Myotis myotis

Famiglia : Vespertilionidae

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Testo © Dr. Giuseppe Mazza

 

Diffuso nell’Europa centro-meridionale e occidentale, fino all’Asia occidentale e al Caucaso, il Vespertilio maggiore (Myotis myotis) raggiunge i 40-45 cm d’apertura alare © Frank Deschandol

Quando cala la notte e il bosco sembra ormai addormentato, il Vespertilio maggiore, Myotis myotis (Borkhausen, 1797), esce dal suo rifugio e inizia una caccia molto particolare: a differenza di molti altri pipistrelli, non si limita a inseguire insetti in volo, ma è capace di individuarli e catturarli direttamente sul terreno, ascoltandone persino i minimi movimenti. Una strategia raffinata che fa di questo mammifero uno dei predatori notturni più interessanti degli ambienti forestali europei.

Il nome scientifico Myotis deriva dal greco “mys” (topo) e “ous”, “otos” (orecchio), con riferimento alle orecchie relativamente grandi, che ricordano quelle di un piccolo roditore.

Il nome comune Vespertilio maggiore richiama invece le dimensioni relativamente importanti rispetto a quelle di altri rappresentanti del genere.

Attivo di notte, oltre a emettere ultrasuoni per individuare con l’eco di ritorno le prede in volo, coglie anche con un udito finissimo il rumore degli insetti sulla lettiera © Roberto Ghiglia

Dal punto di vista sistematico appartiene alla classe Mammalia, ordine Chiroptera, il gruppo dei mammiferi capaci di volare attivamente, famiglia Vespertilionidae e genere Myotis.

I chirotteri si distinguono dagli altri mammiferi per gli arti anteriori trasformati in ali, sostenute da una membrana cutanea (patagio) tesa tra le dita, particolarmente allungate. Il genere Myotis comprende numerose specie di pipistrelli, spesso difficili da distinguere tra loro senza un’attenta osservazione dei caratteri morfologici.

Zoogeografia

Myotis myotis è diffuso in gran parte dell’Europa centro-meridionale e occidentale, spingendosi verso oriente fino all’Asia occidentale e al Caucaso.

Frequenta infatti per lo più ambienti boschivi, dove coleotteri e cavallette sono le sue prede preferite. Di giorno dorme appeso a testa in giù in grotte e, localmente, edifici © Mateusz Ciechanowski

In Europa settentrionale la sua presenza diviene più frammentaria, mentre nell’area mediterranea è relativamente ben rappresentato.

In Italia è presente nella penisola e in Sicilia; le popolazioni sarde, precedentemente attribuite a questa specie, sono oggi riferite a Myotis punicus. È una specie che può compiere spostamenti stagionali tra i rifugi estivi e quelli invernali, generalmente su distanze contenute, spesso comprese tra 50 e 100 km, pur potendo affrontare trasferimenti più lunghi.

Ecologia-Habitat

Frequenta soprattutto ambienti boschivi maturi, boschi di latifoglie, aree agricole tradizionali e paesaggi a mosaico, purché offrano spazi aperti per la caccia e rifugi adeguati. Durante il giorno si nasconde prevalentemente in grotte, cavità sotterranee, miniere, gallerie e, localmente, edifici.

Durante l’inverno, per l’ibernazione trascorre lunghi periodi in ambienti sotterranei freschi e umidi © Matthieu Gauvain

Le colonie riproduttive possono insediarsi anche in sottotetti e grandi strutture poco disturbate. In inverno predilige ambienti sotterranei freschi e umidi, dove trascorre lunghi periodi in ibernazione.

La sua alimentazione è costituita soprattutto da grossi insetti terricoli, in particolare coleotteri, ma comprende anche altri invertebrati, come ragni, larve di insetti e cavallette.

