Copernicia rigida

Famiglia : Arecaceae


Testo © Pietro Puccio

 

La specie è endemica di Cuba dove cresce nella parte centrorientale dell’isola nelle foreste aperte e savane in prossimità della costa a bassa altitudine.

Il genere Copernicia è dedicato all’astronomo polacco Niccolò Copérnico (1473-1543); il nome specifico è l’aggettivo latino “rigidus, a, um” = rigido, con riferimento ai segmenti fogliari.

Nomi comuni: jata, jata guatacuda (Cuba).

La Copernicia rigida Britton & P.Wilson (1914) è una specie monoica, eretta, solitaria, alta fino a circa 15 m, con un fusto cilindrico, di 25-35 cm di diametro, di colore grigio e ricoperto sotto la chioma da un ammasso di foglie secche persistenti per lungo tempo.

Le giovani piante della Copernicia rigida, nativa di Cuba, paiono sbucare dal suolo, per le foglie quasi senza picciolo © Giuseppe Mazza

Le giovani piante della Copernicia rigida, nativa di Cuba, paiono sbucare dal suolo, per le foglie quasi senza picciolo © Giuseppe Mazza

Le foglie, prive o quasi di picciolo, sono palmate, cuneiformi, erette, provviste di spine ricurve ai margini, di colore verde superiormente, con una sottile patina cerosa grigia inferiormente. Ligula, appendice della guaina fogliare opposta alla foglia, di forma da ovata a linguiforme e lunghezza variabile, fino a 1 m, provvista di sparse spine ai margini. La lamina fogliare è incisa in 18-40 segmenti lineari con apice acuminato appena bifido, lunghi nella parte centrale fino a 2 m e larghi 3-4 cm, uniti alla base per circa 2/3 della loro lunghezza. Infiorescenze tra le foglie (interfogliari), lunghe 2-2,5 m, con 6 ordini di ramificazioni e rachille fiorifere, coperte da corti e fitti peli, lunghe 4-9 cm.

Fiori ermafroditi sessili in gruppi ravvicinati di 2-4, lunghi 2,5-3 mm, con corolla tubolare trilobata pubescente esternamente, 3 carpelli e 6 stami con i larghi filamenti uniti alla base. I frutti sono globosi, di circa 1,8 cm di diametro, di colore nero a maturità, contenenti un solo seme globoso di circa 1,2 cm di diametro.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per due-tre giorni, in terriccio sabbioso drenante mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione a partire da 2-3 mesi.

Raramente presente al di fuori della zona di origine, forse per la crescita notevolmente lenta, è una delle palme più singolari per l’aspetto che assume nei vari stadi della crescita, dovuto alle foglie strette, lunghe e addossate le une alle altre per la quasi totale assenza di picciolo, in particolare nella fase giovanile, quando le foglie sembrano erompere dal suolo.

Coltivabile nelle regioni a clima tropicale e subtropicale se ne può tentare la coltivazione in quelle temperato calde più miti dove temperature prossime a 0 °C sono eccezioni di breve durata. Richiede pieno sole e non è particolarmente esigente riguardo al suolo, purché drenante, può sopportare periodi di siccità, ma è preferibile irrigarla regolarmente nelle regioni con lunghe estati calde e secche, per una crescita relativamente più veloce. Allo stesso scopo sono utili le concimazioni con prodotti bilanciati con microelementi sotto forma di chelati. Può essere vantaggiosamente utilizzata in prossimità del mare per la sua buona resistenza ai suoli e agli aerosol salini.

Le foglie sono impiegate come copertura di abitazioni rurali e per realizzare cappelli, sacche, ceste, scope ed altri oggetti artigianali di uso comune; i fusti, resistenti e duraturi, anche immersi in acqua, sono impiegati nelle costruzioni e per recinzioni.

Sinonimi: Copernicia rigida f. fissilingua León (1936).

 

→ Per apprezzare la biodiversità all’interno della famiglia delle ARECACEAE e trovare altre specie, cliccare qui.