Begoniaceae


Testo © Prof. Pietro Pavone

 

Hillebrandia sandwicensis

La famiglia delle Begoniaceae conta solo 2 generi: Hillebrandia, che cresce con una specie, la H. sandwicensis qui illustrata, nei burroni umidi e profondi delle fitte foreste pluviali hawaiane, e Begonia che vanta oltre 1870 specie © Karl Magnacca

Il nome della famiglia Begoniaceae C. Agardh (1824) deriva dal genere Begonia dedicato da Charles Plumier (1646-1704), botanico francese dell’ordine dei frati minimi, a Michel Bégon (1638-1710) naturalista e alto funzionario di Luigi XIV, intendente delle Indie occidentali francesi e di Francia (Rochefort e La Rochelle).

In passato questa famiglia di piante faceva parte dell’ordine Violales con dodici generi ma recenti studi filogenetici, morfologici e molecolari hanno incluso le Begoniaceae nell’ordine Cucurbitales (APG IV, 2016) con soli due generi: il genere Hillebrandia con l’unica specie H. sandwicensis Oliver, endemica delle isole Hawaii, e Begonia con specie ampiamente distribuite nelle regioni tropicali e subtropicali del mondo, ad esclusione dell’Australia.

La famiglia annovera specie monoiche, raramente dioiche, caratterizzate da piante erbacee annuali o perenni, talora arbustive o rampicanti.

Presentano fusti succulenti e allungati, talvolta legnosi o ridotti a rizomi tuberosi.  Le foglie sono semplici e alterne (disposte a spirale), picciolate, con lamine fogliari comunemente asimmetriche, intere, lobate, palmate o composto-palmate, con margine intero o seghettato, talvolta provviste di peli stellati o a forma di scaglie e con stipole generalmente decidue, raramente persistenti.

I fiori sono raggruppati in infiorescenze unisessuali o bisessuali, ascellari, occasionalmente terminali, per lo più cime dicotomiche o asimmetriche, talvolta racemi, raramente con fiori solitari, talora con assi ridotti, nodi con brattee persistenti o decidue.

Si tratta di fiori epigini, unisessuali, attinomorfi o zigomorfi.

Il loro perianzio è omoclamidato, cioè presenta sepali e petali simili (tepali), liberi o saldati alla base (connati).

I fiori maschili solitamente hanno 2 + 2 [5 + 5] elementi; i fiori femminili di norma 5 [5 + 5] ed embricati, talora con 2-6 [-9] segmenti di perianzio liberi o parzialmente fusi.

Gli stami sono generalmente numerosi con filamenti liberi o saldati.  Le antere sono bicellulari, apicali o laterali, con deiscenza poricida.

Il gineceo è sincarpico, con un ovario infero (in Hillebrandia semi-infero), spesso alato, diviso in (1-) 2–3 [–6] loculi con setti a volte incompleti e placentazione ascellare, raramente parietale. Gli stili sono lo stesso numero dei carpelli e portano stimmi bifidi e contorti in alcuni taxa [es. Begonia formosana (Hayata) Masam.]. Gli ovuli sono anatropi e numerosi.

Hillebrandia sandwicensis

Hillebrandia sandwicensis reca sulla stessa pianta fiori maschili, a sinistra, straboccanti di stami, e femminili, a destra, con vistosi stili bifidi che recano 5 stimmi elicoidi © John Game

La maggior parte delle specie di Begonia ha fiori regolari aperti che sono impollinati da piccole api e altri impollinatori generalisti.

Alcune specie hanno fiori campanulati o a tubo per l’impollinazione operata da uccelli come le specie della sez. Casparya della Cordigliera delle Ande in Colombia e quelle della sez. Symbegonia della Nuova Guinea. Queste specie operano un doppio inganno, poiché né il fiore maschile né quello femminile offrono una ricompensa di nettare e il polline non è utilizzato come cibo dagli uccelli. Solo Begonia ferruginea L.f. (sez. Casparya) produce nettare nei fiori femminili, unico caso noto nella famiglia.

