Gloeophyllum sepiarium

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Testo © Massimiliano Berretta

 

Il Gloeophyllum sepiarium è un saprofita di aghifoglia che attacca anche il legno lavorato © Giuseppe Mazza

Il Gloeophyllum sepiarium è un saprofita di aghifoglia che attacca anche il legno lavorato © Giuseppe Mazza

Famiglia: Gloeophyllaceae Jülich, 1982.

Genere: Gloeophyllum P. Karsten, 1882.

Gloeophyllum sepiarium (Wulfen : Fries) P.Karsten, 1882.

Il termine “sepiarium” deriva dal latino “sepiárius” = delle seppie, dell’inchiostro (sépia = seppia, inchiostro + ater = oscuro, nero).

In Italia non esistono nomi comuni per questa specie mentre in Spagna si chiama “Yesquero de las cercas ”; in Francia “Lenzite des clôtures”; in Germania “Zaun-Blättling”; nel Regno Unito “Rusty gilled polypore“.

Descrizione del genere

Al genere Gloeophyllum appartengono basidiomi annuali o perenni, resupinati o pileati, brunastri, sia lisci che tomentosi, spesso zonati; l’imenoforo può essere poroide, dedaloide o lamellato; il contesto è coriaceo o legnoso, bruno-rossiccio o cannella. Il sistema ifale può essere dimitico o trimitico, solitamente con rare ife connettive; basidiospore ialine, bianche in massa, non amiloidi, lisce e cilindracee. Comprende specie saprotrofe di conifere, raramente di latifoglie, causano la carie bruna, soprattutto sulle aghifoglie. Contengono tremetina o composti simili. La specie typus è Gloeophyllum sepiarium.

Descrizione della specie

Cappello: basidiomi annuali o perenni, sessili o con il margine superiore ripiegato, solitamente concolore alla superficie pileica, di rado resupinati, isolati o fusi lateralmente, irsuti, ispidi, zonati, il colore va dal giallo-brunastro al bruno-rossiccio, i singoli corpi fruttiferi misurano 3-10 cm di lunghezza, 2-3 cm di larghezza, lo spessore non supera il cm.

Imenio: prevalentemente lamellato, con lamelle sottili ampie 3-6 mm, intere o dentate, radiali, a volte le lamelle sono anastomizzate tra loro formando zone miste, poroidi-lamellate, la frequenza è di 1-2 pori per mm e 15-20 lamelle per cm, misurate al margine; il colore delle lamelle è ocraceo, più chiare del contesto, con bordo ricoperto da una pruina nocciola.

Basidi, cistidi, struttura ife e spore di Gloeophyllum sepiarium © Pierluigi Angeli

Basidi, cistidi, struttura ife e spore di Gloeophyllum sepiarium © Pierluigi Angeli

Gambo: assente.

Carne: contesto omogeneo, coriaceo, di colore bruno, lo spessore è di circa 5 mm.

Habitat: saprofita di aghifoglia, raramente su latifoglia, fruttifica in punti asciutti, spesso lo si trova su legno lavorato (recinzioni, ammassi di legname).

Commestibilità: senza alcun valore.

Reazioni: il contesto diviene nero con il KOH.

Microscopia: il sistema ifale è trimitico con frequenti ife strutturali brune, con diametro fino a 6 µm, ife connettive rare, brune, con diametro fino a 5 µm, ife generatrici ialine con giunti a fibbia di diametro da 1,5 a 4,5 µm; i cistidioli sono ialini e subulati, 12-35 × 3-7 µm; basidiospore cilindracee, ialine, non amiloidi, 9-13 × 3-5 µm.

Osservazioni: si tratta di una specie comune, con una distribuzione nelle zone temperate dell’emisfero nord. È facile confonderlo con Gloeophyllum abietinum (Bulliard) P.Karsten 1882, che cresce esclusivamente su conifere, preferendo l’abete rosso, anch’esso lo si può trovare su legno lavorato, di dimensioni mediamente più piccole e colorazione bruno-ambrato poi nerastro, le lamelle sono 8-12 per cm ai margini, intervallate da lamellule anastomosate più ampie che in Gloeophyllum sepiarium, i cistidi sono appuntiti con pareti ispessite e corona di cristalli apicale. Gloeophyllum trabeum (Persoon) Murril 1908, predilige le latifoglie ed il suo imenio è prevalentemente poroide-dedaliforme con pori e lamelle molto più fitte rispetto alle altre due specie, spore più piccole e cistidi affusolati.

Sinonimi: Agaricus sepiarius Wulfen 1786 (basionimo); Daedalea sepiaria (Wulfen) Fries 1821; Lenzites sepiaria (Wulfen) Fries 1838; Merulius sepiarius (Wulfen) Schrank 1789.

 

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