Famiglia : Plantaginaceae

Testo © Prof. Pietro Medagli

Digitalis ferruginea cresce fra 500 e 1700 m d’altitudine nel Mediterraneo nord-orientale © Giuseppe Mazza
Digitalis ferruginea L. Sp. Pl.: 622 (1753) è una emicriptofita scaposa, cioè erbacea perenne con la parte aerea che secca ogni anno mantenendo in vita soltanto le parti basali, è cioè una specie perennante con gemme poste al livello del suolo.
Dal punto di vista della distribuzione è un’orofita presente a quote comprese fra i 500 e i 1700 m con areale ad estensione Mediterraneo nord-orientale.
Cresce in cedui, radure boschive, pascoli e tra le felci che occupano i terreni abbandonati della fascia montana.
Tutte le specie di Digitalis contengono un gruppo di glicosidi cardiaci (digitalici) potenti come la digitossina, lanatoside C e altri, usati in cardiologia per l’insufficienza cardiaca e disturbi del ritmo, ma estremamente velenosi se usata in modo errato, richiedendo cautela medica.
Questi composti influenzano infatti la contrattilità cardiaca con effetto cardiotonico, ma dosi eccessive possono portare ad intossicazioni gravi, anche letali.
Oggi sono princi attivi sintetizzati in laboratorio e ampiamenti usati nell’industria farmaceutica.
Per quanto riguarda l’etimologia il nome generico Digitalis significa in latino del dito per la forma della corolla.
Il termine specifico ferruginea, di color ruggine in latino, è un chiaro riferimento all’aspetto rosso-brunastro dei fiori.
Anche i nomi comuni evocano questa colorazione: in italiano: Digitale bruna, in tedesco Rostblűtiger Fingerhut, in inglese Rusty foxglove, in spagnolo Digital roja e in francese Digitale ferrugineuse.
Digitalis ferruginea è una pianta erbacea biennale a fusto eretto, glabro o pochissimo ramificato, generalmente arrossato, alto da 50 a 120 cm, emesso nel secondo anno di vita.
Le radici sono costituite da un fittone principale e da altre secondarie più piccole.
Durante il primo anno le foglie della Digitale bruna sono riunite in una rosetta basale, mentre nel secondo si sviluppano anche le caulinari.

I fiori, posti all’ascella delle brattee, sono ermafroditi e solo parzialmente a simmetria bilaterale © Giuseppe Mazza
Le prime sono di forma lineare-spatolata, con base gradatamente ristretta in un picciuolo, larghe 2-3 cm e lunghe 10-20 cm, con apice acuto, con 7-9 nervature ben evidenti e quasi subparallele, evidenti anche nella pagina superiore della foglia.
Sono caratterizzate da un margine intero o dentellato, con fine peluria sui bordi e sulle nervature della pagina inferiore.
Le foglie caulinari sono simili alle basali, ma man mano risultano più piccole procedendo verso l’alto e prive di picciolo.
Nell’infiorescenza le foglie fiorali assumono la funzione di brattee verdi, allungate e lineari.
I fiori sono posizionati all’ascella delle brattee.
Sono ermafroditi e solo parzialmente zigomorfi, cioè a simmetria bilaterale.
Appaiono inseriti, singolarmente e su ogni lato del fusto, mediante un peduncolo breve accompagnato da una brattea lanceolata, disposti in un racemo molto lungo e posti orizzontalmente.
I petali sono saldati assieme in un tubo corollino a campana di 13-16 mm che presenta, alla fauce, dei lobi liberi.
Una delle caratteristiche principali di Digitalis ferruginea è il colore ocra della corolla che presenta un reticolo brunastro.
Nel complesso il colore ocra ed il reticolo conferiscono quindi al fiore un aspetto ferrugineo.
La corolla presenta dei peli minuti.
Il calice ha i 5 sepali saldati insieme alla base e presenta denti allungati, ad apice troncato o arrotondato e con bordo biancastro o violaceo ed il lobo mediano del lato inferiore della corolla è notevolmente sporgente rispetto ai laterali ed è interamente barbato e lungo 9-12 mm.
Ogni fiore di Digitalis ferruginea ha quattro stami 4 gialli portati alla sommità di un filamento rossastro che diviene biancastro all’apice, inseriti sulla corolla alla base dell’ovario.
Le antere sono gialle e il filamento, che presenta un ginocchio nel terzo inferiore, è di colore rosso vinoso che vira al bianco verso l’apice.

La corolla ha peli minuti, ed il calice 5 sepali con bordo biancastro o violaceo. Il lato inferiore della corolla, interamente barbato, è notevolmente sporgente rispetto ai laterali © Giuseppe Mazza
L’ovario verdastro è sormontato da uno stilo biancastro che si assottiglia verso lo stigma. Gli stami e lo stilo con lo stigma sono contenuti interamente all’interno della corolla senza sporgere esternamente.
La fioritura avviene in giugno-luglio ed i fiori sono impollinati dagli insetti, dando origine a maturazione ad un frutto costituito da una capsula di forma conica con rostro apicale, costituita da due valve che contengono numerosi semi.

La fioritura avviene in giugno-luglio e l’impollinazione è affidata agli insetti, come questo bombo © mrtyngn
È una specie che difficilmente dà adito a confusione, infatti simile a Digitalis ferruginea vi è solo Digitalis laevigata W. et D. (Digitale della Rosandra) che però è rarissima e si trova nel Carso triestino, in particolare nella Valle della Rosandra dalla quale ne deriva il nome.
L’utilizzo in farmacia e nella medicina popolare è certamente legato alla Digitalis purpurea che è pianta da maneggiare con estrema cautela e da escludere dall’utilizzo popolare.

Il frutto è una capsula conica con rostro apicale, formata da due valve colme di semi © Markus Ackermann
Sembra che anche Digitalis ferruginea abbia proprietà analoghe, ma non risulterebbe impiegata come pianta medicinale né per altri scopi, infatti diverse specie di digitali sono utilizzate come piante ornamentali, soprattutto Digitalis purpurea L. e Digitalis grandiflora Miller per il loro portamento alto e slanciato e la colorazione attraente, mentre invece Digitalis ferruginea, forse a causa dei colori non troppo vivaci, sembra non riscuotere particolare interesse ornamentale.
Delle 27 specie appartenenti a questo genere solo 7-9 sono comunemente coltivate nei giardini europei, ma con nomi comuni diversi, generalmente erronei e riferibili prevalentemente solo a due specie, cioè Digitalis purpurea e Digitalis grandiflora.
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