Il frutto è una capsula, di norma con tre ali, a volte con una più prominente delle altre due come in Begonia chuyunshanensis C.I Peng & Y.K.Chen.

Begonia pendula, Begonia formosana

Anche nel genere Begonia i fiori sono unisessuali, ma i petali e i sepali, detti tepali, sono simili e l’ovario è infero. A sinistra, fiore femminile di Begonia pendula con ovario a tre ali, di cui una più grande. A destra fiore femminile, col perianzio caduto, di Begonia formosana, con due stili bifidi sormontati da stimmi gialli in forma di banda a spirale © René Van Wallendae (sinistra) – © Chi Ying Lee (destra)

La deiscenza può essere loculicida o setticida, raramente si hanno frutti indeiscenti, in alcune specie sono bacche carnose come in B. salaziensis (Gaudich.) Warb. endemica delle  Isole Mascarene. I frutti contengono numerosi semi (25-100 o più), piccoli, oblunghi, reticolati, con un anello di cellule sotto il micropilo che funge da opercolo durante la germinazione. L’embrione è diritto con endosperma inconsistente o assente.

La famiglia include uno dei più grandi generi di Angiosperme al mondo. Infatti, il genere Begonia, con le sue 1870 specie suddivise in ottantuno sezioni, è presente in Messico, Indie occidentali, America centrale, America meridionale, Asia, Africa, Isole dell’Oceano Indiano, Isole del Pacifico (Hawaii). Sono piante generalmente terricole che vivono su rocce umide, lungo i torrenti, sul suolo delle foreste o sulle scogliere rocciose, solo alcune sono epifite.

Begonia salaziensis,, Begonia aptera

I frutti possono essere deiscenti o indeiscenti. A sinistra quelli tipo bacca di Begonia salaziensis, a destra le capsule globose bacciformi, prive di ali, di Begonia aptera © @twacar (sinistra) – © Ming-I Weng (destra)

La maggiore diversità di questo genere si ha in Asia con oltre 750 specie e in America centrale e meridionale con circa 600 specie, mentre in Africa sono presenti circa 160 specie.

Gli antenati della famiglia Begoniaceae, a causa della scarsa documentazione fossile, sono poco noti. Le tecniche genetiche e filogenetiche di popolazione, che utilizzano marcatori genetici, in associazione con caratteri morfologici e le tecniche citologiche come la visualizzazione dei cromosomi mitotici o meiotici, hanno notevolmente aumentato le nostre conoscenze sulla diversità del genere Begonia.

L’origine geografica della famiglia per lungo tempo è stata incerta, principalmente per la presenza del genere Hillebrandia geograficamente isolato alle Hawaii.

Begonia chuyunshanensis, Begonia corallina

I semi sono numerosissimi. A sinistra si notano in una capsula sezionata di Begonia chuyunshanensis, a destra escono da una capsula loculicida matura di Begonia maculata © Ming-I Weng (sinista) © Giuseppe Mazza (destra)

Le stime temporali indicano un’origine eocenica (circa 40-46 Ma) con un probabile antenato comune diffuso in Eurasia, anche se la diversificazione del gruppo probabilmente risale all’Oligocene (circa 23-34 Ma). Recenti studi sulla filogenesi del genere Begonia suggeriscono che esso si è originato nel continente africano, molto tempo dopo la disgregazione del super continente Gondwana.

È probabile che i due generi si siano separati circa 24,6 milioni di anni fa, cioè durante l’Oligocene quando era disponibile un clima appropriato nell’arcipelago delle Hawaii.

La distribuzione hawaiana di Hillebrandia si spiega meglio se s’ipotizza una singola dispersione dall’Africa alle Hawaii. Analogamente Begonia dall’Africa si sarà dispersa, indipendentemente, sia in America sia in Asia negli ultimi 20 milioni di anni, periodo climaticamente più plausibile per questi eventi di dispersione.

