Famiglia : Orchidaceae

Testo © Prof. Pietro Pavone

Maxillaria striata è un’epifita delle umide foreste montane sul margine orientale andino in Perù, Ecuador e Colombia © TBauer
Maxillaria striata Rolfe è una specie appartenente alla famiglia Orchidaceae sottofamiglia Epidendroideae, tribù Cymbidieae, subtribù Maxillariinae.
È presente in Colombia, Ecuador e Peru.
Il genere Maxillaria è stato creato nel 1794 da Hipólito Ruiz López (1754 –1816) e José Antonio Pavón Jiménez (1754 –1840).
Negli anni sono state incluse in questo genere moltissime specie distribuite nelle regioni tropicali e subtropicali dell’America centrale e meridionale, presenti ad altitudini elevate, fino a 3.500 metri sul livello del mare.
In un recente studio filogenetico molecolare si è scoperto che molti di queste specie, incorporati in Maxillaria, rendono il genere polifiletico e quindi sono da scorporare.
Tuttavia ad oggi non tutti i tassonomi hanno dato seguito a questi studi riconoscendo in Maxillaria 653 specie valide.
Sono splendide piante epifite, terrestri e litofite i cui fiori hanno diverse dimensioni, da qualche centimetro a oltre quindici centimetri di diametro. I loro colori variano dal rosso, giallo, viola, bianco e quasi nero. Alcune orchidee presentano strisce (Maxillaria striata) oppure macchie (Maxillaria picta).
Anche l’infiorescenza varia da specie a specie: singola o in grappoli, tutte con fiori profumati.
Maxillaria striata è stata descritta in Orchid Rev. 1: 266 (1893) da Robert Allen Rolfe (1855-1921), botanico inglese specializzato in orchidee, figura chiave presso i Royal Botanic Gardens di Kew per oltre quarant’anni.
Nel corso della sua carriera, Rolfe descrisse 2234 taxa, di cui oltre 200 di orchidee, su esemplari provenienti da varie regioni tropicali del mondo. Scrisse diverse opere come “Revision of the Genus Phalaenopsis” (1886), “A Revision of the Genus Vanilla” (1896) e, in collaborazione con C. C. Hurst, “The Orchid Stud-Book” (1909). Nel 1893 fondò e diresse Orchid Review, una rivista interamente dedicata alle orchidee, ora gestita dalla Royal Horticultural Society.
Nel corso della sua carriera, Rolfe ricevette diversi premi importanti per la sua competenza nel campo tassonomico vegetale.

I fiori di lunga durata, con vistose striature come indica il nome specifico, misurano anche 12 cm e sono intensamente profumati © Bodo Nuñez Oberg
Citiamo la medaglia d’oro dell’Académie Internationale de Botanique nel 1917 e la Victoria Medal of Honor dalla Royal Horticultural Society nel 1921, una delle più alte onorificenze per i risultati ottenuti in campo orticolo.
Il nome del genere deriva dal lat. maxilla “mascella” e si riferisce alla colonna e al labello del fiore che insieme assomigliano a una mascella. L’epiteto specifico deriva dal lat. striatus, “a strisce” per le striature prominenti presenti sui sepali e sui petali del fiore.
Il nome comune inglese è Striped Maxillaria (Maxillaria striata).

Il labello trilobato, lungo circa 3,5-4 cm, in tonalità contrastante rispetto al colore dei petali, è tipicamente bianco pallido con strisce viola e margine ricurvo sub-crenulato © Nelson Apolo
Maxillaria striata è una specie diffusa in Perù, Ecuador e Colombia nelle foreste montane molto umide ad altitudini comprese tra 700 e 2200 metri sul margine orientale delle Ande.
È un’epifita a crescita simpodiale, con pseudobulbi raggruppati, da ovoidali a oblungo-cilindrici e compressi, avvolti alla base da diverse guaine distiche embricate e portanti una singola foglia apicale, oblungo-ellittica, coriacea, lunga fino a 30 cm e provvista di picciolo. I fiori, grandi (fino a 10-12 cm) e appariscenti sopra le foglie, sono solitari su un’infiorescenza eretta, lunga fino a 30 cm, che si forma alla base di uno pseudobulbo maturo. I fiori si aprono principalmente in estate e autunno e sono generalmente profumati e di lunga durata.

