Amblyeleotris yanoi

Famiglia : Gobiidae

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Testo © Giuseppe Mazza

 

Inserito per la sua vistosa coda fra i ghiozzi bandiera, il Ghiozzo di Yano (Amblyeleotris yanoi) vive nel Pacifico occidentale.

Inserito per la sua vistosa coda fra i ghiozzi bandiera, il Ghiozzo di Yano (Amblyeleotris yanoi) vive nel Pacifico occidentale © François Libert

Il Ghiozzo di Yano, Amblyeleotris yanoi Aonuma & Yoshino 1996, appartiene per la sua vistosa pinna caudale, gialla e arancio con bordini blu, al gruppo dei ghiozzi bandiera, inseriti nella classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, nell’ordine dei Gobiiformes e la famiglia dei Gobiidae, una delle più ricche del mondo marino, che vanta oltre 200 generi e quasi 2000 specie presenti per lo più nei mari tropicali e temperati, ma anche in acque salmastre e dolci con pesci che talora trascorrono tutta la loro vita nei fiumi raggiungendo il mare solo per riprodursi.

Il genere Amblyeleotris, che comprende oggi una quarantina di specie, fu creato da Bleeker nel 1874 per Amblyeleotris periophthalma, partendo dal greco “amblys”, ottuso, visto il muso troncato, ed Eleotris, il vecchio nome generico usato allora tassonomicamente per questi pesci.

Lungo al massimo 13 cm, Amblyeleotris yanoi ha una vistosa livrea con 5 barre rosso arancio su fondo chiaro, intervallate da strette selle marroni.

Lungo al massimo 13 cm, ha una vistosa livrea con 5 barre rosso arancio su fondo chiaro, intervallate da strette selle marroni © François Libert

Il termine specifico yanoi, di Yano in latino, è invece un chiaro omaggio a Korechika Yano, istruttore e fotografo subacqueo giapponese, che fornì il materiale necessario alla descrizione della specie.

Zoogeografia

Amblyeleotris yanoi è un pesce presente nel Pacifico occidentale dalle isole Ryukyu, a sud di Taiwan, alle Filippine e Indonesia, fino a Papua Nuova Guinea.

Ecologia-Habitat

Amblyeleotris yanoi trascorre le ore di luce all’ingresso della tana, scavata sul fondale dal gamberetto simbionte Alpheus randalli, nutrendosi al volo di krill e piccoli crostacei del genere Mysis.

Trascorre le ore di luce all’ingresso della tana, scavata sul fondale dal gamberetto simbionte Alpheus randalli, nutrendosi al volo di krill e piccoli crostacei del genere Mysis © mattdowse

Vive per lo più in ambiente madreporico, fra 3 e 35 m di profondità, di preferenza a temperature comprese fra 26,9 e 29 °C, in compagnia di Alpheus randalli, un gambero timido e malvedente che gli scava la tana sui fondali molli e la mantiene in forma con una vasta serie di gallerie.

Come una sentinella il Ghiozzo di Yano, sorveglia i dintorni immobile dalla porta di casa, segnalando al crostaceo con improvvisi e noti movimenti l’eventuale presenza di predatori, mentre questo tiene pulito l’alloggio uscendo allo scoperto solo quando è ben sicuro di non correre rischi.

Eccolo col suo ospite timoroso e malvedente, che esce per nutrirsi di detriti solo quando il ghiozzo non gli segnala la presenza di predoni.

Eccolo col suo ospite timoroso e malvedente, che esce allo scoperto per nutrirsi di detriti solo quando il ghiozzo non segnala la presenza di predoni © Bryan J

Si nutre di detriti, mentre il ghiozzo, oltre agli invertebrati snidati dal gambero nei continui lavori di manutenzione casalinga, basa principalmente il suo regime alimentare sul krill ed i piccoli crostacei del genere Mysis.

Di notte il pesce e il gambero si ritirano poi da buoni amici in fondo alla tana, per dormire tranquilli, dopo aver chiuso bene, murandola, la porta di casa.

Una simbiosi del tutto analoga a quella caraibica di Nes longus, un ghiozzo che vive, dalla parte opposta del mondo in compagnia di Alpheus floridanus, fornendoci un classico esempio di convergenza evolutiva.

Una convergenza evolutiva per reciproco interesse, come accade ai Caraibi fra Nes longus e Alpheus floridanus.

Una convergenza evolutiva per reciproco interesse, come accade ai Caraibi fra Nes longus e Alpheus floridanus © Craig Lewis

Morfofisiologia

Amblyeleotris yanoi  raggiunge al massimo i 13 cm di lunghezza.

Il corpo, allungato e snello a sezione circolare, reca 97-103 serie di scaglie longitudinali assenti sulla nuca.

La pinna dorsale reca 6-7 raggi spinosi e 13 molli; l’anale 1 raggio spinoso e 13 inermi e le pettorali 18 raggi molli.

Le pinne pelviche, che nei ghiozzi si fondono per formare una ventosa, qui sono senza frenulo, unite da una membrana bassa.

La variopinta pinna caudale gialla con bordini blu e la parte centrale arancione rossastra, è lanceolata e più lunga del capo.

La livrea presenta 5 barre rosso arancio su fondo chiaro, intervallate da strette selle marroni.

Sono gli stessi colori, a parte il blu, che si ritrovano anche nel gambero amico, lungo circa 3 cm, col corpo ed i chelipedi fasciati di rosso, mentre le zampe, la prima parte della coda e le articolazioni del capo sono gialle.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Nella tana c’è posto anche per le coppie.

È li che Amblyeleotris yanoi mette al sicuro le sue masserelle di uova, mentre per riprodursi Alpheus randalli collega con un tunnel la sua abitazione a quella di un possibile partener nei dintorni e le sue femmine le proteggono fino alla schiusa incollandole sotto l’addome.

La resilienza del Ghiozzo di Yano è ottima, con un possibile raddoppio delle popolazioni in meno di 15 mesi, e la vulnerabilità alla pesca segna appena 10 su una scala di 100.

Anche se catturato spesso per gli aquari domestici, Amblyeleotris yanoi  figura quindi dal 2020 come “LC, Least Concern”, cioè come “Minima Preoccupazione”, nella Lista Rossa IUCN delle specie in pericolo.

 

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