Acineta superba

Famiglia : Orchidaceae


Testo © Prof. Pietro Pavone

 

Celebre in coltura, Acineta superba è una pianta erbacea cespitosa epifita dell’America Latina, alta fino a 70-120 cm

Celebre in coltura, Acineta superba è una pianta erbacea cespitosa epifita dell’America Latina, alta fino a 70-120 cm © Giuseppe Mazza

Acineta superba (Kunth) Rchb.f (1863) è una specie della tribù Cymbidieae, sottotribù Stanhopeinae della famiglia Orchidaceae, una delle più diffuse e ricche del regno vegetale con oltre 28.000 specie distribuite in circa 763 generi.

Il suo nome comune in Colombia è Periquito (Parrocchetto o Pappagallino), mentre altrove è chiamata con il suo nome specifico.

È una specie presente in Stati dell’America Latina (Panama, Venezuela, Colombia, Ecuador e Perù).

Per la prima volta è stata rinvenuta nella foresta pluviale stagionalmente secca a circa 1300 m di quota nel sud-ovest dell’Ecuador nella provincia di El Oro in prossimità di Zaruma e nella provincia di Loja.

In Perù, sono state trovate piante nella Regione di Pasco a poche miglia a sud di Villa Rica, dove crescono in alto fra la chioma della foresta pluviale fresca e umida fino a 1467 m di quota.

ln Venezuela sono state trovate piante vicino a Caracas a 930-1700 m, in diverse località dello Stato di Aragua e vicino a Mérida a 1900-2100 m di quota. A Panama e in Colombia sono state segnalate sulle pendici orientali delle Ande.

Il termine Acineta deriva dal greco “ἀκίνητος” (akinetos) con il significato di fisso, immobile per il labello rigido, privo di giunzioni. L’epiteto specifico fa riferimento al latino “superbus”, magnifico, splendido, presumibilmente per le grandi dimensioni della pianta e per le sue infiorescenze pendule dai fiori molto profumati.

È una pianta erbacea cespitosa epifita, alta fino a 70-120 cm.

Se si trova su argini ripidi, si comporta da litofita, colonizzando le fessure delle rocce. Le radici sono tuberiformi e sferiche. Gli pseudobulbi, raggruppati sul rizoma, sono di forma ovoidale, poco compressi, 14-15 x 5,0-6,0 cm, appena solcati e un po’ spigolosi, con una guaina basale.

Le foglie, da 2 a 3 (4) per pseudobulbo, sono glabre, picciolate, 50-90 x 5,0-6,0 cm. Possono essere ellittiche o lanceolate, con pieghe longitudinali, acuminate all’apice, con nervature parallele.

Le infiorescenze sono racemi penduli, con un massimo di 15 fiori, talora più, dal profumo gradevole di vaniglia. Si formano dalla base degli pseudobulbi e possono raggiungere i 25–30 (70) cm. I fiori, tipicamente resupinati, larghi 7,5 cm o più, di norma non completamente aperti, sono subglobosi, carnosi, puntinati di rosso scuro su fondo color crema, sottesi da una brattea scariosa ellittico-ovata lunga fino a 2 cm.

Raggruppati sul rizoma, lunghi anche 15 cm e larghi 6 cm, gli pseudobulbi sono di forma ovoidale, poco compressi, appena solcati e un po’ spigolosi, con una guaina basale

Raggruppati sul rizoma, lunghi anche 15 cm e larghi 6 cm, gli pseudobulbi sono di forma ovoidale, poco compressi, appena solcati e un po’ spigolosi, con una guaina basale © Giuseppe Mazza

I sepali dorsali sono ellittico-ovati, concavi, ottusi, puntinati di rosso violaceo, 4,2 × 2,5 cm. I sepali laterali sono saldati (connati) alla base, concavi, ottusi, macchiati di rosso porpora, maggiormente alla base, e misurano 4,6-4,8 cm x 3,2-3,3 cm.

I petali sono ovato-ellittici, leggermente concavi, anch’essi macchiati di rosso violaceo, 3,7-3,9 x 2,0-2,2 cm.

Il labello è lungo circa 5 cm e largo 3 cm, carnoso, tripartito, con la porzione prossimale (ipochilo) saccata, di colore marrone giallastro internamente con macchie rosso-porpora, con la parte intermedia (mesochilo) con due carene, erette, labbriformi, che si uniscono in un callo centrale, rosso porpora con macchie, e con la parte distale (epichilo) oblunga spatolata, concava, con gobba basale, 1,6-2,0 x 0,5-0,6 cm e con apice acuto di colore giallo.