Morfofisiologia

È il più grande pipistrello europeo del genere Myotis, sebbene presenti dimensioni molto simili a quelle di Myotis blythii. Presenta una lunghezza testa-corpo di circa 65-80 mm, un’apertura alare che può raggiungere i 40-45 cm e un peso generalmente compreso tra 28 e 40 g, con variazioni individuali e stagionali.

Il mantello è corto e fitto, di colore bruno-grigiastro sul dorso e biancastro o grigio chiaro nella regione ventrale.

Il muso è robusto, le orecchie sono lunghe e larghe e il trago, la piccola struttura cartilaginea che si protende all’interno del padiglione auricolare, è ben sviluppato.

Come negli altri chirotteri, gli arti anteriori sono profondamente modificati: le dita, ad eccezione del pollice, sono allungate e sostengono il patagio, una sottile membrana elastica che consente il volo. La coda è relativamente lunga e inclusa nell’uropatagio, la membrana che collega gli arti posteriori.

L’orientamento e la localizzazione delle prede avvengono mediante l’ecolocalizzazione: il pipistrello emette ultrasuoni attraverso la bocca o le narici e interpreta gli echi di ritorno. Nel caso di Myotis myotis, questa capacità è affiancata da un udito particolarmente sensibile, indispensabile per individuare i piccoli rumori prodotti dagli insetti nella lettiera del bosco. Il volo è generalmente lento e regolare durante la ricerca delle prede, ma può diventare più rapido e manovrato durante l’inseguimento.

Etologia-Biologia Riproduttiva

È una specie gregaria, soprattutto durante il periodo riproduttivo, quando le femmine si riuniscono in colonie che possono comprendere anche centinaia o migliaia di individui.

I maschi, al contrario, conducono generalmente una vita più solitaria o formano piccoli gruppi.

Nella stagione riproduttiva le femmine formano colonie compatte di maternità con centinaia o migliaia di individui © liesi

L’attività di caccia inizia dopo il tramonto e si svolge prevalentemente in ambienti aperti o in boschi con sottobosco poco fitto.

Gli accoppiamenti avvengono soprattutto in autunno, ma possono verificarsi anche in altri periodi.

La fecondazione è generalmente ritardata: gli spermatozoi vengono conservati nell’apparato riproduttore femminile fino alla ripresa dell’attività riproduttiva primaverile.

Le nascite si concentrano tra maggio e luglio e, nella maggior parte dei casi, ogni femmina partorisce un solo piccolo. I neonati vengono allattati e accuditi nelle colonie di maternità, fino a quando non sono in grado di volare e procurarsi autonomamente il cibo. Con l’arrivo della stagione fredda la specie si trasferisce nei rifugi invernali, dove affronta un periodo di ibernazione.

Gli accoppiamenti avvengono soprattutto in autunno, ma gli spermatozoi vengono conservati fino alla primavera nell’apparato riproduttore femminile © Martin Grimm

Secondo la valutazione globale pubblicata nel 2016, Myotis myotis presenta una popolazione considerata stabile ed è classificato nella categoria LC, Least Concern, corrispondente a «Minor preoccupazione», nella Lista Rossa IUCN. A livello nazionale, la Lista Rossa italiana del 2013 lo classifica invece come VU, Vulnerabile, in considerazione del declino delle popolazioni e della riduzione o scomparsa di alcune colonie importanti. La specie beneficia di forme di tutela in numerosi Paesi del suo areale ed è inclusa nell’Appendice II della Convenzione di Bonn (CMS), relativa alle specie migratrici che necessitano di accordi internazionali per la loro conservazione.

Sinonimi

La denominazione scientifica attualmente accettata è Myotis myotis (Borkhausen, 1797). La specie fu descritta originariamente con il nome di Vespertilio myotis Borkhausen, 1797 (basionimo), successivamente trasferito al genere Myotis istituito da Kaup nel 1829. La combinazione originaria è quindi riportata nella letteratura tassonomica come sinonimo nomenclaturale del nome attualmente in uso.