Ophrys fusca

Famiglia : Orchidaceae


Testo © Dr. Salvatore Cambria

 

Ophrys fusca

Ophrys fusca è diffusa in tutto il Mediterraneo con una notevole variabilità morfologica © Giuseppe Mazza

Ophrys fusca è una specie terricola appartenente alla famiglia delle Orchidaceae, descritta dal botanico tedesco Johann Heinrich Friedrich Link nel 1799.

Il nome del genere Ophrys, descritto da Linneo nel 1753, nasce dal greco antico “ὀφρύς” (ophrýs), sopracciglio, per la presenza di una certa pelosità sul labello, mentre l’epiteto specifico fusca che fa riferimento, dal latino “fuscus”, fosco, al colore scuro del labello.

La specie in sensu lato risulta diffusa in tutto il Mediterraneo e le aree atlantiche meridionali, dalla Penisola Iberica e il Nordafrica sino alla Penisola Anatolica e il Medio Oriente.

Tuttavia, questo taxon è stato oggetto di numerose vicissitudini dal punto di vista nomenclaturale e tassonomico, in quanto presenta una notevole varietà morfologica che ha portato alla descrizione di numerose entità specifiche e intraspecifiche più o meno differenziate tra loro e variamente interpretate dai diversi autori.

Attualmente molti botanici preferiscono considerare la tipica O. fusca subsp. fusca come esclusiva della Penisola Iberica ed in particolare del Portogallo e della Spagna meridionale dove la specie è stata originariamente individuata da Link, riferendo invece le popolazioni di differenti aree geografiche ad altre sottospecie o taxa affini.

In particolare, per quanto riguarda l’Italia, vengono generalmente riconosciuti ben 12 taxa (generalmente trattati al livello di sottospecie) appartenenti al gruppo di O. fusca: O. funerea, O. lupercalis, O. lucana, O. lucifera, O. sabulosa, O. calocaerina, O. gackiae, O. obaesa, O. caesiella, O. ortuabis, O. delforgei e O. marmorata. La maggior parte di questi taxa risulta diffuso in Sicilia e Sardegna, dove il gruppo di O. fusca presenta una particolare polimorfia.

Si tratta di una pianta erbacea bulbosa abbastanza gracile e di piccola taglia (10-30 cm), caratterizzata da foglie basali largamente lanceolate e disposte a rosetta, mentre le foglie cauline sono poche (1-2) e avvolgenti il fusto.

L’infiorescenza sommitale più o meno densa, costituita da 2-8 fiori relativamente grandi con sepali verdastri ad apice arrotondato, il mediano ricurvo sul ginostemio.

Ophrys fusca

Presente dal livello del mare fino a 1500 m d’altitudine, è una specie a fioritura precoce, fra gennaio e maggio © Giuseppe Mazza

I petali sono più stretti e leggermente più brevi dei sepali, di colore generalmente giallo o bruni, con apice ottuso e margine ondulato.

Il labello è di colore brunastro, trilobato verso l’apice con lobi poco ripiegati (il mediano leggermente convesso), con margini glabri di colore giallastro; la parte centrale è ricoperta da una fitta pelosità vellutata scura con una macula bilunulata grigio plumbea o bluastra.

La cavità stigmatica è abbastanza grande, munita di una pelosità biancastra, che si prolunga nel solco mediano fino al centro della macula; gli stami e il pistillo formano un ginostemio corto e ottuso.

La riproduzione avviene grazie all’impollinazione entomofila ad opera di imenotteri del genere Andrena.

Il frutto è una capsula contenente numerosi semi senza endosperma che possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici.

La fioritura è generalmente precoce, cominciando in alcune aree sin dal mese di gennaio per prolungarsi sino a maggio a secondo dell’altitudine e dell’area geografica.

L’ecologia della pianta è molto simile a quella delle altre specie del genere Ophrys, prediligendo superfici aperte, come pascoli, schiarite boschive, garighe e prati dal livello del mare sino a 1500 m di altitudine.

Sinonimi: O.arnoldii P. Delforge (1999), Arachnites fusca (Link) Tod., 1842.

 

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