Begonia malabarica

Varie Begoniaceae mostrano virtù medicinali. Begonia malabarica, presente in India e Sri Lanka, è usata come antimicrobico sulle ferite, contro la ipoglicemia e l’anemia © Ruud de Block

Esistono prove che le specie africane delle sezioni Rostrobegonia, Sexalaria, Augustia e Peltaugustia sono filogeneticamente correlate alle specie asiatiche e americane e mostrano adattamenti a climi stagionalmente più secchi.

La dispersione in Asia potrebbe essersi verificata via terra perché la dispersione a lunga distanza è stata riscontrata raramente nel genere Begonia. Si suppone, quindi, che la migrazione in Asia sia avvenuta attraverso la penisola arabica durante un picco climatico caldo e umido del medio Miocene (17-15 milioni di anni fa).

Questa ipotesi è coerente con le analisi filogenetiche e le ricostruzioni delle aree ancestrali di Begonia in Asia che indicano un’iniziale sua diversificazione attraverso l’India meridionale-Sri Lanka, Socotra e infine Asia continentale, per colonizzare, successivamente, da ovest a est l’arcipelago malese.

Begonia veitchii

Begonia veitchii ha un rizoma commestibile. Il decotto è usato in Perù come antinfiammatorio urinario, intestinale ed epatico, ma anche, a stomaco vuoto, come lassativo © Giuseppe Morlando

La diversificazione del genere Begonia, nel sud-est asiatico, potrebbe esser stata accelerata dal sollevamento delle montagne nel Pliocene e dalle ripetute glaciazioni nel Pleistocene (da 2,58 milioni di anni fa a 11.700 anni fa), con variazioni del livello del mare. Tuttavia le specie di Begonia non sono riuscite ad attraversare lo stretto di Torres, di appena 150 km, tra la Nuova Guinea e l’Australia né durante la sua emersione nel Pleistocene né quando il mare tornò a occupare lo stretto tra 12000 e 8000 anni fa. Infine il numero ridotto di specie in Africa si può spiegare, ma non completamente, ammettendo una loro estinzione a causa delle variazioni climatiche del Pleistocene.

La presenza di un maggior numero di specie solo in alcune aree africane porta a ipotizzare che le specie più vulnerabili siano sopravvissute alle variazioni climatiche delle ere glaciali, restando rilegate in aree di rifugio e quando il clima è tornato favorevole, si sono disperse verso l’esterno. È probabile, quindi, che le attuali regioni con un alto numero di specie di Begonia siano ex rifugi.

Begonia maculata, Begonia corallina

Originaria del Brasile, Begonia maculata ha fusti alti e legnosi e con articolazioni prominenti, simili a bambù © Giuseppe Mazza

Inoltre la maggior parte delle sezioni africane sono ben circoscritte e sembrano rappresentare taxa monofiletici, ad eccezione della sezione Mezierea che è polifiletica.

La presenza in Madagascar di circa 50 specie, quasi tutte endemiche, con la sola specie Begonia oxyloba Welw. ex Hook.f., presente anche nel continente africano, suggerisce che Begonia in Madagascar possa essere il risultato di un singolo evento di dispersione dall’Africa continentale e di una successiva radiazione nell’isola.

Dati cariologici rivelano che il genere ha un genoma molto dinamico, con variazioni del numero di cromosomi e delle loro dimensioni medie, e una struttura cromosomica differente, anche tra specie strettamente correlate. La presenza di particolari numeri cromosomici è importante per prevedere le barriere riproduttive tra le specie e la potenziale fertilità degli ibridi e può essere indicativa di una stretta relazione evolutiva.

In Begonia sono stati riscontrati numeri cromosomici somatici che variano da 2n=16 in B. rex Putz. a 2n= 156 in B. acutifolia Jacq. Tra questi estremi, è stata descritta un’ampia gamma di numeri cromosomici. Molte specie o cultivar mostrano numeri cromosomici di 2n = 26 o 28 (x = 13 o 14) o multipli di questi numeri. Le begonie tuberose orticole americane, derivate da incroci interspecifici presentano numeri cromosomici 2n = 27 e 28 (diploidi), 41 e 42 (triploidi), 52 e 56 (tetraploidi).