Maxillaria striata è ovviamente una specie molto richiesta dai collezionisti. Ma il suo habitat è minacciato, e figura quindi nell’Appendice II della CITES, che regola il commercio internazionale garantendone così la sopravvivenza © Giuseppe Mazza.
I sepali e i petali sono gialli o giallo-verdastri con strisce rosso scuro o marrone violaceo che corrono longitudinalmente, caratteristica questa cui fa riferimento il nome della specie.
Il labello, in tonalità contrastante rispetto al colore dei petali, è tipicamente bianco pallido con strisce viola e con margine ricurvo e sub-crenulato.
È trilobato, lungo circa 3,5-4 cm.
Ha i lobi laterali suberetti e lobo medio con margini ondulati.
Il callo è oblungo e si estende per ⅔ della lunghezza del labello. Alla osservazione microscopica la superficie del labello presenta papille coniche villiformi disposte in file.
Questa specie per il suo habitat vulnerabile è inclusa nell’Appendice II della CITES. Ciò significa che il commercio internazionale è regolamentato per garantirne la sopravvivenza, richiedendo permessi speciali per l’importazione/esportazione. Tuttavia non è specificamente elencata come specie ad alto rischio di estinzione nella lista rossa IUCN.
Maxillaria striata è una spettacolare orchidea da collezione per il suo intenso profumo, per le sue grandi dimensioni e per la sua fitta striatura sui sepali e sui petali gialli.
In coltivazione richiede umidità elevata e costante (80%), insieme a un’eccellente circolazione dell’aria per prevenire le malattie, meglio se coltivata in una serra fresca e umida, con luce intensa e filtrata.
Questa pianta cresce molto bene in cesti o vasi sospesi. Si possono usare anche lastre di sughero, oppure felci arboree.
Il terriccio deve essere grossolano, ben drenante e lasciare spazio all’aria per la crescita delle radici. Si può utilizzare un mix composto di corteccia, carbone e perlite che deve essere mantenuto costantemente umido e non deve mai seccarsi completamente poiché gli pseudobulbi possono raggrinzirsi rapidamente.
La temperatura diurna ottimale è di 18-23 °C e quella notturna di 12-16 °C. La concimazione va fatta regolarmente con fertilizzante liquido per orchidee. La pianta trae benefici da un concime ricco di fosfati prima della fioritura, ricco di azoto quando compaiono i nuovi getti e bilanciato (NPK 20-20-20) negli altri periodi. Secondo lo stato delle sue radici si può rinvasare ogni 2-3 anni. Il periodo migliore è la fine dell’inverno, quando iniziano a comparire i nuovi getti, ma evitare il rinvaso durante la stagione calda.

In coltura richiede luce intensa filtrata, umidità elevata e costante con buona circolazione dell’aria, e se possibile una temperatura diurna di 18-23 °C e notturna di 12-16 °C © Giuseppe Mazza
La presenza di macchie scure non naturali sui fiori indica la presenza di Botrytis, un fungo causato da troppa umidità e scarsa ventilazione.
Esistono diverse cultivar, fra le più recentemente premiate, segnaliamo: Maxillaria striata ‘Kiel’ (2018) Maxillaria striata ‘Robin Jane’ (2017) Maxillaria striata ‘Hansi’ (2016) Maxillaria striata ‘Isabel’ (2015) Maxillaria striata ‘Amelia’ (2014) Maxillaria striata ‘Alfons’ (2014) Maxillaria striata ‘Excalibur’ (2013) Maxillaria striata ‘Orquivalle’ (2013) Maxillaria striata ‘Heinz’ (2012) Maxillaria striata ‘King Tut’ (2012).
