Famiglia : Serranidae

Testo © Giuseppe Mazza

Con la sua livrea a nido d’ape, Mycteroperca tigris è una specie tropicale caraibica con una popolazione disgiunta in Brasile © www.carlosestape.photoshelter.com
Nota come Cernia tigre, Mycteroperca tigris (Valenciennes, 1833) appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Perciformes, alla famiglia dei Serranidae, ed alla sottofamiglia Epinephelinae.
Il genere Mycteroperca, creato da Gill nel 1862, nasce da “mycterus”, narice, per le vistose narici posteriori, grandi quasi il doppio delle anteriori, e da “perca”, nome spesso usato nell’antichità per i pesci che ricordavano nell’aspetto il Pesce persico.
Il termine specifico tigris, tigre in latino, anche se non spiegato da Valenciennes, è una evidente allusione al disegno a strisce parallele nella parte superiore del corpo che evoca il mantello di una tigre.

Il termine specifico tigris deriva dalle 8-11 strisce parallele diagonali sui fianchi che evocano il mantello di una tigre © www.carlosestape.photoshelter.com
Zoogeografia
Mycteroperca tigris è una specie tropicale caraibica presente dalle Bermuda e la Florida sud orientale al Golfo del Messico e poi in Venezuela, Guyana e Suriname. Il Brasile ospita infine una popolazione disgiunta, dallo Stato di Ceara a quello di Rio de Janeiro.
Ecologia-Habitat
Prevalentemente diurna, la Cernia tigre è una specie solitaria bentonica che ama temperature comprese fra 24,7 e 28 °C ed ambienti rocciosi o madreporici a 10-40 m di profondità nei Caraibi e 60-110 m in Brasile.

Ma il colore e i disegni mutano secondo l’ambiente e l’umore del pesce, fino ad una livrea beige uniforme, quasi senza strisce © www.carlosestape.photoshelter.com
Nascosta tra coralli e spugne, preda d’agguato, immobile, pesci e crostacei lasciandosi avvicinare dai sub.
Morfofisiologia
Mycteroperca tigris può raggiungere 1 m di lunghezza, con un peso massimo pubblicato di 10 kg, anche se la taglia corrente si aggira sui 40 cm.
Il corpo, col profilo dorsale leggermente arcuato, è robusto ma lungo, compresso sui lati e protetto da scaglie ctenoidi, ruvide nei giovani e lisce negli adulti. La linea laterale, continua, ne conta in genere 82-83.

Nelle stazioni di pulizia il capo si fa rosso per sollecitare l’intervento, come qui con i Gamberetti blu (Ancylomenes pedersoni) © www.carlosestape.photoshelter.com
La testa, con occhi relativamente piccoli, ha la mascella inferiore sporgente ed una grande bocca armata da file di canini mobili che s’inclinano verso l’interno al momento della cattura per trattenere le prede, ritornando poi in posizione. Queste vengono per lo più ingoiate intere o spezzate in due dai denti seghettati presenti anche sulla lingua e il palato.
Il preopercolo, privo di tacche in alto, mostra una leggera seghettatura all’angolo inferiore.
La pinna dorsale, molto arretrata rispetto al capo, possiede 11 raggi spinosi e 15-17 raggi molli; l’anale 3 raggi spinosi e 10-12 inermi; le pettorali, ampie e arrotondate, contano in genere 17-19 raggi; le pelviche, inserite subito dopo le pettorali per dare stabilità e precisione nei movimenti, sono lunghe e sottili con 1 raggio spinoso e 5 inermi.

Nei raduni riproduttivi, come accade con altre cernie, la livrea si spezza con forti zone di contrasto in bianco e nero © www.carlosestape.photoshelter.com
La pinna caudale è più o meno troncata, come in genere avviene nelle cernie.
La livrea di Mycteroperca tigris è estremamente variabile per effetto dei cromatofori secondo le esigenze mimetiche e l’umore del pesce, fino a trasformarsi in una sorta di linguaggio: per esempio il corpo vistosamente spezzato in bianco e nero per segnalare la disponibilità all’accoppiamento, o la bocca rosso fiamma per sollecitare interventi nelle stazioni di pulizia.
Balzano all’occhio il disegno mimetico a nido d’ape e le citate 8-11 strisce parallele diagonali sui fianchi, ma i grossi adulti possono presentare anche una livrea beige uniforme, quasi senza disegni.
Etologia-Biologia Riproduttiva

Due maschi inseguono una femmina e inizia l’accoppiamento © www.carlosestape.photoshelter.com (a sinistra) © Mickey Charteris (a destra)

Vengono liberate nuvole di gameti e nei raduni i maschi possono fecondare circa 6 milioni di uova a notte, affidandole come le larve alle correnti © www.carlosestape.photoshelter.com
Mycteroperca tigris è una specie ermafrodita protogina, con femmine cioè che crescendo possono trasformarsi in maschi. Uno studio alle Bermuda ha infatti evidenziato che tutti gli esemplari inferiori ai 37 cm erano femmine, mentre quelli superiori ai 45 cm maschi.
Come altre cernie, Mycteroperca tigris forma raduni riproduttivi. Non sono gli imponenti assembramenti di Epinephelus striatus che percorre anche 250 km per ritrovarsi in note località con 30.000 individui, ma raggruppamenti modesti. Anche qui i maschi inseguono le femmine in superficie dove possono fecondare circa 6 milioni di uova a notte.
Vengono affidate alle correnti, come le larve planctoniche che alla schiusa misurano 1,4-1,7 mm, e questo spiega l’ampia diffusione della specie.

I giovani sono quasi interamente gialli. Nei primi tempi una striscia longitudinale scura lungo i fianchi nasconde l’occhio raggiungendo il muso © Mickey Charteris (sopra) e © www.carlosestape.photoshelter.com (sotto)
I giovani sono quasi interamente gialli, con una striscia longitudinale scura lungo i fianchi che parte dal peduncolo caudale e nasconde l’occhio raggiungendo il muso.
La resilienza della Cernia tigre è purtroppo bassa, visto che per il raddoppio delle popolazioni occorrono 4,5-14 anni, e la vulnerabilità alla pesca, elevata, segna 64 su una scala di 100. Non si hanno dati sufficienti per valutare l’andamento delle popolazioni e dal 2018 Mycteroperca tigris figura quindi come “DD Data deficient”, cioè “Dati insufficienti”, nella Lista Rossa IUCN delle specie in pericolo.
Sinonimi
Serranus tigris Valenciennes, 1833; Serranus camelopardalis Poey, 1860; Serranus felinus Poey, 1860; Serranus repandus Poey, 1860; Trisotropis reticulatus Gill, 1865; Mycteroperca hopkinsi Jordan & Rutter, 1897.
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