Famiglia : Tetraodontidae

Testo © Giuseppe Mazza

Lungo in genere una dozzina di centimetri, Sphoeroides spengleri è un pesciolino americano con un vasto areale dalle coste del Massachusetts a Santa Catarina in Brasile © www.carlosestape.photoshelter.com
Pare impossibile che un pesce dal profilo snello e allungato come Sphoeroides spengleri ( Bloch, 1785 ) possa gonfiarsi all’improvviso trasformandosi in una palla.
Questa incredibile abilità lo colloca nella famiglia dei Tetraodontidae che conta circa 200 specie, per lo più marine ma con alcune eccezioni d’acqua dolce, inserite nel vasto ordine dei Tetraodontiformes, accanto ad altre non meno note come Aracanidae, Balistidae, Diodontidae, Molidae, Monacanthidae e Ostraciidae, che ben mostrano la biodiversità di questi pesci con le pinne raggiate, appartenenti alla classe degli Actinopterygii.
Il genere Sphoeroides nasce da “sphaera”, palla, sfera, e “oides”, avente la forma di, con riferimento a questo aspetto tondeggiante, quando il pesce si gonfia d’aria o d’acqua.

Snello a riposo, è in realtà un piccolo pesce palla che si gonfia davanti ai predatori per non essere ingoiato © Ronnie Blox
Il termine specifico spengleri, di Spengler, ricorda invece il naturalista Lorenz Spengler (1720-1807) di Copenaghen, che inviò l’esemplare tipo per la descrizione all’amico e collega Bloch.
Zoogeografia
Sostituito dall’analogo Sphoeroides marmoratus dell’Atlantico orientale, Sphoeroides spengleri vive nell’Atlantico occidentale con un vasto areale dalle coste del Massachusetts a Santa Catarina in Brasile.
Ecologia-Habitat

La livrea è molto variabile per effetto dei cromatofori, ma si riconosce a prima vista dalle caratteristiche macchie nere sui lati © www.carlosestape.photoshelter.com
Si trova in genere tra 2 e 70 m di profondità, a temperature comprese fra 22,5 e 28 °C, su fondali sabbiosi ma più sovente al riparo delle grandi formazioni madreporiche o fra le radici di mangrovie e praterie sommerse di fanerogame marine che offrono al tempo stesso nascondigli e prede.
Morfofisiologia
Sphoeroides spengleri può eccezionalmente raggiungere i 30 cm di lunghezza, con una taglia corrente di 12 cm.
Il corpo, oblungo e senza scaglie, è protetto da una pelle dura dilatabile ed il capo, corto, ha gli occhi posti in alto sui lati.

Si nutre per lo più di echinodermi, molluschi e crostacei che cattura d’agguato mimetizzandosi al fondale © www.carlosestape.photoshelter.com
Le mascelle terminano col robusto becco tipico dei Tetraodontidae formato da 4 denti poderosi fusi fra loro, sopra e sotto, in piastre con una sutura al centro. L’apertura branchiale è una fessura accanto alla base della pinna pettorale.
Mancano le pelviche, e tutte le pinne sono molli, cioè prive di spine. La dorsale ha 8 raggi, l’anale 7, le pettorali 13-14 e la caudale 10.
Si notano piccoli aculei, presenti sul lato ventrale e parte dei fianchi, e lembi di pelle sparsi che accentuano l’effetto mimetico della livrea. Questa è in genere marrone chiaro, grigio o verde oliva sul dorso, con macchie luminose o scure irregolari, e ventralmente bianco crema con grosse chiazze nere allineate che rendono questo pesce inconfondibile. Vanno dal capo alla caudale, spesso ripiegata con due barre scure.

Insolita visione dall’alto. Il muso è corto con vistose narici e gli occhi sporgono in alto al capo. I cromatofori hanno cambiato completamente i colori © www.carlosestape.photoshelter.com
Sphoeroides spengleri può inoltre variare rapidamente i colori contraendo o dilatando i cromatofori, le cellule della pelle che contengono i pigmenti, per cacciare mimetizzato d’agguato o nascondersi allo sguardo dei predatori evitando, appena possibile, di gonfiarsi a palloncino perché questa sorprendente arma di difesa ha un elevato costo energetico.
Se nonostante tutto viene ingoiato, vi è poi una seconda arma segreta, efficacissima. Gli organi interni e la pelle sono infatti intrisi come i grandi pesci palla di un potente veleno, la tetrodotossina che inibisce la respirazione, e se i predoni che li hanno ingoiati non muoiono, imparano subito a rispettare la specie per non ripetere la spiacevole esperienza.
Etologia-Biologia Riproduttiva

Sphoeroides spengleri si nutre anche delle carogne di pesci morti che trova sui fondali, iniziando dai vermetti che spesso le circondano attratti dall’odore © www.carlosestape.photoshelter.com
Sphoeroides spengleri si nutre di echinodermi, molluschi e crostacei che cattura d’agguato, ma è anche un opportunista che spolpa le carogne dei pesci morti presenti sui fondali, circondati molto spesso da vermetti, attirati dall’odore, che vengono divorati subito come antipasto.
La maturità sessuale viene raggiunta a 12-18 mesi dalla nascita verso i 10-12 cm di lunghezza. Durante la stagione riproduttiva, che coincide con i mesi più caldi, i maschi diventano territoriali e attirano l’attenzione delle femmine con colori intensi e vibrazioni del corpo.
Le femmine, leggermente più grandi, depongono a più riprese sui fondali 200-500 uova sferiche che il maschio si affretta a fecondare perché sono galleggianti.

Nella stagione riproduttiva i maschi diventano territoriali con colori intensi. Le uova sono deposte e fecondate sul fondale ma raggiungono subito la superficie galleggiando © www.carlosestape.photoshelter.com
Viene da chiedersi perché non le depongono direttamente in superficie fecondandole al volo come fanno molti pesci. Probabilmente perché, dato il numero relativamente modesto, Sphoeroides spengleri non può permettersi sprechi e in più in superficie sarebbe un nuotatore mediocre, facile da predare senza la protezione mimetica dei fondali.
È invece importante per la diffusione della specie che le uova salgano rapidamente in superficie per essere disperse dalle correnti prima della schiusa, che avviene dopo 3-5 giorni secondo la temperatura dell’acqua.
Per un mese circa le larve si nutrono di fitoplancton e zooplancton minuto. La trasformazione verso lo stadio giovanile bentonico avviene in genere quando raggiungono i 6–10 mm di lunghezza.

Due foto di un giovane col livrea mimetica iridescente. Mostra già, di fronte, la caratteristica dentatura a piastre dei pesci palla © www.carlosestape.photoshelter.com
I giovani crescono poi sui fondali protetti da una livrea mimetica iridescente.
La resilienza della specie è elevata con un possibile raddoppio delle popolazioni in meno di 15 mesi, e la vulnerabilità alla pesca casuale per reti a strascico rimane comunque bassa, segnando appena 20 su una scala di 100. Dal 2011 Sphoeroides spengleri appare quindi come “LC, Least Concern”, cioè come “Minima Preoccupazione”, nella Lista Rossa IUCN delle specie in pericolo, considerando anche il vasto areale e la sua presenza in zone protette.
Sinonimi
Tetrodon spengleri Bloch, 1785.
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