Rhyncholaelia glauca

Famiglia : Orchidaceae


Testo © Pietro Puccio

 

La specie è originaria del Belize, Guatemala, Honduras e Messico (Chiapas, Oaxaca e Veracruz) dove cresce nelle foreste montane, tra 800 e 1500 m di altitudine, in aree caratterizzate da clima stagionale.

Il nome generico è la combinazione del sostantivo greco ”ρύγχος” (rhynchos) = becco e del genere Laelia , da cui si distingue per i frutti rostrati; il nome specifico è l’aggettivo latino “glaucus, a, um” = glauco, con riferimento al colore delle foglie.

La Rhyncholaelia glauca (Lindl.) Schltr. (1918) è una specie epifita o terricola con corto e robusto rizoma strisciante da cui si originano pseudobulbi oblungo-clavati, leggermente compressi lateralmente, di 3-10 cm di lunghezza e circa 1 cm di diametro, provvisti all’apice di un’unica foglia oblunga con apice ottuso, coriacea, di colore verde-azzurro, lunga 6-12,5 cm e larga 2,5-3,5 cm. Infiorescenza terminale eretta, lunga circa 10 cm, racchiusa nella fase iniziale di crescita in una brattea (spata) membranacea, lunga 8-10 cm, portante un unico fiore, di 10-12 cm di diametro, ceroso, con sepali e petali di colore da bianco, a bianco verdastro, a bianco violaceo e labello di colore bianco o bianco verdastro con una piccola macchia triangolare porpora alla base; il fiore emana una intensa fragranza, in particolare di notte. Sepali lineari-lanceolati con apice ottuso, lunghi 5-6,5 cm e larghi 1-1,5 cm, petali lineari lanceolati con apice ottuso e margini leggermente ondulati, lunghi 5-6,5 cm e larghi 1,5-2 cm, labello ovato o appena trilobato, con apice acuto e margini ondulati avvolgenti alla base la colonna, lungo circa 5-5,5 cm e largo 4 cm, e colonna clavata lunga circa 0,5 cm. I fiori sono impollinati prevalentemente da farfalle notturne appartenenti alla famiglia delle Sphingidae (Latreille, 1802), i frutti sono capsule fusiformi lunghe 10-15 cm.

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Epifita o terrestre dell’America centrale, la Rhyncholaelia glauca ha grandi fiori bianchi verdastri con riflessi perlacei. Intenso profumo notturno per attirare le farfalle © Giuseppe Mazza

Si riproduce per seme, in vitro, micropropagazione e divisione, alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

Specie dai grandi fiori fragranti e di lunga durata, 2-3 settimane, richiede un ambiente di coltivazione ben ventilato con il 75-80 % di umidità costante nell’arco dell’anno, elevata luminosità, anche sole diretto, con esclusione delle ore centrali della giornata, temperature medio-alte, con minime notturne invernali non inferiori a 15 °C; una escursione termica giornaliera di 5 °C o più favorisce la fioritura. Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti durante il periodo di crescita, che va da metà primavera a inizio autunno, ma lasciando asciugare completamente le radici prima di ridare acqua, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa, poi vanno diradate in corrispondenza del periodo di riposo fino all’apparire delle nuove radici. Concimazioni ogni due settimane durante la fase di crescita utilizzando un prodotto idrosolubile bilanciato, con microelementi, a ¼ di dose di quella indicata sulla confezione. Viene solitamente coltivata in vasi, o canestri con composto che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura, carbone vegetale e sfagno, con aggiunta di inerti per migliorare il drenaggio e l’aerazione delle radici, che devono potersi asciugare velocemente dopo ogni innaffiatura. I rinvasi vanno effettuati quando strettamente necessario all’apparire delle nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Brassavola glauca Lindl. (1839); Bletia glauca (Lindl.) Rchb.f (1862); Laelia glauca (Lindl.) Benth. (1880); Laelia glauca (Lindl.) Benth. ex Hemsl. (1884).

 

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