Barnardius zonarius barnardi

Famiglia : Psittacidae

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Testo © DrSc Giuliano Russini – Biologo Zoologo

 

Il Barnardius zonarius barnardi può emettere suoni modulati © G. Mazza

Il Barnardius zonarius barnardi può emettere suoni modulati © G. Mazza

Il Barnardius zonarius barnardi Shaw, 1805, detto Parrocchetto di Bernard o Parrocchetto dal collare australiano (australian ringneck) per la presenza nelle varie sottospecie, di una banda gialla intorno al collo, fa parte del genere Barnardius famiglia Psittacidae, sottofamiglia Psittacinae.  

Di casa in tutte le regioni dell’Australia, forma coi generi Melopsittacus, Lathamus, Neophema, Neopsephotus, Psephotus, Platycercus, Polytelis, Purpureicephalus, Aprosmictus, Alisterus il nutrito gruppo dei parrocchetti australiani.

Un tempo il Barnardius zonarius barnardi veniva collocato nell’affine genere Platycercus, quello dei pappagalli comunemente chiamati Roselle, ma poi, per il colore e la taglia robusta, sono stati messi in un genere a se stante. Sono uccelli molto variopinti, taluni dalle livree decisamente sgargianti.

In cattività necessitano di alloggiamenti ampi; e benché un tempo fossero molto commercializzati, da una decina di anni l’Australia ne ha bandito l’esportazione, ammessa solo in casi eccezionali, a numero limitato e con costi elevati. Sia in natura che in cattività la biologia della specie non è molto chiara. Si tratta per lo più di animali non molto rumorosi, che emettono fischi variamente modulati, in alcuni casi melodici, ben lontani dalle grida forti ed aspre dei parrocchetti sudamericani.

Zoogeografia

Sono tutti uccelli autoctoni dell’Australia che all’interno della specie Barnardius barnardi Vigors & Horsfield, 1827, contano le sottospecie Barnardius zonarius barnardi, Barnardius zonarius macgillivrayi, Barnardius zonarius semitorquatus e Barnardius zonarius zonarius.

Habitat-Ecologia

Presenti soprattutto nelle foreste Australiane, conducono vita arboricola, a nuclei di tre quattro coppie, o in società più ampie. Sebbene sia la CITES che la IUCN non li abbiano catalogati come specie in rarefazione o a rischio, la pressione ambientale umana, col relativo disboscamento, in un continente già caratterizzato da ampie zone semi desertiche, ha indotto il Governo Australiano a limitarne il commercio.

Il Barnardius zonarius barnardi è molto frequente in Australia © Giuseppe Mazza

Il Barnardius zonarius barnardi è molto frequente in Australia © Giuseppe Mazza

Morfofisiologia

Possono raggiungere la lunghezza di 35-36 cm, il peso di 110-150 g, e vivere fino a 20 anni circa, mediamente 15. Il maschi presentano sul corpo una colorazione di fondo verde brillante, con tratti blue cobalto sulle ali, nelle copritrici in alto e nella parte inferiore delle stesse. Il collo è sfumato di blu, la porzione superiore del cranio è grigia, la coda azzurro brillante, il becco bianco nell’emiporzione superiore e grigio in quella inferiore. L’iride marrone scuro. La porzione superiore dell’addome può mostrare sfumature dal giallo all’arancione chiaro, ed è ben presente la banda-collare gialla, intorno al collo, che conferisce la denominazione di australian ringneck. Ma soprattutto i maschi si distinguono per una bandula di piume rosse sulla fronte, carattere evidente di dimorfismo sessuale. Nelle femmine la colorazione è in generale più spenta. Il verde risulta meno acceso e partendo del dorso fino alla coda assume una colorazione verde oliva-marrone. Anche la fascia gialla intorno al collo, formante il collare, è meno brillante. Manca la banda di piume rosse sulla fronte e il ventre è giallo pallido.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Vivendo in ambiente relativamente povero, si sono evolutivamente adattati a una dieta non ricchissima. Sono granivori, per lo più si nutrono di semi secchi, ma possono integrare la dieta con legumi, che forniscono un carico proteico.

Sia in cattività che in natura hanno un buon tasso di prolificità, mediamente sia maschi che femmine sono atti all’accoppiamento ad un anno di vita post-natale. Il maschio è devoto alla costruzione del nido e al mantenimento alimentare sia dei pulli neonati che della femmina durante la cova, che sembrerebbe durare fino a 20 giorni. Si suppone che vengano deposte 3-4 uova (dati in corso di verifica) a nidiata, e possono aversi anche più covate per stagione.

 

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