Angraecum podochiloides

Famiglia : Orchidaceae


Testo © Pietro Puccio

 

L’ Angraecum podochiloides è un’epifita dell’Africa Tropicale Centroccidentale © Giuseppe Mazza

L’ Angraecum podochiloides è un’epifita dell’Africa Tropicale Centroccidentale © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Africa Tropicale Centroccidentale (Camerun, Costa d’Avorio, Gabon, Ghana, Guinea Equatoriale, Liberia, Nigeria e Repubblica Democratica del Congo) dove cresce epifita sugli alberi delle dense foreste umide a basse e medie altitudini.

Il nome del genere deriva da quello malese “angurek” utilizzato per orchidee epifite; il nome della specie è quello del genere Podochilus Blume con il suffisso greco “-οειδής” (-oeidés), da “εἶδος“ (êidos) = forma, aspetto, quindi somigliante.

L’ Angraecum podochiloides Schltr. (1906) è una specie epifita con sottili fusti pendenti o ricurvi verso l’alto, poco ramificati, lunghi fino a 60 cm, provvisti per tutta la loro lunghezza di numerose foglie alterne, distiche, imbricate, equitanti (ad una sola faccia con lamina ripiegata in due lungo la nervatura centrale), falcato-lanceolate, lunghe 1,3-2 cm e larghe 2-4 mm, carnose, di colore verde scuro.

Infiorescenza subsessile opposta alle foglie portante un unico fiore di colore bianco giallastro, delicato. Sepali oblungo-lanceolati con apice ottuso, lunghi 3,5-5 mm, petali lineari con apice subacuto, falcati, lunghi 3,5-4,5 mm e larghi circa 1 mm, labello oblungo-ovato con apice acuminato ricurvo, concavo, lungo e largo 4-5 mm, provvisto alla base di uno sperone conico lungo 6 mm; ovario sub sessile cilindrico, acuto, lungo 3-7 mm.

Si riproduce per seme, in vitro, e a livello amatoriale per divisione.
Orchidea miniatura dal caratteristico fogliame piuttosto rara in coltivazione, richiede una posizione ombreggiata, temperature mediamente elevate, 20-30 °C, con minime non inferiori a 16 °C, elevata e costante umidità, 75-85%, e aria in continuo leggero movimento. Innaffiature regolari e abbondanti durante il periodo di crescita, più diradate durante la stasi vegetativa, ma senza mai farla asciugare completamente, utilizzando acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata.

Nebulizzazioni al mattino con acqua a temperatura ambiente in presenza di elevate temperature ed aria con insufficiente umidità. Solitamente viene montata su tronchi, corteccia, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti con uno strato di sfagno alla base per mantenere l’umidità, può anche essere coltivata in vasi o canestri sospesi utilizzando un composto a base di frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura con aggiunta di inerti per migliorare il drenaggio e favorire il passaggio dell’aria attorno alle radici.

I fusti, poco ramificati, sfiorano i 60 cm, ricurvi o pendenti sotto il peso delle foglie carnose imbricate, molto decorative. I piccoli fiori, isolati, non superano il centimetro © Giuseppe Mazza

I fusti, poco ramificati, sfiorano i 60 cm, ricurvi o pendenti sotto il peso delle foglie carnose imbricate, molto decorative. I piccoli fiori, isolati, non superano il centimetro © Giuseppe Mazza

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Monixus aporum Finet (1907); Dolabrifolia podochiloides (Schltr.) Szlach. & Romowicz (2007).

 

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