Hura polyandra

Famiglia : Euphorbiaceae


Testo © Pietro Puccio

 

Hura polyandra, Euphorbiaceae

L’Hura polyandra è un albero che raggiunge i 20 m d’altezza. Particolare con un fiore femminile © Giuseppe Mazza

La specie è originaria di El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico (Sinaloa, Jalisco, Guerrero, Chiapas, Tabasco, Tamaulipas e Veracruz) e Nicaragua, dove cresce nelle foreste decidue e semidecidue a bassa e media altitudine.

Il nome del genere è quello dato dai nativi che significa “linfa velenosa”.

Il nome specifico è la combinazione dei termini greci “polys” = molto e “anér, andros” = uomo, maschio, con riferimento ai numerosi stami.

Nomi comuni: sand box tree (inglese); árbol del diablo, habilla de San Ignacio, habillo, jabillo, jacobillo, ovillo, palo villa, pochocuape (spagnolo).

L’ Hura polyandra Baill. (1858) è un albero semideciduo alto fino a circa 20 m con chioma espansa, tronco di diametro compreso prevalentemente tra 15 e 45 cm e corteccia grigiastra provvista di robuste spine coniche lunghe 0,6-1 cm.

Hura polyandra, Euphorbiaceae

I fiori maschili sono raggruppati in una spiga (amento) terminale © Mazza

Le foglie, su un picciolo lungo fino a 20 cm, sono alterne, piuttosto spesse, pressoché cordiformi con apice appuntito e margini dentati con una ghiandola bianca su ciascun dente, lunghe 10-20 cm, di colore verde scuro superiormente, verde chiaro inferiormente; alla base della foglia sono presenti due ghiandole sferiche di colore verde.

Fiori unisessuali presenti sulla stessa pianta, i fiori maschili, privi di petali e sessili, sono raggruppati in una spiga (amento) terminale, di 4-6 cm di lunghezza e 1,2 cm di diametro massimo, su un peduncolo lungo fino a circa 10 cm, i fiori femminili sono ascellari, solitari, su un peduncolo lungo fino a 10 cm, privi di petali con calice troncato, colonna lunga 3-8 cm e disco stigmatico (struttura circolare che deriva dal concrescimento degli stigmi) profondamente suddiviso in 15-19 appendici coniche di 2-6 cm di lunghezza e 0,1-0,3 cm di diametro alla base.

I frutti sono capsule legnose schiacciate ai due estremi, di circa 10 cm di diametro e 5-6 cm di altezza, con 15-19 costolature leggermente prominenti, contenenti semi discoidi, di 2-3 cm di diametro e 0,6 cm di spessore, di colore bruno scuro, che a maturità vengono espulsi violentemente anche fino ad oltre 10 m. Specie molto diffusa nelle zone di origine, in alcune aree specie dominante, è tra gli alberi più grandi dell’America tropicale.

Per il fogliame e portamento ornamentali è a volte utilizzato come alberatura stradale nelle zone a clima tropicale e subtropicale, anche se la tossicità di tutte le sue parti ed i semi scagliati con violenza ne limitano un uso più esteso; semi e lattice sono infatti altamente tossici, anche letali, ciò non toglie che in piccole dosi siano utilizzati nella medicina tradizionale, nonostante numerosi casi di avvelenamento.

In alcune località il lattice è utilizzato per stordire i pesci di fiume e facilitarne la cattura. Il legno, di colore da bruno a giallo pallido, viene regolarmente commerciato ed esportato e utilizzato nella costruzione di mobili, anche se la sua lavorazione può causare disturbi in soggetti particolarmente sensibili.

 

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