Nelle begonie asiatiche, il numero cromosomico più frequentemente osservato è 2n = 22 (x = 11) (Sez. Platycentrum e Sphenanthera), mentre il numero cromosomico base x = 15 può essere ritenuto ancestrale con derivati diploidi (2n= 30) o triploidi (2n=45). In Africa occidentale un numero considerevole di specie presenta 2n = 38 (Sez. Scutobegonia e Tetraphila) e in Africa orientale si riscontrano i numeri 2n= 22, 26 e 28 (Sez. Augustia e Rostrobegonia) con prevalenza del numero 26 e con l’unica eccezione di B. wollastonii Baker f. (= B. keniensis Gilg ) con 2n = 38 che si ritiene abbia origine triploide.

L’elevato numero di cromosomi è dovuto alla poliploidia la quale può dare origine a innovazioni morfologiche e quindi a nuove specie. I poliploidi si possono formare per mutazioni somatiche, in cellule meristematiche, o nei gameti che restano non ridotti (2n) per mancanza di meiosi. Infatti, è stato generalmente accettato che proprio i gameti 2n sono la causa della formazione dei poliploidi in natura.

Begonia aconitifolia, begonia metallica

Anche la Begonia aconitifolia, nota spesso in coltura come “begonia metallica”, fa parte delle begonie bambù © Manuel Hernández

La famiglia Begoniaceae annovera molte specie endemiche che sono elementi che più di altri caratterizzano la flora di un particolare distretto geografico. Sono entità esclusive per le loro strategie adattative ma sono anche gli elementi più fragili, esposti a rischi di estinzione per cause diverse. La loro scomparsa determinerebbe la perdita di biodiversità che non potrà mai più essere recuperata o ricostruita. Il genere Begonia, nella sola Cina, su 173 specie ha ben 141 endemiche, in Madagascar su 50 specie ne ha 48 endemiche e così per gli altri territori.

Poiché la pressione antropica negli ultimi anni è aumentata sempre più per i molteplici impieghi di queste piante, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN, International Union for Conservation of Nature) ha inserito le specie più a rischio nella “Lista Rossa” al fine di arginare questo fenomeno. Allo stato attuale il genere Begonia ha 74 specie inserite in questa lista. E precisamente: una specie è già estinta (EX) B. eiromischa Ridl., nove sono in pericolo critico (CR ), ventisette in pericolo (EN) e trentotto come vulnerabili (VU).

Il genere Hillebrandia, con la sola specie H. sandwicensis, non è incluso in questa lista pur presentando riduzione del suo areale naturale, merita, quindi, l’inserimento nella IUCN al fine di limitare il rischio della sua possibile estinzione. Al fine di sensibilizzare gli organi competenti riportiamo alcune informazioni di questo interessante endemismo.

Hillebrandia sandwicensis Oliv. è una specie esclusiva delle tre isole hawaiane Kauai, Maui e Molokai e cresce in burroni umidi e profondi all’ombra di una fitta foresta pluviale a quote comprese tra 900 a 1.800 m. È una specie erbacea con fusti ramificati carnosi che si ergono da rizomi sotterranei e possono raggiungere un metro di altezza. Le foglie, su un lungo picciolo, sono debolmente asimmetriche, trilobate, pelose, con nervature palmate, di colore verde-lucido. I fiori, in infiorescenze cimose, sono bianchi o rosa, unisessuali, attinomorfi, con 4-5 sepali e 4-5 petali. I fiori maschili hanno antere con deiscenza attraverso setti laterali. Quelli femminili hanno l’ovario semi infero, globoso, parzialmente 5-loculare, sormontato da 4 o 5 stili, alterni ai petali, biforcuti all’apice, con una fascia elicoidale continua di tessuto stimmatico. I frutti sono capsule pendule che liberano piccoli semi a maturità mediante pori. Nella stagione estiva la parte area della pianta muore per riformarsi e produrre i fiori da gennaio a giugno.

