Alcantarea imperialis

Famiglia : Bromeliaceae


Testo © Pietro Puccio

 

La specie è originaria del Brasile (Minas Gerais e Rio de Janeiro) dove cresce nelle foreste (Mata Atlântica) su inselberg (rilievi cupuliformi di rocce prevalentemente granitiche che si elevano bruscamente sul livello circostante con vegetazione rada o assente) o nelle praterie su scoscesi pendii, tra 600 e 1800 m di altitudine.

Il genere è dedicato al secondo e ultimo imperatore del Brasile Dom Pedro II de Alcantara (1825– 1891); il nome specifico è l’aggettivo latino “imperialis, is, e” = imperiale.

Nomi comuni: giant bromeliad, giant vriesea, imperial bromeliad (inglese); bromélia-gigante, bromélia-imperial (portoghese – Brasile).

L’Alcantarea imperialis (Carrière) Harms (1930) è una specie erbacea sempreverde, monocarpica, rupicola o sassicola, molto variabile, di 1-1,5 m di altezza e 1,2-1,5 m di diametro, costituita da un corto e tozzo fusto legnoso sormontato da una rosetta imbutiforme di foglie e da un forte apparato radicale che permette l’ancoraggio sulle ripide pareti rocciose e l’accumulo di materiale organico. Nella cavità centrale si raccolgono acqua piovana, fino a 30 litri, e detriti animali e vegetali che decomponendosi contribuiscono al nutrimento della pianta; questo microambiente gioca inoltre un importante ruolo nella vita di numerosi piccoli organismi.

Le foglie sono oblungo-lineari con apice ottuso, acuto o acuminato retroflesso e margine intero, ascendenti, coriacee, di colore variabile, da verde intenso eventualmente soffuso di porpora all’apice e nella pagina inferiore a interamente rosso scuro o vinaccia, e ricoperte da una patina cerosa bluastra, lunghe 1-1,2 m e larghe 7-15 cm.

L’Alcantarea imperialis è una vistosa specie erbacea sempreverde brasiliana che supera facilmente il metro aggrappata con solide radici a ripide pareti rocciose. Fiorisce una sola volta e poi muore, ma dalla base spuntano, già prima della fioritura, nuove piante. Grandi foglie coriacee e cerose, di colore verde, porpora e vinaccia © Giuseppe Mazza

Infiorescenza eretta al centro della rosetta, lunga fino ad oltre 3 m, costituita da un robusto scapo floreale ricoperto da brattee dello stesso colore delle foglie, più lunghe degli internodi, che termina con un racemo composto, formato cioè da più racemi che si dipartono da un asse centrale. Le brattee sotto i singoli racemi sono ellittiche con apice acuminato, lunghe e larghe circa 7 cm, di colore rossastro. I singoli racemi, lunghi fino a 40 cm, portano, disposti su due file, numerosi fiori leggermente fragranti sottesi da brattee ellittiche, lunghe e larghe circa 2,5 cm di colore rossastro. Calice con 3 sepali lanceolati con apice acuto, lunghi 4-5 cm, di colore rossastro, corolla con 3 petali lineari con apice acuto, lunghi 8-10 cm, di colore bianco crema, e 6 lunghi stami disposti in due serie di 3. La grande quantità di nettare e polline prodotta dalle diverse centinaia di fiori rappresenta una importante risorsa per numerose specie di uccelli e insetti.

I frutti sono bacche fusiformi, lunghe 5-6 cm, contenenti numerosi semi sottili, lunghi circa 0,5 cm, provvisti alle due estremità di appendici piumose, lunghe oltre 1 cm, che ne favoriscono la dispersione. Dopo la fioritura e fruttificazione, che dura circa un anno, la pianta cessa di crescere e dopo un tempo piuttosto lungo secca, ma nel frattempo ha prodotto alla base nuove piante, cui trasferisce sostanze nutrienti per la loro crescita iniziale, che a loro volta fioriranno dopo 8-10 anni o più a seconda delle condizioni di coltivazione. Una caratteristica particolare delle Alcantarea è quella di produrre nuove piante alla base anche molto prima della fioritura, simili a ciuffi d’erba, chiamate in gergo “grass pups”.

Si riproduce facilmente per seme, che però non garantisce di avere esemplari identici, per esempio per il colore delle foglie, alla pianta madre, per micropropagazione e tramite le nuove piante che produce alla base che possono essere staccate con cautela e fatte radicare.

Nella cavità centrale, formata dalla rosetta di foglie imbutiformi, possono accumularsi anche 30 litri d’acqua piovana con detriti animali e vegetali che decomponendosi contribuiscono al nutrimento della pianta, giocando in più un ruolo importante nella vita di numerosi piccoli organismi. Coltura facile in pieno sole anche in vaso © Mazza

Una delle più ornamentali, eleganti e imponenti Bromeliaceae, di grandissimo valore paesaggistico, ampiamente utilizzata, come esemplare isolato o in gruppo, nei giardini tropicali e subtropicali, può impiegarsi anche nei climi temperato caldi più miti dove temperature appena sotto 0 °C sono eccezioni di breve durata.

Richiede preferibilmente una esposizione in pieno sole, per una colorazione più intensa delle foglie, ma si adatta anche ad una leggera ombreggiatura, temperature mediamente elevate e umidità 65-80 %. Necessita di suoli perfettamente drenanti, non sopportando ristagni idrici, ricchi di sostanza organica, mantenuti pressoché costantemente umidi, e la continua presenza di acqua non calcarea nella cavità centrale. Utile, in primavera-estate, la somministrazione di concime fogliare bilanciato con microelementi con le modalità riportate sulla confezione.

Si adatta bene alla coltivazione in vaso, per la decorazione di spazi aperti, dove il clima lo consente, serre e giardini d’inverno luminosi, utilizzando ampi contenitori con un substrato dalle caratteristiche prima riportate, con minime notturne invernali non inferiori a +15 °C. In presenza di aria secca ed elevate temperature effettuare nebulizzazioni al mattino con acqua non calcarea a temperatura ambiente.

Sinonimi: Vriesea gigantea Lem. (1867); Vriesea imperialis Carrière (1888); Vriesea imperialis É.Morren ex Mez (1894).

 

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