Cynictis penicillata

Famiglia : Herpestidae

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Testo © Dr. Davide Guadagnini

 

Cynictis penicillata, mangusta gialla, mangusta dorata, mangusta rossa, Herpestidae

La Cynictis penicillata non si nutre solo di serpenti ma di frutta e tutto quello che capita a tiro © Giuseppe Mazza

La mangusta gialla, dorata o rossa (Cynictis penicillata Cuvier 1829) è un grazioso mammifero appartenente all’ordine dei Carnivori (Carnivora) e alla ben nota famiglia degli Erpestidi (Herpestidae) alla quale appartengono le così dette” manguste”.

È l’unica specie del genere Cynictis.

La specie Cynictis penicillata conta, dal canto suo, una dozzina di sottospecie descritte: Cynictis penicillata bechuanae; Cynictis penicillata brachyura; Cynictis penicillata bradfieldi; Cynictis penicillata cinderella; Cynictis penicillata coombsi; Cynictis penicillata intensa; Cynictis penicillata kalaharica; Cynictis penicillata karasensis; Cynictis penicillata lepturus; Cynictis penicillata ogilbyii; Cynictis penicillata pallidior; Cynictis penicillata penicillata.

Il nome del genere, al quale appartiene solo questa specie, è un nome composto dai termini greci “κύων” (kyon) = cane o volpe e “ἴκτις” (ictis) = furetto. Si riferisce, quindi, ad un animale con caratteristiche intermedie tra le due specie.

La mangusta gialla è nota anche con il termine di “mangusta-volpe”. Il termine indicante la specie “penicillata” deriva dal latino “penicillum” = pennello, si riferisce alla folta coda per l’appunto “a pennello” caratteristica della specie.

Zoogeografia

Specie distribuita nel sud dell’Africa (Africa australe); è presente in Angola, Botswana, Sud Africa, Namibia e Zimbabwe.

Cynictis penicillata, mangusta gialla, mangusta dorata, mangusta rossa, Herpestidae

Occhi vispi e attenti, cui non sfugge nulla, e una folta coda a pennello © Giuseppe Mazza

Ecologia-Habitat

La specie è presente nelle zone aperte: dall’aperta campagna alle praterie, nelle zone con vegetazione a macchia, nelle zone a boscaglia rada e nelle savane, negli ambienti aridi e semidesertici. Non frequenta ambienti montani, foreste, giungle e neppure habitat totalmente desertici. Terreni duri, rocciosi e non scavabili sono un limite alla diffusione della specie.

Morfofisiologia

La mangusta gialla, è un piccolo carnivoro dal peso di circa 450-800 g (che varia a seconda della sottospecie). Come tutte le manguste ha corpo piuttosto allungato, attorno ai 45-60 cm, anche se ha zampe meno corte rispetto ad altre specie di manguste. I sessi sono simili e spesso difficili da distinguere.

Ha un aspetto molto grazioso con orecchie evidenti e arrotondate, occhi vispi ed attenti e una folta coda (lunga 18-25 cm e che finisce di bianco) che la fanno sembrare una sorta di “piccola volpe dorata”. Ha una pelliccia abbondante di colore bruno-giallastro con riflessi più chiari sul ventre, il sottogola, il mento e attorno alla bocca, la punta della coda è bianca.

Le sottospecie più meridionali hanno dimensioni maggiori; le pellicce sono giallastre-rossiccie-brune con peli maggiormente lunghi, le code sono lunghe e presentano la caratteristica punta bianca.

Le sottospecie più settentrionali, invece, hanno generalmente dimensioni inferiori, colorazioni maggiormente giallastre-grigiastre-brizzolate (con peli gialli chiari e neri che creano queste brizzolature-brinature), peli corti (come adattamento a climi più caldi) e punte delle code grigiastre-scure.

Le sottospecie intermedie (tra nord e sud) hanno forme e colorazioni progressive tra le tipologie maggiormente differenti.

Le zampe anteriori sono dotate di 5 dita e hanno il palmo glabro, quelle posteriori hanno 4 dita e palmo peloso. Essendo il primo dito delle zampe anteriori portato sollevato, tutte le impronte delle zampe sono a 4 dita. Le unghie delle zampe anteriori sono piuttosto lunghe e puntute, quelle delle zampe posteriori sono più corte. L’iride è marrone brillante e la pupilla ha una caratteristica forma rettangolare, orizzontalmente allungata.

Etologia-Biologia riproduttiva

La mangusta gialla è un piccolo predatore carnivoro, molto attiva e pronta a catturare qualsiasi piccolo animaletto le venga a tiro; è dotata di una dentatura molto efficiente. In realtà, la maggior parte della dieta è costituita da artropodi ma non disdegna cacciare e nutrirsi di topolini e altri piccoli mammiferi, sauri, serpenti, uccellini e uova. La dieta può includere anche piccole quote di alimenti di origine vegetale, soprattutto alcuni tipi di bacche e frutti maturi.

