Famiglia : Orchidaceae

Testo © Prof. Pietro Pavone

Leptotes bicolor è una specie originaria del Brasile meridionale e Paraguay orientale. Predilige le foreste pluviali subtropicali ad altitudini comprese tra 500 e 900 metri © dwittkower
Leptotes bicolor Lindl. è una specie della famiglia Orchidaceae, tribù Epidendreae, sottotribù Laeliinae.
Questa specie è stata descritta nel 1833 da John Lindley (1799–1865) nella rivista Edwards’s Botanical Register (19: t. 1625). Considerato uno dei padri della moderna orticoltura, Lindley fu professore presso l’University College London dal 1829 al 1860 e segretario della Royal Horticultural Society (RHS). Pubblicò opere fondamentali per la tassonomia vegetale, come The Vegetable Kingdom (1846) e Sertum Orchidaceum (suddivisa in dieci parti tra il 1838 e il 1841). Autore della prima opera sistematica sulle orchidee, The Genera and Species of Orchidaceous Plants (1830–1840), vi descrisse quasi 2.000 specie al suo tempo note. La sua vasta collezione di libri si trova nella Lindley Library, la principale biblioteca della Royal Horticultural Society (RHS) che ospita la più importante collezione di letteratura orticola al mondo.

Portamento compatto per i numerosi pseudobulbi ravvicinati. Recano una sola foglia carnosa con solco dorsale. L’infiorescenza porta 1-3 fiori che si aprono in successione © Giuseppe Mazza
Nella descrizione scientifica di questa specie, Lindley riconobbe non solo una nuova specie, ma un nuovo genere. Espresse pertanto la sua gratitudine alla signora Elizabeth Harrison (c. 1792–1834) di Aigburth (Liverpool) – nota nelle cronache dell’epoca come Mrs. Arnold Harrison – celebre collezionista di orchidee, per avergli fornito la pianta appena fiorita nelle sue serre nell’aprile del 1833. La signora Harrison l’aveva ricevuta dal fratello, William Harrison, mercante inglese residente a Rio de Janeiro, che l’aveva raccolta nella Serra dos Órgãos, oggi Parco Nazionale.
Il genere Leptotes creato da Lindley è endemico della Foresta Atlantica brasiliana, con un areale che si estende fino al Paraguay orientale e all’Argentina settentrionale. Include piccole piante cespugliose con fusti corti ricoperti da guaine membranose, foglie acute, cilindriche e solcate sulla pagina superiore e infiorescenze apicali con 1-3 fiori.

Leptotes bicolor si trova spesso epifita, ancorata al tronco degli alberi con foglie e fiori pendenti a grappolo © Eduardo Dalabeneta
Per un riconoscimento più immediato il genere Leptotes è tradizionalmente suddiviso in due morfogruppi basati sulla conformazione del labello.
Il gruppo con labello trilobato, linguiforme, acuto con margine intero, si riscontra in Leptotes bicolor, Leptotes pohlitinocoi V.P.Castro & Chiron o Leptotes unicolor Barb.Rodr.
Il gruppo con labello intero, semplice, senza divisioni marcate si ha in specie come Leptotes tenuis Rchb.f. e Leptotes pauloensis Hoehne.
Leptotes bicolor è una specie originaria del Brasile meridionale e Paraguay orientale, In Brasile è presente nelle regioni del Nord-Est (Bahia), del Sud-Est (Espírito Santo, Minas Gerais, Rio de Janeiro, São Paulo) e del Sud (Paraná, Santa Catarina, Rio Grande do Sul), fino ai biomi sud-orientali e meridionali, tra cui la Foresta Atlantica e le zone montuose costiere dei dipartimenti orientali del Paraguay.
Predilige le foreste pluviali subtropicali situate ad altitudini comprese tra 500 e 900 metri sul livello del mare e può tollerare periodi secchi tipici degli altopiani dell’entroterra.
Il nome del genere Leptotes deriva dal greco λεπτός (leptos) che significa magro, snello o delicato, con riferimento alla struttura fine ed elegante della pianta. L’epiteto specifico bicolor deriva dal latino che significa “bicolore”, per il sorprendente contrasto nei fiori tra i petali bianchi e il labello viola intenso.
Leptotes bicolor è un’orchidea epifita che cresce ancorata alla corteccia degli alberi o alle rocce.
Presenta un portamento compatto e cespitoso costituito da piccoli gruppi che raramente superano i 10 cm di altezza.
Da brevi rizomi si sviluppano pseudobulbi ravvicinati, lunghi circa 2 cm, cilindrici e succulenti, rivestiti alla base da guaine membranose; questi organi fungono da riserva idrica per superare i periodi di siccità tipici del suo habitat.
All’apice di ogni pseudobulbo si forma una singola foglia rigida a sezione circolare, curva e talvolta pendente, lunga dai 3 ai 7 cm, caratterizzata da una consistenza carnosa con un solco dorsale centrale. Alla base degli pseudobulbi si sviluppano radici per l’ancoraggio rivestite dal “velamen”, strato spugnoso fondamentale per l’assorbimento dell’umidità atmosferica.