Le spettacolari infiorescenze pendule, lunghe fino a 25-30 cm, eccezionalmente 70, possono portare fino a 15 fiori molto profumati. Larghi 7,5 cm o più, si presentano in genere non completamente aperti

Le spettacolari infiorescenze pendule, lunghe fino a 25-30 cm, eccezionalmente 70, possono portare fino a 15 fiori molto profumati. Grandi 7,5 cm o più, si presentano in genere non completamente aperti macchiettati di rosso © Giuseppe Mazza

La colonna è robusta, clavata, leggermente compressa, pubescente, alata all’apice, lunga 1,8-2 cm o più, con un gambo ligulato che porta i due pollinodi. Le ali si uniscono all’apice e formano un cappuccio bianco, sopra l’antera, compresso dorso-ventralmente, lungo 0,6–0,7 cm. Alla base della colonna il retinacolo (o viscidio) è a semiluna. Lo stimma è trasversalmente fissurato e il rostello è linguiforme, 1,7-2,0 x 0,5-1,1 cm. L’ovaio è tricarpellare, a sezione quasi circolare, con squame color marrone scuro, lunghe 3,5-3,8 cm.

Il frutto è una capsula che libera molti semi polverulenti.

L’odore e la conformazione del fiore attirano le api di sesso maschile di Eufriesea concava (Friese, 1899) in un rapporto specie specifico.

Per la coltivazione di Acineta superba è necessario che la temperatura notturna sia sempre meno di 4 °C rispetto a quella diurna.

L’umidità dell’aria deve mantenersi intono a 80-85%, un po’ meno in estate.

L’aria troppo secca danneggia lo sviluppo della pianta inibendo la crescita con conseguente ingiallimento delle foglie e successivo disseccamento.

Per la coltivazione in casa è bene adoperare un cesto appeso realizzato con filo a maglie larghe, oppure doghe di legno distanziate rivestite di muschio di sfagno. Il terriccio deve essere traspirante e sciolto per mantenere un po’ di umidità, ma non troppa, e per consentire alle radici di asciugarsi rapidamente dopo l’irrigazione.

Acineta superba ama la luce ma non il sole diretto, quindi, durante la stagione calda, se esposta in una finestra a sud, è opportuno porla dietro una tenda per non farla scottare. Durante l’irrigazione l’acqua dovrebbe defluire liberamente dal vaso, giacché l’acqua stagnante può far marcire le radici.

È consigliabile usare acqua piovana oppure ottenuta per osmosi inversa, magari aggiunta a pari quantità di acqua del rubinetto che contiene sali minerali utili alla pianta. Tra un’annaffiatura e l’altra aspettare che il substrato sia quasi asciutto.

Per una crescita ottimale è bene concimare ogni 10-15 giorni con fertilizzante diluito al 50% di quanto prescritto nella confezione. Fare attenzione ai sali contenuti nel fertilizzante perché le radici di Acineta superba sono molto sensibili ai sali di azoto, fosforo, potassio, ecc., che potrebbero bruciarle. Gli effetti della salinizzazione del substrato si manifestano con l’annerimento degli apici fogliari. In questi casi è opportuno trasferire le piante su un nuovo substrato.

Si consiglia un fertilizzante specifico per orchidee con microelementi di provata affidabilità.

Dettaglio ingrandito di un fiore. In basso si nota il contenitore del nettare che sprigiona un profumo afrodisiaco per i maschi di Eufriesea concava, l’ape pronuba della specie. Entrando nel fiore questa urta durante il pasto il viscidio, la colonna bianca appiccicosa concava in basso, visibile al centro dell’immagine, che finisce incollato sul dorso o il capo dell’insetto portando con sé due voluminose masse polliniche. Sono destinate all’organo femminile di un altro fiore. Per evitare la consanguineità, i due sessi di questa specie ermafrodita maturano infatti in tempi diversi

Dettaglio ingrandito di un fiore. In basso si nota il contenitore del nettare che sprigiona un profumo afrodisiaco per i maschi di Eufriesea concava, l’ape pronuba della specie. Entrando nel fiore questa urta durante il pasto il viscidio, la colonna bianca appiccicosa concava in basso, visibile al centro dell’immagine, che finisce incollato sul dorso o il capo dell’insetto portando con sé due voluminose masse polliniche. Sono destinate all’organo femminile di un altro fiore. Per evitare la consanguineità, i due sessi di questa specie ermafrodita maturano infatti in tempi diversi © G. Mazza

La concimazione va fatta all’inizio della stagione di crescita (primavera-inizio estate) con un fertilizzante a maggior contenuto di azoto e quando i nuovi germogli hanno raggiunto metà della loro altezza definitiva utilizzare un fertilizzante a maggior contenuto di fosforo.

