Heliconia orthotricha

Famiglia : Heliconiaceae


Testo © Pietro Puccio

 

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L'Heliconia orthotricha ha vistose infiorescenze erette con 5-10 brattee © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Colombia, Ecuador e Perù dove cresce nelle foreste umide a basse e medie altitudini.

Il nome del genere deriva dal latino “Heliconius, a, um” = dell’Elicona, monte sacro ad Apollo ed alle Muse nella mitologia greca; il nome specifico è la combinazione dei termini greci “orthos” = diritto e “thrix” = pelo, setola, con riferimento alla peluria che a volte ricopre i piccioli e le brattee.

L’ Heliconia orthotricha L. Andersson (1982) è una specie erbacea eretta rizomatosa, perenne, sempreverde, che forma densi cespi alti 1,5-2,5 m. Le foglie, su un picciolo glabro o pubescente lungo 40-90 cm, sono basali, alterne, semplici, intere, oblunghe con apice appuntito e nervatura centrale prominente nella pagina inferiore, lunghe 0,8-1,8 m e larghe 15-25 cm, di colore verde scuro superiormente, grigio verde inferiormente, e basi fogliari tubolari inguainanti che formano uno pseudo fusto. L’infiorescenza, su un robusto peduncolo, è una spiga terminale eretta con rachide dritto o lievemente ondulato di colore da giallo a rosso, a volte pubescente, e 5-10 brattee alterne, distiche, coriacee e appuntite, lunghe alla base 10-15 cm, gradualmente decrescenti verso l’apice, di colore da rosa a rosso con margini da verde scuro a porpora nerastro e base a volte gialla, glabre o ricoperte da una corta peluria. Le brattee sottendono numerosi fiori tubolari biancastri alla base, verdi all’apice, con margini dei sepali glabri o pubescenti. I fiori, a simmetria bilaterale, sono ermafroditi, con 3 sepali, di cui due fusi e uno libero, e 3 petali fusi insieme, poco differenziati tra loro, 5 stami fertili e uno staminoide opposto al sepalo libero; i fiori sono impollinati dai colibrì. I frutti sono drupe globose di colore blu a maturità contenenti 1-3 semi.

Si riproduce per seme, preventivamente scarificato e tenuto in acqua per 3 giorni per ammorbidire il tegumento, in terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea o agriperlite per un 30%, mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione variabili, da qualche settimana ad alcuni mesi, ma solitamente e facilmente si ricorre alla divisione dei rizomi con ciascuna sezione provvista di diverse gemme vegetative.

Specie di facile coltivazione tra le più ornamentali del genere, dal lungo periodo di fioritura e dimensioni relativamente contenute, adatta quindi a giardini di qualsiasi estensione, di cui sono state selezionate numerose varietà tra le quali una delle più apprezzate e la ‘Imperial’ (foto) con brattee di colore rosa con margini verdi e rachide e base delle brattee bianchi. Richiede elevate temperature e umidità atmosferica, coltivabile quindi all’aperto solo nelle regioni a clima tropicale e subtropicale umido, in pieno sole o leggera ombreggiatura, su suoli ricchi di sostanza organica, acidi o neutri, drenanti, mantenuti pressoché costantemente umidi, ma senza ristagni. Coltivabile con successo anche in vaso, dove fiorisce facilmente, utilizzando un substrato organico particolarmente drenante e aerato, può quindi essere riparata in serre, verande e giardini d’inverno particolarmente luminosi dove il clima non consente la permanenza all’aperto durante i mesi invernali, con elevati valori di umidità ambientale e temperatura diurna, ideale 24-26 °C, e minime notturne non inferiori a 15 °C. Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti in estate, lasciando parzialmente asciugare il substrato prima di ridare acqua, evitando i ristagni, causa di facili marciumi, più diradate in inverno, ma senza fare asciugare completamente il substrato, con concimazioni effettuate preferibilmente con prodotti bilanciati a lento rilascio con aggiunta di microelementi. Le infiorescenze recise, di lunga durata, 10-16 giorni, sono tra le più apprezzate per le composizioni floreali ed alimentano un fiorente commercio.

 

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