Sin dall’antichità molte specie di Begonia sono state utilizzate sia come piante alimentari sia come piante medicinali.

Begonia luxurians

Begonia luxurians è una specie originaria delle foreste pluviali del Brasile, dove può raggiungere i 2,5 m d’altezza © Charlie Pridham

La Begonia malabarica Lam., presente in India e Sri Lanka, è tradizionalmente utilizzata contro la ipoglicemia, come antimicrobico, per la guarigione delle ferite e nel trattamento dell’anemia.

In laboratorio estratti acquosi di foglie hanno mostrato buona attività antimicrobica contro Aspergillus niger e Vibrio cholerae, nel fusto e nei piccioli fogliari sono stati riscontrati flavonoidi, carboidrati, proteine, steroidi, resine, tannini e tioli e nelle foglie, mentre nel frutto flavonoidi, alcaloidi, fenoli, saponine e tannini.

In Nepal Begonia hatacoa Buch.-Ham. ex D.Don, erbacea perenne con foglie alterne e con piccioli irsuti densamente marroni e fiori con strisce rosa, è utilizzata per il succo del rizoma che serve a uccidere i vermi intestinali.

Begonia josephi A. DC., presente in Nepal centrale e orientale tra i 1000-2700 m di altitudine, è un’erba acaule perenne con tubero globoso e foglie peltate e fiori bianchi o rosa, i cui germogli vengono mangiati crudi o fermentati come sottaceti.

Begonia picta Sm. è una specie erbacea che cresce nelle alte montagne dell’Himalaya sulle sponde ombrose, sulle sporgenze rocciose delle zone umide fino a 2800 metri di altitudine.  Ha foglie a forma di cuore, color verde, con venature violacee, e fiori rosa che si aprono a fine estate-inizio autunno.

I teneri germogli e i fiori in India si fanno fermentare per essere consumati come sottaceti.  In alcune località indiane si consumano le foglie crude o cotte per il loro delizioso sapore aspro.

Il succo della pianta si beve, anche, per alleviare il mal di testa e quello delle foglie si utilizza per il trattamento delle ferite ai piedi.

Le foglie schiacciate sono utilizzate come impacco sui capezzoli doloranti durante l’allattamento. L’infuso della radice si assume, per via orale, per curare la stitichezza e il succo si usa come collirio per trattare la congiuntivite.

Le radici, i rizomi e i piccioli di Begonia heracleifolia Cham. & Schltdl. sono utilizzati in America centrale per curare una varietà di patologie dermatologiche tra cui ferite, infezioni cutanee (come l’acne), ma anche per i reumatismi.

In Malesia una piccola quantità di Begonia fimbristipula Hance si fa  bollire in acqua e il decotto si utilizza per alleviare la tosse, fermare emissione di sangue dalle vie respiratorie (emottisi) e per curare la febbre e la polmonite. Una pasta ottenuta dalla stessa pianta è applicata alle parti gonfie per distorsioni e ustioni. In Papua Nuova Guinea, la linfa raccolta dalle foglie di Begonia augustae Irmsch. è usata come rimedio per lenire le zone infiammate.

Begonia bipinnatifida

La Begonia bipinnatifida della Nuova Guinea ha fusti eretti, ramificati, color rosso intenso, a zig-zag fra i nodi. Per le foglie doppiamente pennate sembra una felce © Giuseppe Mazza

Nelle Filippine, le foglie di Begonia oblongata Merr. si utilizzano per contrastare l’effetto tossico degli ossalati di alcune specie di Dioscorea.

Le radici di Begonia grandis subsp. sinensis (A.DC.) Irmsch. si utilizzano in Cina per trattare le ustioni. Ricercatori russi hanno dimostrato le proprietà antimicrobiche di B. grandis Dryand. per la presenza, in estratti di foglie, di composti fenolici, compresi i flavonoidi, i terpenoidi e i composti carbonilici che, in laboratorio, sono stati attivi su ceppi microbici (Bacillus subtilis, Staphylococcus aureus) e su microrganismi fungini (Candida albicans).