Dopo la fioritura è bene rimuovere l’infiorescenza e, se necessario, procedere a un nuovo trapianto. Ciò è opportuno sia per favorire l’adattamento sia per prevenire la decomposizione delle radici eventualmente danneggiate.

Una volta raggiunta la dimensione di un bel cespuglio si possono fare solo diradamenti. In ogni caso per ogni nuova pianta si consiglia di lasciare almeno tre pseudobulbi. Il rinvaso dovrebbe essere fatto solo quando la crescita di nuove radici è appena iniziata. Ciò consente alla pianta di non subire eccessivo stress.

Nel periodo invernale la pianta deve andare in dormienza per tale motivo non deve essere posta in luoghi con temperature che superano i 20-22 °C di giorno e i 9-12 °C di notte.

Nelle regioni a clima mite si può porla all’esterno, in giardino (o sul davanzale), in luoghi riparati dalla pioggia e dal vento. Inoltre durante questo periodo la pianta non deve essere concimata e le innaffiature si fanno solo quando il supporto non è completamente secco.

Qualora nel periodo invernale non si abbia dormienza, la pianta inizia a deperire e di anno in anno forma sempre meno fiori fino a non produrne più.

In primavera, con l’avvento di nuovi germogli, termina il periodo di dormienza e si può riprendere la regolare irrigazione e concimazione.

Industrialmente la riproduzione si compie per germinazione di semi oppure per micropropagazione di meristemi. Esistono numerose cultivar e ibridi che i collezionisti sottopongono a valutazione di esperti con possibili assegnazioni di premi. La Royal Horticultural Society ha assegnato il Premio al merito del giardino (Award of Garden Merit, AGM) ad Acineta superba ‘Colmanii’ e ad Acineta superba ‘Mont Millais’. L’American Orchid Society (AOS Awards) ne ha premiate molte di più, fra queste citiamo: Acineta superba ‘Amira’ (1999); Acineta superba ‘Andrea’ (1994); Acineta superba ‘Dick’ (1988); Acineta superba ‘Flormando’ (1964); Acineta superba ‘Jorge’ (1981); Acineta superba ‘La Posada’(1965).

Acineta superba ‘La Posada’ ha fiori verdastri, sepali macchiati di rosso scuro, labello bianco verdastro con macchie rosse.

La bellezza del fiore e la lunga durata dell’infiorescenza, hanno ovviamente sedotto i collezionisti ed oggi Acineta superba vanta numerose cultivar ed ibridi prestigiosi

La bellezza del fiore e la lunga durata dell’infiorescenza, hanno ovviamente sedotto i collezionisti ed oggi Acineta superba vanta numerose cultivar ed ibridi prestigiosi © Giuseppe Mazza

Acineta superba ‘Flormando’ ha fiori color rosa, molto macchiati di marrone, labbro rosso intenso, colonna color avorio.

Acineta superba ‘Maria Teresa’ ha fiori color crema, uniformemente ricoperti di macchie color marrone e fiore aperto più ornamentale di quello tipico della specie.

Sinonimi: Acineta colmanii Anon., Acineta colossa Sander, Acineta fulva (Hook.) Klotzsch,  Acineta humboldtii (Lindl.) Lindl., Acineta humboldtii var. fulva (Hook.) B.S.Williams, Acineta humboldtii var. schilleriana Rchb.f., Acineta humboldtii var. straminea B.S.Williams, Acineta schilleriana (Rchb.f.) Rchb.f., Acineta superba var. chrysantha Rchb.f. ex Stein, Acineta superba var. fulva (Hook.) Stein, Acineta superba var. straminea (B.S.Williams) Stein, Peristeria humboldtii Lindl.,  Peristeria humboldtii var. fulva Hook.

 

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