Phalaenopsis equestris

Famiglia : Orchidaceae


Testo © Pietro Puccio

 

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Le infiorescenze della Phalaenopsis equestris raggiungono i 30 cm, con fiorellini di 1,5-3 cm © Giuseppe Mazza

La specie è originaria delle Filippine e Taiwan, dove cresce nelle foreste umide, fino a circa 300 m di altitudine, preferibilmente lungo i corsi d’acqua.

Il nome generico è la combinazione dei termini greci “phalaina” = farfalla ed “opsis” = aspetto, con ovvio riferimento; il nome specifico è il termine latino “equestris” = equestre, di non chiaro riferimento, non essendo stato specificato dall’autore.

Nomi comuni: horse Phalaenopsis (inglese).

La Phalaenopsis equestris (Schauer) Rchb.f. (1850) è una specie epifita con corto fusto nascosto dalle basi fogliari imbricate e foglie carnose oblungo-ovate o ellittiche di 10-25 cm di lunghezza e 5-6 cm di larghezza.

Infiorescenze laterali racemose o panicolate, arcuate, lunghe 20-30 cm portanti su un rachide porpora numerosi piccoli fiori, 1,5-3 cm di diametro, di forma e colore piuttosto variabili, con sepali e petali da bianco a rosa con labello trilobato rosa intenso con macchia gialla alla base, a volte punteggiata di rosso, e sui lobi laterali. Sepalo dorsale ovato-ellittico lungo 1-1,6 cm e largo 0,5-0,8 cm, sepali laterali simili, retroflessi, petali da ellittici a romboidali lunghi 0,8-1,5 cm e larghi 0,5-0,8 cm, labello prominente, lungo 1-1,4 cm e largo 1-1.6 cm, con lobi laterali oblungo-obovati ricurvi verso l’alto e lobo mediano da ovato a ellittico, appuntito e carnoso all’apice, colonna arcuata lunga circa 0,8 cm.

Si riproduce per seme, in vitro, per micropropagazione ed a livello amatoriale tramite le giovani piante che spesso si formano alla base delle ramificazioni e all’apice della infiorescenza al termine della fioritura stagionale (in gergo “keiki”, che in hawaiano significa “figli”), che possono essere rimosse quando hanno formato un buon apparato radicale.
Specie molto fiorifera e di facile coltivazione con fiori di lunga durata su infiorescenze che possono rimanere attive anche per più anni, non vanno quindi tagliate se non quando secche; per la facilità con cui ramifica è ampiamente utilizzata nelle ibridazioni per conferire questa caratteristica. Richiede temperature medio-alte, con valori minimi invernali non inferiori a 15 °C, posizione molto luminosa, per favorire la fioritura, ed elevata umidità, 70-80 %.

In primavera-estate, durante il periodo vegetativo, le innaffiature devono essere regolari e abbondanti, ma lasciando asciugare le radici prima di ridare acqua, diradate in inverno in modo da concedere alla pianta un periodo di riposo, evitare i ristagni all’ascella delle foglie, specie di notte e con temperature medio-basse, fondamentale una costante buona ventilazione per prevenire marciumi. Per le innaffiature e nebulizzazioni va utilizzata acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite e alternate, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, vanno fatte durante il periodo vegetativo preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione. Può essere montata su tronchi, corteccia, zattera di sughero o coltivata in vasi, anche sospesi, con un composto molto drenante e aerato che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura, con eventuale aggiunta di inerti per migliorare il drenaggio. Eventuali rinvasi vanno effettuati, quando strettamente necessario, alla ripresa vegetativa.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Stauroglottis equestris Schauer (1843); Phalaenopsis rosea Lindl. (1848); Phalaenopsis riteiwanensis Masam. (1934); Stauroglottis riteiwanensis (Masam.) Masam. (1934); Phalaenopsis equestris var. rosea Valmayor & D.Tiu (1983); Phalaenopsis equestris f. alba (H.R.Sweet) Christenson (2001); Phalaenopsis equestris f. aurea Christenson (2001); Phalaenopsis equestris f. cyanochila O.Gruss (2001).

 

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