In Malesia foglie di Begonia isoptera Dryand. ex Sm. si pestano e si applicano esternamente per alleviare il disagio causato dalla milza ingrossata, mentre in Yunnan (Cina) l’acqua delle foglie bollite si beve per curare il cancro. Sono, infatti, diverse le specie di Begonia (es. B. plebeja Liebm.) che in laboratorio hanno dimostrato di essere citotossici verso il melanoma, i tumori renali e cerebrali.

Begonia serratipetala

La Begonia serratipetala, ugualmente nativa della Nuova Guinea, ha foglie incurvate tra le nervature, di colore tendente al bronzo scuro o rosso-viola, con macchie rosa intense quando la luce è molto forte © Giuseppe Mazza

Il decotto del rizoma di Begonia veitchii Hook. f. nella Provincia di Paruro (Perù) è usato come antinfiammatorio urinario, intestinale ed epatico e, se bevuto a stomaco vuoto, come lassativo. Il rizoma intero è utilizzato come alimento.

Moltissime specie e più di 10.000 ibridi e cultivar del genere Begonia sono ornamentali e quindi economicamente importanti.

Si possono coltivare come piante da aiuola, nelle fioriere, nei cesti appesi e altri contenitori ma anche in vaso all’interno dei nostri appartamenti.

La maggior parte delle specie coltivate proviene da regioni molto calde, sono, infatti, piante da sottobosco delle foreste tropicali, è necessario, quindi, coltivarle all’ombra luminosa e solo poche tollereranno il pieno sole, specialmente nei climi più caldi. In generale, le begonie richiedono un terreno di coltura ben drenato che non sia costantemente bagnato né lasciato asciugare completamente. Molte begonie cresceranno e fioriranno tutto l’anno ad eccezione delle begonie tuberose, che di solito hanno un periodo di dormienza. Durante questo periodo di latenza, i tuberi possono essere conservati in un luogo fresco e asciutto.

Nei climi temperati le begonie si possono coltivare all’aperto come piante annuali oppure come piante da appartamento o da serra. La temperatura migliore per la maggior parte delle specie è compresa tra i 15 e i 18°C. Se coltivate in casa, bisogna evitare di porle in prossimità dei termosifoni, ma destinarle in ambienti dove la temperatura non superi i 18°C e dove l’atmosfera abbia una certa umidità. Le begonie, infatti, richiedono molta umidità, ma bisogna fare attenzione ai ristagni perché potrebbero favorire lo sviluppo di funghi sulle foglie come la muffa grigia (Botrytis cinerea Pers.). Batteri, come Xanthomonas axonopodis pv. begonia, possono provocare il disseccamento delle foglie e la presenza di afidi si manifesta con le foglie ingiallite e la caduta dei boccioli. Anche virus possono causare distorcimenti alle foglie e danni all’intera pianta. Secondo la natura delle diverse specie, la moltiplicazione delle begonie può avvenire per talea di germogli non fioriferi oppure da foglia a inizio estate, per divisione dei rizomi in primavera, per divisione dei tuberi in primavera oppure per seme a fine inverno.

Tradizionalmente gli orticoltori dividono le specie di Begonia di loro interesse in tre gruppi. Un gruppo è coltivato per le foglie, soprattutto B. rex e sue varietà e ibridi. In un altro gruppo rientrano begonie sia a fiori piccoli come su B. cucullata Willd. (conosciuta come B. semperflorens Link & Otto) sia a fiori grandi, tra cui le begonie tuberose, come B. rosaeflora, B. veitchii, B. boliviensis A.DC. e B. × tuberhybrida Voss. In un terzo gruppo rientrano quelle con fiori e foglie molto ornamentali come B. scharffii Hook.f.  e B. aconitifolia A.DC.

