Famiglia : Orchidaceae

Testo © Prof. Pietro Pavone

Epidendrum melanoporphyreum è un’orchidea epifita e terricola delle umide foreste montane del Perù settentrionale © Giuseppe Mazza
Epidendrum melanoporphyreum Hágsater, è una specie inserita nella sottotribù delle Laeliinae, nella tribù Epidendreae, nella sottofamiglia delle Epidendroideae e nella famiglia delle Orchidaceae.
Questa specie, nativa del Perù, è stata descritta nel 1993 nella rivista Icones Orchidacearum, Città del Messico (Icon. Orchid. 2: t. 156) da Eric Hágsater (1945-) insigne botanico e ornitologo messicano, un’autorità nel campo delle orchidee, particolarmente specializzato nello studio del genere Epidendrum.
Epidendrum melanoporphyreum posto nel gruppo Pseudepidendrum e nel sottogruppo Paniculatum, è caratterizzato da steli a forma di canna con foglie acute o acuminate che solitamente formano un’infiorescenza apicale i cui fiori hanno petali filiformi e un labbro trilobato.
Il nome del genere deriva dal greco επί, epi (sopra) e δένδρον, dendron (albero) “sugli alberi” in riferimento al portamento da epifita. L’epiteto specifico deriva dal greco μελανος, nero, e πορφυρος, viola, per il colore molto scuro dei fiori, quasi nero-viola.
Nome comune: Epidendro nero-viola
Epidendrum melanoporphyreum è una orchidea originaria del Perù settentrionale e centrale e vive nelle foreste montane umide a circa 1300-1700 m di altitudine. È una specie terricola ed epifita, forse anche litofita, caratterizzata da piante erbacee, decidue, terricole, cespugliose, alte 30-70 cm. Presenta radici carnose, spesse circa 2,5 mm e fusti, non ramificati, a forma di canna, dritti, lunghi 30-60 cm, con diametro di 4-9 mm.
Le foglie, da 7 a 14 sul fusto, hanno guaina tubolare, liscia, lunga fino a 5 cm. La lamina, 6-12 × 2-4 cm, è ellittica, acuta con margine intero, verde oliva nella pagina superiore, viola in quella inferiore.
L’infiorescenza è terminale, composta, a pannocchia, suberetta, lunga 15-25 cm, su un peduncolo con due brattee basali, acute, conduplicate, lunghe fino a 5 cm. La brattea fiorale è triangolare e acuminata.
I fiori, circa 25 per infiorescenza, si aprono quasi simultaneamente. Sono resupinati e inodori e hanno consistenza cerosa. I sepali, i petali e parte del labello sono color viola scuro, quasi nero, mentre la parte basale della colonna è verde, e la parte apicale e il disco color viola lucente.

L’infiorescenza porta circa 25 fiori che si aprono quasi simultaneamente. Sono resupinati e inodori con consistenza cerosa © Giuseppe Mazza
L’ovario non è rigonfio, a sezione circolare (tereto), liscio, lungo 24–40 mm.
I sepali sono un po’ ripiegati all’indietro (riflessi), liberi, privi di carena dorsale, lisci, carnosi, spatolati-oblanceolati, acuti (20–21,5 × 4–5 mm).
I petali sono divaricati, filiformi, ottusi (20 × 0,5 mm).

Nei fiori scuri domina il viola, lucente nella parte apicale. Curiose escrescenze ricurve del labello dette calli © Giuseppe Mazza
Il labello è aderente alla colonna, convesso, rigido, quadrilobato, con escrescenze carnose (calli) alla giunzione tra la base del labello e la colonna.
Il labello ha 3 carene centrali prominenti e smussate e lobi apicali ampiamente divaricati, più larghi tra loro rispetto ai basali.
La colonna è dritta, slanciata, lunga 16 mm.
Le antere sono subglobose e quadriloculari. I pollinii sono 4, ad “ala d’uccello”, fortemente compressi ai lati, trasparenti, gli interni un po’ più piccoli.
Il viscidio è semiliquido, traslucido. Il rostello è subapicale e fessurato. Il nettario è poco profondo e liscio all’interno.
La fioritura avviene da agosto a novembre.
Epidendrum melanoporphyreum è un’orchidea facile da coltivare ma è bene tener presente che vive in ambienti dove le precipitazioni giornaliere variano da 114 mm a 632 mm, le intense a maggio e scarse a dicembre. L’umidità varia da 76% a 81%, il massimo a luglio e il minimo a febbraio. La temperatura varia da 11 °C a 24 °C; la massima è a febbraio.
La pianta cresce molto bene in cesti o in vasi con terriccio ben drenante o su lastre di sughero.
Le annaffiature devono essere regolari, soprattutto durante la stagione calda.
Si può usare il muschio per trattenere l’acqua e così evitare che le radici si secchino rapidamente.
È bene concimare durante la crescita con fertilizzante liquido bilanciato per orchidee aumentando i fosfati prima della fioritura. Quest’orchidea tollera anche fertilizzanti a lenta cessione applicati in ragione di 1-2 granuli per vaso (250 ml) di substrato.
Il rinvaso va fatto ogni 2-3 anni e alla fine dell’inverno, quando iniziano a comparire nuove crescite. Evitare il rinvaso durante la stagione calda.

I sepali sono ripiegati all’indietro. La coltura è facile ma richiede un’adeguata umidità © Giuseppe Mazza
Esistono diversi ibridi di Epidendrum melanoporphyreum primari e secondari che sono stati registrati presso RHS (Royal Horticultural Society) che è l’Autorità Internazionale per la Registrazione degli Ibridi di Orchidee.
Epidendrum ‘Cotacachi’ è stato ottenuto da Ecuagenera attraverso l’incrocio fra Epidendrum medusae e Epidendrum melanoporphyreum e registrato il 30/10/2023 presso RHS.
I fiori hanno colori di tonalità scure e intense, marrone-nerastro, il labello è grande e sfrangiato bianco sporco al centro, marrone sfumato di verde ai bordi.
Epidendrum ‘Fuzzy Grapes’ ottenuto W.Goldner per incrocio fra Epidendrum melanoporphyreum × Epidendrum ilense e registrato da Woodstream l’11/03/2004 presso RHS.
Il nome “Fuzzy Grapes” (uve pelose) richiama sia il colore scuro simile a quello dell’uva matura sia la consistenza. Questo ibrido è particolarmente apprezzato dai collezionisti per il contrasto tra i colori scuri dei petali e la struttura elaborata del labello sfrangiato (derivato da Epidendrum ilense) che conferisce al fiore un aspetto delicato e particolare.
Epidendrum ‘Wolf Creek’ è stato ottenuto da W.Goldner per incrocio fra Epidendrum conopseum × Epidendrum melanoporphyreum e registrato il 4 gennaio 2021 da Woodstream presso RHS. Presenta fiori di tonalità scure solitamente dal marrone scuro al porpora quasi nero con un labello con toni più verdi o giallastri.
Epidendrum ‘Minimel’ è stato ottenuto da J-C. Hannachi per incrocio fra Epidendrum melanoporphyreum × Epidendrum antonense, registrato presso RHS il 30/12/2025.
È un ibrido di piccole dimensioni adatto per la coltivazione in spazi minuti, con foglie coriacee disposte lungo fusti sottili e fiori di colore variabile avendo i sepali e i petali che possono essere di colore giallo verdastro e labello in parte color marrone-porpora.
