Protea aurea

Famiglia : Proteaceae


Testo © Pietro Puccio

 

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Le pirotecniche infiorescenze della Protea aurea raggiungono i 12 cm © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Sudafrica dove cresce sulle pendici meridionali delle montagne della Provincia del Capo Occidentale, fino a circa 800 m di altitudine, caratterizzate da una vegetazione arbustiva, chiamata localmente “fynbos”, e da un clima di tipo mediterraneo.

Il nome del genere deriva da “Proteus”, divinità mitologica greca che poteva assumere qualsiasi aspetto volesse, con riferimento alla diversità delle piante appartenenti al genere; il nome specifico è l’aggettivo latino “aureus, a, um” = aureo, di non chiaro riferimento.

Nomi comuni: common shuttlecock sugarbush, long-bud sugarbush, shuttlecock sugarbush (inglese); geel suikerbos, geel suikerkan, geelsuikerbos, geelsuikerkan, lang suikerkan, langknop-suikerbos (afrikaans).

La Protea aurea (Burm.f.) Rourke (1979) è un arbusto o piccolo albero sempreverde alto fino a 5 m con foglie alterne da oblunghe a ovali con base lobata, lunghe 4-9 cm e larghe fino a 4 cm, morbide e vellutate quando giovani, poi lisce e coriacee, di colore grigioverde.

Infiorescenze terminali solitarie a capolino, coniche, di 9-12 cm di lunghezza e circa 12 cm di diametro, racchiuse da numerose brattee imbricate, coriacee, villose ai margini, quelle interne lunghe fino a 9 cm e larghe 1,5 cm, di colore da crema verdastro a rosa; i minuscoli fiori, con uno stilo lungo 8,5-10,5 cm, al centro sono fertili, quelli esterni sterili ed hanno il compito di attrarre gli impollinatori, in particolare uccelli, che si nutrono del nettare abbondantemente prodotto.

Il frutto, che permane a lungo sulla pianta, è un achenio ricoperto da una densa peluria. Si riproduce facilmente per seme in terriccio sterilizzato sabbioso, acido, alla temperatura di 20-22 °C, con tempi di germinazione di 3-6 settimane, o direttamente a dimora in autunno prima delle piogge, con la prima fioritura generalmente al secondo anno di età.

Specie fiorifera di veloce crescita, facile coltivazione e adattabilità, e per tali motivi spesso presente nei giardini sudafricani, unico svantaggio una vita generalmente piuttosto breve.

Coltivabile in pieno sole preferibilmente nelle zone a clima temperato di tipo mediterraneo, dove asciutta può sopportare per breve periodo temperature fino a circa -4 °C, su suoli profondi, particolarmente drenanti, acidi o neutri. Sopporta abbastanza bene le potature, da effettuare dopo la fioritura, per un portamento più compatto e ben accestito. Coltivabile anche in vasi capienti, con terricci dalle caratteristiche sopra citate.

Non è resistente al fuoco, essendo priva di lignotubero, quella parte superiore della radice, ingrossata e lignificata, che permette alla pianta di rigenerarsi dopo gli incendi, la sua sopravvivenza è legata quindi ai semi, che vengono liberati proprio in tali circostanze. Le infiorescenze sono di lunga durata sia sulla pianta che recise, adatte quindi ad essere utilizzate nelle composizioni floreali.

 

→ Vedere anche l’articolo sulle Protea.

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