Begonia echinosepala

Fiori maschili di Begonia echinosepala, endemica nel sud-est del Brasile, con 4 tepali. Gli esterni hanno il dorso ricoperto da sporgenze simili a spine © Giuseppe Mazza

L’American Begonia Society, fondata nel 1932, ha proposto una nuova suddivisione delle begonie coltivate ripartendole in otto gruppi: 1) Gruppo delle bambù (Cane-like), 2) Gruppo ad arbusto (Shrub), 3) Gruppo con rizomi (Rhizomatous), 4) Gruppo Semperflorens (Semperflorens), 5) Gruppo con tuberi (Tuberous), 6) Gruppo Rex, 7) Gruppo rampicanti e ricadenti (Trailing – Scandent), 8) Gruppo a fusti carnosi (Thick Stemmed).

Gruppo delle begonie bambù

Sono begonie che presentano gli steli alti e robusti, con nodi e internodi che ricordano le canne di bambù. Citiamo Begonia × albopicta W.Bull, conosciuta come “tamaya”. È originaria della foresta tropicale del Brasile e ha fusti rigidi, alti fino a 90 cm, foglie (15-30 cm) di forma eccentrica, color verde bottiglia, maculate di argento, e fiori color corallo in eleganti infiorescenze pendule. È una pianta da interno coltivata soprattutto per il fogliame decorativo.

Begonia odorata

Begonia odorata ‘Alba’ è una varietà cespugliosa perenne con foglie lucide, succulente ed eleganti infiorescenze dai fiori bianchi debolmente profumati. Originaria dei Caraibi, cresce bene all’ombra ma sopporta anche il pieno sole © Scott Zona

Begonia aconitifolia A.DC. conosciuta come begonia metallica, cresce velocemente formando un folto cespuglio ricco di ramificazioni con foglie blu verdi, lobate, ovate e punteggiate d’argento che ricordano quelle dell’aconito, da cui prende il nome. Ha fiori penduli bianchi e rosa e raggiuge i 3 metri di altezza.

Begonia maculata Raddi (= B. corallina Carrière) è una pianta arbustiva con fusti alti e legnosi e con articolazioni prominenti, simili a bambù, originaria del Brasile, dove può superare il metro di altezza con le numerose foglie persistenti che raggiungono i 20 cm di color verde scuro, punteggiate da macchie bianche irregolari sulla pagina superiore e rosse in quella inferiore. I fiori sono bianchi in grandi infiorescenze. È una pianta da ombra o mezz’ombra, facile da coltivare se si ha l’accortezza di lasciare asciugare leggermente il terriccio tra un’annaffiatura e l’altra.

Gruppo ad arbusto

Sono diverse le specie di Begonia che sono arbustive con un elevato numero di steli. Si coltivano principalmente per il bel fogliame.

Tra queste citiamo Begonia incarnata Link & Otto, pianta perenne sempreverde del centro America, alta fino a un metro, con grandi foglie asimmetriche e di colore verde aventi una lucentezza metallica. I fiori sono piccoli, color rosa e pelosi. In coltivazione non sopporta temperature più basse di 10°C. Per la sua bellezza ha ricevuto il premio “Garden Merit” dalla Royal Horticultural Society.

Begonia odorataAlba’ è una varietà cespugliosa perenne con foglie lucide, succulente e con eleganti infiorescenze di fiori bianchi debolmente profumati. Questa begonia, originaria dei Caraibi, è nota per la sua capacità di sopportare il sole forte, mentre si comporta altrettanto bene all’ombra. Si può coltivare in terreni mediamente umidi e leggermente acidi, ma ben drenati, o in cesti appesi o in contenitori per portici coperti.