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Vive in tane sotterranee permanenti, con più uscite, abitate anche da decine d’individui © Giuseppe Mazza

La mangusta gialla ha abitudini diurne ma può essere attiva anche col buio. Generalmente le manguste al mattino, prima di iniziare l’attività quotidiana di ricerca del cibo, passano del tempo sdraiate a riscaldarsi al sole. Questa specie è anche in grado di arrampicarsi agilmente su alberelli e rocce e spesso si alza in piedi sulle zampe posteriori per osservare l’ambiente che la circonda e per svolgere al meglio il ruolo di sentinella.

La mangusta gialla è specie dalle abitudini fortemente sociali e vive in colonie che possono arrivare a contare anche alcune decine d’individui.

Le sue colonie abitano complesse tane sotterranee permanenti, dotate di molti ingressi e uscite, che vengono di continuo sottoposte a manutenzioni, ampliamenti e sorveglianza da parte dei componenti dei gruppi residenti.

Le tane vengono mantenute pulite e funzionali; sono indispensabili per far vivere al sicuro la colonia con i propri piccoli.

Le feci vengono deposte all’esterno delle tane, in specifiche latrine realizzate nelle vicinanze di alcuni ingressi.

La socialità della specie si spinge a poter convivere e condividere le proprie tane con altre specie come il simile, e più famoso, suricato (Suricata suricatta) e il gli scoiattoli di terra. La struttura sociale della mangusta gialla è di tipo gerarchico. Di solito la colonia origina da una coppia riproduttiva e dalla propria prole più recente; nella colonia possono essere presenti anche figli di cucciolate precedenti, sub-adulti, adulti e individui anziani imparentati alla coppia dominante.

Individui non appartenenti al gruppo vengono attivamente cacciati anche se, gruppi famigliari vicini, possono avere territori parzialmente sovrapposti e quindi esistono interazioni sociali anche tra individui non strettamente imparentati.

Anche presso le strutture zoologiche, dove la specie è abbastanza presente, bisogna fare molta attenzione a formare coppie o a creare gruppi in quanto gli esemplari dominanti possono aggredire e uccidere eventuali conspecifici non accettati. Il maschio alfa segnala quotidianamente, con la secrezione delle ghiandole anali, facciali e con l’urina i confini del proprio territorio. Strofina anche la schiena, lasciando del pelo quale segnale visivo, contro oggetti rialzati (rocce, tronchi ecc..)

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Può accoppiarsi tutto l’anno, ma prevalentemente d’estate. Le femmine partoriscono 1-3 piccoli © Giuseppe Mazza

Anche i membri della colonia vengono sottoposti a marcatura ghiandolare da parte del “capo” del gruppo. Gli altri membri della colonia “rafforzano” i segnali del maschio alfa marcando a loro volta tane, tunnel e ingressi.

La tana è la struttura fondamentale per la sopravvivenza di questa specie predatrice ma che può diventare preda di molti altri animali come rapaci, serpenti e altri mammiferi carnivori. Per cercare di difendersi dai nemici, le manguste gialle, oltre a correre velocemente e a rifugiarsi nelle proprie tane, possono secernere secreti lattiginosi maleodoranti dalle ghiandole anali e possono ringhiare, vocalizzare fortemente e mordere con forza.

La folta coda viene spesso utilizzata come una sorta di bandiera per segnalare lo stato d’animo degli animali e per comunicare a distanza con i conspecifici.

La mangusta gialla può accoppiarsi durante tutto l’anno anche se generalmente gli accoppiamenti sono concentrati tra luglio e settembre, con i parti concentrati tra ottobre e dicembre. Gli accoppiamenti sono molto rapidi e ripetuti, i componenti della coppia possono emettere dei versi simili alle fusa e leccarsi reciprocamente. La gestazione è di circa 2 mesi scarsi e la femmina possiede tre paia di mammelle per allattare i piccoli.

La cucciolata tipo è costituita da due piccoli (1-3) che nascono già ricoperti di pelo ma con gli occhi chiusi. I piccoli, che vengono svezzati a circa 10 settimane d’età, sono amorevolmente accuditi e protetti da tutta la colonia. L’età adulta è raggiunta poco prima del compimento del primo anno di vita.

Sembra che la mangusta gialla, nei paesi d’origine, possa essere un pericoloso reservoir per il virus della rabbia silvestre potendo sopravvivere al contagio, essere talvolta asintomatica, e potendo mantenere il virus e il potenziale contagio per anni. Per questo motivo e per il fatto che è ritenuto un animale nocivo da alcuni agricoltori, la mangusta gialla in alcune zone, viene attivamente cacciata con trappole e con gas tossici immessi nei cunicoli delle tane. La mangusta gialla può arrivare a vivere 15 anni o poco più. In cattività è un animaletto delizioso che può diventare confidente nei confronti di chi lo accudisce.