm, anch’essi bruno-rossicci o marrone-verdastri. Il labello è bilobato e varia da rombico a rombico-obovato, lungo 54-62 mm, largo 48 mm, bianco-giallastro, talvolta con venature o sfumature rosa-purpuree verso l’interno.

In Brasile si può trovare Galeandra baueri epifita su palme del genere Bactris, lungo le rive dei corsi d’acqua.

In Brasile si può trovare epifita su palme del genere Bactris, lungo le rive dei corsi d’acqua © Diego Amaya

Il disco, sulla superficie superiore del labello, è formato da 4 carene arancioni, quelle esterne leggermente ricurve e ispessite verso la base. Lo sperone è dritto, filiforme, con apice attenuato, verdastro o giallo-dorato e con strisce brune sulla superficie ventrale, internamente pubescente, lungo quasi quanto l’ovario.

La colonna (o ginostemio) è generalmente glabra, bianco-giallastra, con alcune macchie violacee sulla superficie ventrale, lunga circa 13 mm e larga circa 4,5 mm.

I pollinii sono 2, cerosi, collegati a un singolo viscidio tramite un lungo stipite il cui insieme forma il pollinario che ha forma di “T” rovesciata.

L’antera è bianco-giallastra, per lo più impollinata da api appartenenti al genere Euglossa, dai colori metallici brillanti che variano dal blu al verde e al rame.

Le api di sesso maschile sono attratte dai profumi (composti aromatici oleosi) che la pianta emana.

La forma e il colore del labello aiutano l’ape a entrare e una volta dentro l’ape raccoglie i profumi con le spazzole dei peli sulle zampe anteriori e li immagazzina nelle cavità sulle zampe posteriori per poi rilasciarli durante i riti di corteggiamento che servono ad attirare le femmine.

Tuttavia, mentre l’ape è intenta a raschiare i profumi urta il pollinario che si attacca al suo corpo, e quando l’ape andrà nel fiore successivo, attuerà l’impollinazione incrociata.

Dopo la fecondazione si forma il frutto che è una capsula oblunga, tricarpellata, deiscente, con semi pulverulenti.

Come tutte le specie appartenenti alla famiglia delle Orchidaceae, anche Galeandra baueri è protetta dalla Convenzione di Washington (CITES). Il commercio internazionale è, pertanto, rigorosamente disciplinato per assicurare la sua sopravvivenza in natura.

I grandi fiori di Galeandra baueri, profumati e di lunga durata, hanno sepali e petali con fitte strisce rossicce. Il labello presenta all’interno quattro caratteristiche carene con l’antera in alto che ricorda nella forma un elmo.

I grandi fiori, profumati e di lunga durata, hanno sepali e petali con fitte strisce rossicce. Il labello presenta all’interno quattro caratteristiche carene con l’antera in alto che ricorda nella forma un elmo © Diego Amaya

Galeandra baueri è un’orchidea ornamentale, apprezzata dai collezionisti per i suoi fiori profumati (che ricordano i profumi del lampone) e il suo labello a forma di imbuto.

In coltivazione domestica richiede luce intensa e diffusa, ma non sole diretto.

Predilige un clima da temperato a caldo 23-28 °C durante il giorno e 14-17 °C di notte in modo da favorire uno sviluppo vigoroso.

Come substrato di crescita, è bene usare un composto drenante fatto di corteccia di pino, fibra di felce o sfagno.

La pianta richiede umidità elevata, circa 80%, e un movimento d’aria per prevenire marciumi.

Durante la fase di crescita (Primavera-Estate) le annaffiature devono essere frequenti, 3-5 volte a settimana. Ogni due settimane è bene dare un concime liquido bilanciato molto diluito.

Durante la fase di riposo (Autunno-Inverno) quando le foglie cominciano a ingiallire, si deve ridurre l’acqua d’irrigazione e darla 1-3 volte al mese per evitare il raggrinzimento degli pseudobulbi.

Il rinvaso va fatto ogni 1-2 anni, preferibilmente appena compare la nuova vegetazione (tardo inverno o inizio primavera), prima che si formino le nuove radici.

Le foglie sono soggette agli attacchi di ragnetto rosso specie se in condizioni di scarsa umidità.

Quando le foglie sono attaccate, si manifestano anche malattie fungine. Pertanto, appena individuati gli acari, si può spruzzare sapone di Marsiglia (10-20 grammi) sciolto in un litro di acqua invece di prodotti sintetici. Si può usare lo zolfo bagnabile come repellente naturale.

Esistono diversi ibridi artificiali di Galeandra baueri.

L’ibrido primario Galeandra Beth è stato registrato ufficialmente da J. D. Stubbings nel 1994 presso la Royal Horticultural Society (RHS).

Si presenta bianco-giallastro, talora con venature o sfumature rosa-purpuree verso l’interno.

Si presenta bianco-giallastro, talora con venature o sfumature rosa-purpuree verso l’interno © Giuseppe Mazza

È un incrocio fra Galeandra baueri × Galeandra pubicentrum il cui fiore è di colore bronzo, marrone dorato o verde oliva, talvolta con sfumature brunastre. Il labello è generalmente bianco crema nella parte esterna, color porpora, magenta o malva intenso sul bordo e all’interno.

Galeandra Stanbaudon è un ibrido primario ottenuto dall’incrocio fra Galeandra stangeana × Galeandra baueri da M. & M.F. Bourdon e accettato il 23/09/1997 da RHS. I fiori sono di colore bruno-olivastro o verde pallido, talvolta con sfumature violacee e labello di colore bianco o giallo all’esterno, con striature o sfumature porpora, malva o cremisi all’interno.

Galeandra baueri è un’orchidea coltivata anche per il profumo dei fiori. Richiede luce intensa e diffusa senza sole diretto, e se possibile 23-28 °C di giorno e 14-17°C di notte.

Galeandra baueri è un’orchidea coltivata anche per il profumo dei fiori. Richiede luce intensa e diffusa senza sole diretto, e se possibile 23-28 °C di giorno e 14-17 °C di notte © Giuseppe Mazza

Nonostante l’assenza di varietà tassonomiche distinte, esistono diverse cultivar selezionate da esperti vivaisti con particolari sfumature di colore o di vigore. Galeandra baueri ‘Zoltan’ è stata premiata da Deutsche Orchideen-Gesellschaft (D.O.G) nel 2014. L’American Orchid Society (AOS) ha premiato Galeandra baueri ‘Nova’ nel 1995; Galeandra baueri ‘Sandy’ nel 1992; Galeandra baueri ‘Santiago’ nel 1992 e Galeandra baueri ‘Gracias A Dios’ nel 1988.

Sinonimi: Galeandra cristata Lindl. (1844); Galeandra funckiana Lindl. ex Rchb.f. (1881); Galeandra funckii Lindl. ex Rchb.f. (1856).

 

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