Gymnothorax javanicus

Famiglia : Muraenidae

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Testo © Giuseppe Mazza

 

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Il Gymnothorax javanicus può superare i 3 m ed i 24 kg di peso, con un record di 70 kg © Giuseppe Mazza

La Murena gigante (Gymnothorax javanicus Bleeker, 1859) appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine degli Anguilliformes ed alla famiglia dei Muraenidae.

Il nome del genere Gymnothorax deriva dal greco “gymnos” = nudo e dal latino “thorax” = torace, con riferimento al fatto che a differenza delle anguille il torace è senza pinne pettorali e quindi nudo.

Il nome della specie javanicus in latino “di Giava” evoca l’isola di Giava dove è molto comune.

Zoogeografia

Ha una distribuzione molto vasta nelle acque tropicali dell’Oceano Indiano e del Pacifico.
Per dare un’idea, la troviamo dal Sud Africa ed il Madagascar fino al Mar Rosso ed il Mare Arabico, alle isole Seychelles, alle Maldive, in India, nello Sri Lanka, alle isole Andaman, in Tailandia, Malesia, Indonesia, isole di Cocos, Isola di Natale, Australia, Nuova Guinea, le Filippine, Taiwan e la parte meridionale del Giappone. Verso Est raggiunge le Isole Marchesi e le Hawaii e nell’emisfero sud del Pacifico la Nuova Caledonia e Isole Marchesi con le altre Isole Australi.

Ecologia-Habitat

Vive fra le formazioni madreporiche, sul lato esterno dei reef e nelle fessure delle rocce sugli strapiombi fino a 50 m di profondità. I giovani crescono in genere nelle acque calme e basse delle lagune.

Solide file di denti aguzzi o uncinati, anche sul palato, per trattenere e dilaniare le prede © Giuseppe Mazza

Solide file di denti aguzzi o uncinati, anche sul palato, per trattenere e dilaniare le prede © Giuseppe Mazza

Morfofisiologia

È una murena di grossa taglia che può superare i 3 m ed i 24 kg di peso, con un incredibile record di 70 kg. Le pinne dorsali, caudali ed anali sono fuse per formare un’unica lunga cresta cutanea sul dorso che si prolunga, passando per la coda, fino alla zona anale.

Come è d’uso fra le murene, mancano le pinne pettorali e la ventrale. Il corpo è serpentiforme, privo di squame, protetto da un muco scivoloso che permette all’animale di passare in spazi angusti.

La vista è scarsa, ma ha quattro narici a tubicino con ciglia vibratili per una perfetta circolazione dell’acqua e delle informazioni. Le prime due, sopra al muso, sono rivolte in avanti e le altre, sopra agli occhi, guardano sul retro per un perfetta percezione tutto campo. Ne deriva un olfatto eccezionale, molto più utile degli occhi nelle battute di caccia notturne.

Gli orifizi branchiali sono ridotti a semplici fori, al centro di due macchie scure poste alla fine del capo sull’allineamento delle mascelle.
La bocca, con un’apertura enorme, mostra anche sul palato solide file di denti aguzzi o uncinati per trattenere e dilaniare le prede.
Sul colore di fondo bruno-giallo-rossastro spiccano innumerevoli macchie scure di taglia variabile. Minuscole sul capo e quasi assenti nella zona ventrale, si fanno più grandi e marcate verso il dorso e la coda.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Il Gymnothorax javanicus caccia prevalentemente pesci, ma anche crostacei bentonici come aragoste e granchi.

L'apertura branchiale è un foro circondato da una macchia scura. La specie è a rischio © Giuseppe Mazza

L'apertura branchiale è un foro circondato da una macchia scura. La specie è a rischio © Giuseppe Mazza

È una specie indolente che non attacca l’uomo, ma quando viene importunata può diventare pericolosa.

Colpisce con forza e data la mole i cacciatori in apnea possono essere trattenuti sott’acqua e morire affogati. Anche se la saliva delle murene è più o meno tossica, non c’è veleno nei morsi, ma le ferite veicolano pericolosi agenti patogeni per le sostanze alimentari che si decompongono fra i denti.

La carne degli esemplari più anziani è infine tossica perché la murena gigante accumula giorno dopo giorno nei tessuti le tossine dei pesci erbivori che si nutrono d’alghe velenose. Chi la mangia rischia un’intossicazione alimentare grave, detta ciguatera.

Il Gymnothorax javanicus vive spesso in simbiosi con dei gamberetti che in cambio degli avanzi di cibo gli puliscono i denti e rimuovono i parassiti della pelle.

Le uova sono pelagiche e larve, dette leptocefali, sono dei bindelli trasparenti, a forma di foglia di salice, col capo piccolissimo. Un carattere arcaico nel mondo dei pesci. Questa fase larvale è molto lunga e può durare anche un anno.

La crescita è lenta, e nonostante l’ampia diffusione, è una specie a rischio, con un indice di vulnerabilità di 84 su una scala di 100.

Sinonimi

Muraena javanica Bleeker, 1859; Lycodontis javanicus Bleeker, 1859.

 

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