Cresce anche sulle rocce muschiose, grazie al velamen spugnoso delle radici che cattura l’umidità dell’aria © Emanuel Rodriguez
L’infiorescenza emerge dalla sommità degli pseudobulbi, formando brevi racemi arcuati di circa 1-2 cm con pochi fiori (da 1 a 3) che si aprono in successione. I sepali e i petali sono simili, bianchi e divaricati, disposti a formare un perianzio a coppa.
Il labello è trilobato con i lobi laterali che avvolgono la colonna. Sono bianchi, mentre il lobo centrale è viola con una cresta più chiara, orientato verso il basso per facilitare l’accesso agli impollinatori.
La colonna, corta e bianca, presenta margini membranacei che circondano il clinandrio (la cavità apicale), a sua volta protetto dal sepalo dorsale. I pollinii sono sei (quattro grandi e due piccoli), sessili su un unico viscidio.
I fiori, dal diametro di 3,5-5 cm e dalla consistenza cerosa, emanano una fragranza di vaniglia durante le ore diurne.
La fioritura avviene tra la fine dell’inverno e la primavera: da luglio a ottobre nel suo areale nativo (emisfero australe) e da gennaio a maggio se coltivata nell’emisfero boreale.
Il contrasto cromatico tra il bianco dei petali e il magenta brillante del labello, unito al profumo dolciastro, attira i maschi delle api della tribù Euglossini (famiglia Apidae). Queste api note come “api delle orchidee” raccolgono le sostanze odorigene – unica ricompensa, data l’assenza di nettare – tramite strutture setolose sui loro tarsi anteriori, per poi trasferirle nelle cavità delle zampe posteriori e utilizzarle nelle parate nuziali.
Quando l’ape si posa sul labello in cerca di fragranza, stimola l’apice della colonna provocando il rilascio a scatto dei pollinii, che aderiscono al suo torace o alla testa. Visitando un altro fiore, l’insetto depositerà il polline sulla parte femminile della colonna, permettendo l’impollinazione.
Dopo la fecondazione si sviluppano i frutti: capsule deiscenti contenenti moltissimi semi minuscoli, simili a polvere. Le capsule impiegano dai 6 ai 9 mesi per maturare, rilasciando poi i semi che vengono dispersi dal vento su lunghe distanze. La germinazione richiede necessariamente una simbiosi con funghi micorrizici, che forniscono i nutrienti necessari poiché i semi sono privi di riserve energetiche proprie.
Nel suo areale brasiliano, i frutti sono utilizzati per infusi che conferiscono un delicato aroma di vaniglia a tè, latte, gelato e sorbetto.

Fiori cerosi con sepali e petali simili, bianchi e divaricati, disposti a coppa. Il labello, orientato verso il basso, ha lobi laterali bianchi col centrale viola a carena bianca o gialla © Luoarerec
Leptotes bicolor non è inclusa nella Lista Rossa delle Specie Minacciate IUCN, sebbene mostri un’elevata vulnerabilità a causa del declino delle popolazioni locali per le pressioni antropiche. Le principali minacce derivano dall’estesa deforestazione nel Brasile meridionale e in Paraguay, dove l’espansione agricola – in particolare per la soia e l’allevamento di bestiame – ha frammentato gli habitat della foresta atlantica subtropicale essenziali per questa epifita, in particolare nello stato di Paraná (Brasile) dove, dal 2020, è classificata come specie in pericolo.
Il cambiamento climatico rappresenta un rischio aggiuntivo: le variazioni dei regimi di temperatura e umidità possono alterare le nicchie umide e ombreggiate aggravando il degrado del suo habitat. Anche la raccolta illegale ne minaccia la sopravvivenza. In questo momento la specie è disciplinata dall’Appendice II della CITES per prevenirne il sovrasfruttamento per il commercio internazionale per scopi ornamentali. Ugualmente l’uso commestibile dei frutti aggrava il rischio di estinzione.

Il contrasto cromatico tra il bianco dei petali e il magenta brillante del labello, unito al profumo dolciastro, attira i maschi delle api della tribù Euglossini che raccolgono oli essenziali per le loro parate nuziali – Tsssss (CC0)
Esistono ibridi naturali e artificiali di Leptotes bicolor, ma in numero minore rispetto ad altre orchidee della sottotribù Laeliinae.
Fra gli ibridi più diffusi citiamo: Leptotes Pat Thurtle registrato da D. Thurtle il 27/03/2018 presso la Royal Horticultural Society (RHS). Questo ibrido, nato dall’incrocio tra Leptotes bicolor e Leptotes pohlitinocoi, combina la robustezza e i fiori bianchi del perianzio di Leptotes bicolor con le tonalità rosate di quello di Leptotes pohlitinocoi.
Molte altre piante sono varietà orticole selezionate della specie pura, come: Leptotes bicolor var. alba.
Tra le cultivar di Leptotes bicolor premiate negli ultimi anni, spiccano per il numero di riconoscimenti Leptotes bicolor ‘Widderchen’, con tre premi assegnati tra il 2010 e il 2013 dalla Deutsche Orchideen Gesellschaft (DOG) e Leptotes bicolor ‘Big Ben’, che ha ottenuto tre titoli dall’American Orchid Society (AOS) tra il 2009 e il 2011.
Altre cultivar pluripremiate sono Leptotes bicolor ‘Gisela’ (DOG, 2017), Leptotes bicolor ‘Natasha’ (premiata nel 2008 dalla The Orchid Society of New South Wales (OSNSW) e dall’Australian Orchid Council Inc. (AOC) e Leptotes bicolor ‘Piping Rock’ (AOS, 1994-1995).
Hanno ricevuto premi dall’American Orchid Society, le cultivar: Leptotes bicolor ‘Goodstuff’, Leptotes bicolor ‘Malena’ (2018), Leptotes bicolor ‘Springwater’ (2018), Leptotes bicolor ‘Retzbach’ (2018), Leptotes bicolor ‘Cindy’ (2017), Leptotes bicolor ‘Fireworks’ (2017) e Leptotes bicolor ‘Andi K’ (2017), mentre la Deutsche Orchideen Gesellschaft ha premiato Leptotes bicolor ‘Liina’ (2017) e Leptotes bicolor ‘Karl-Peter Firneisen’ (2017).
In coltivazione, Leptotes bicolor richiede un’illuminazione filtrata e diffusa per prevenire bruciature alle foglie; è quindi fondamentale evitare la luce solare diretta. Le temperature ottimali dovrebbero essere da calde a intermedie, con intervalli diurni di 18-25 °C e minimi notturni che non scendano sotto i 10 °C. In inverno può tollerare condizioni leggermente più fresche, intorno ai 20-21 °C diurni.
Un’umidità del 60-80% è essenziale durante tutto l’anno, raggiungibile tramite nebulizzazioni quotidiane o umidificatori, soprattutto in ambienti interni secchi. Una buona circolazione dell’aria è necessaria per mitigare l’eccessivo accumulo di calore.

Quando l’ape si posa, stimola l’apice della colonna provocando il rilascio dei pollinii che gli aderiscono saldamente. Li porterà così su un altro fiore permettendo l’impollinazione incrociata © Giuseppe Mazza
L’irrigazione deve essere moderata: abbondante durante la stagione di crescita per mantenere il substrato uniformemente umido, ma lasciando asciugare leggermente le radici tra le bagnature per prevenire il marciume. In inverno è bene ridurre la frequenza delle irrigazioni, mantenendo la pianta piuttosto asciutta, ma evitando una prolungata disidratazione.
Per esaltare il suo portamento epifita, è preferibile coltivare questa orchidea su zattera di sughero o felce arborea, con un piccolo strato di sfagno per trattenere l’umidità. Tuttavia, sulle zattere le radici asciugano in fretta, richiedendo quindi bagnature quotidiane in estate.
In alternativa, si può coltivare in piccoli vasi con un substrato molto drenante a base di corteccia di pino di piccola pezzatura, carbone e perlite.
Si propaga principalmente per via vegetativa, dividendo i rizomi in sezioni che contengano almeno tre o quattro pseudobulbi, operazione da fare dopo la fioritura. Il rinvaso va fatto ogni 2-3 anni o quando il substrato si decompone. Infine, per favorire la fioritura, è bene concimare con un fertilizzante bilanciato per orchidee (NPK 20-20-20) diluito a 1/4 o 1/2 della dose, dalla primavera all’autunno, sospendendo nel periodo di riposo.
Sinonimi: Tetramicra bicolor (Lindl.) Rolfe (1883); Leptotes bicolor var. glaucophylla Hook. (1839); Leptotes bicolor subsp. serrulata (Lindl.) C.E.M.Carvalho, J.R.Figueiredo & Van den Berg (2019); Leptotes bicolor var. serrulata (Lindl.) Stein (1892); Leptotes glaucophylla Hoffmanns. (1843); Leptotes serrulata Lindl. (1838); Tetramicra serrulata (Lindl.) G.Nicholson (1887).