Begonia bipinnatifida J.J.Sm. è un arbusto con fusti eretti, ramificati, color rosso intenso, a zig-zag fra i nodi. Le foglie misurano fino a 12 cm di lunghezza e 5 cm di larghezza. La pagina superiore è di colore verde intenso mentre quella inferiore è rosso intenso. Le foglie sono doppiamente pennate, assomigliano a quelle di una felce. I fiori sono piccoli, quelli maschili con due tepali rosa e a forma di rene, quelli femminili a cinque tepali uguali anch’essi color rosa, oblunghi o ellittico-ottusi. Gli stili sono eretti, filiformi, divergenti, gialli. Gli stimmi, anch’essi di colore giallo, hanno forma a mezzaluna contorta. L’ovario è a tre ali e di colore rosa intenso. Questa specie è piuttosto difficile da coltivare, richiede molta umidità ambientale, deve essere innaffiata con cura e concimata regolarmente.

Begonia masoniana

Nota pianta d’appartamento, la Begonia masoniana è una rizomatosa del Messico tropicale alta fino a 50 cm. Le grandi foglie asimmetriche, ricoperte di peli rossastri, sono di un bel verde smeraldino con prominente motivo scuro al centro che ricorda la Croce di Ferro del Regno di Prussia. I modesti fiori sono piccoli e bianchi © Giuseppe Mazza

Begonia echinosepala Regel, è una specie arbustiva endemica nel sud-est del Brasile, dove cresce esclusivamente nella Foresta Atlantica nei fondi delle valli, su pendii e rocce poco esposti al deflusso delle acque piovane, e nelle zone rocciose in prossimità di piccoli corsi d’acqua. Può raggiungere i 180 cm di altezza e ha fusti con internodi lunghi fino a 5 cm.

Le foglie sono verdi e allungate, da oblunghe a lineari e misurano 7-8 cm di lunghezza e 2-3 di larghezza e hanno base asimmetrica, un apice acuminato e un margine ciliato e dentato, con un sottile bordo rosso-rosato. Il picciolo è leggermente peloso e forma un angolo retto rispetto a quello della foglia. Le stipole sono persistenti, erette, da ovali a lanceolate. I fiori sono bianchi disposti in cime pauciflore. I fiori maschili hanno 4 tepali, i 2 esterni sono orbicolari e con il dorso ricoperto da sporgenze simili a spine molli, da cui deriva il nome della specie, gli interni sono obovati. Gli stami hanno antere prominenti gialle. I fiori femminili hanno 5 tepali disuguali e 3 stili gialli intrecciati a spirale. L’ovario è infero, triloculare, oblungo, con tre ali. Il frutto è una capsula triloculare, oblunga, attraversata da tre ali disuguali. L’impollinazione avviene tramite api.

Begonia floccifera

Begonia floccifera, nativa delle foreste indiane d’altitudine, è una specie rizomatosa con grandi foglie orbicolari, cordate, larghe fino a 18 cm. Le ricche infiorescenze sono cime composte lunghe 30-45 cm © Giuseppe Mazza

Questa specie è stata introdotta in orticoltura nel 1871 con produzione di numerose varietà, come B. echinosepala var. elongatifolia caratterizzata da foglie piccole, fiori numerosi, fragranti e bianchi. È una forse una begonia più diffusa in coltivazione.

Begonia luxurians Scheidw. è una specie sempreverde, originaria delle foreste pluviali del Brasile, che può raggiungere 2,5 m di altezza. Ha fusti rigidi, eretti rosso-porpora, sormontati da lunghe foglie palmate, larghe circa 25 cm, ognuna divisa in foglioline lanceolate e pelose, color verde intenso con sfumature rossastre nella pagina inferiore.  I fiori, disposti in cime, sono piccoli, profumati, di colore dal giallo pallido al bianco e si ergono sopra le foglie dalla primavera all’estate. Questa specie ha ricevuto il premio “Garden Merit” dalla Royal Horticultural Society. In coltivazione richiede luce solare screziata o ombra brillante e terreno fertile ben drenato ma mantenuto uniformemente umido che non deve asciugarsi, meglio se in contenitori che ne permettano il ricovero invernale perché teme il gelo.

Begonia serratipetala Irmsch. è una pianta a portamento cespuglioso, alta fino a 50 cm con fusto eretto e frondoso, originaria della Nuova Guinea. Le foglie, con la superficie incurvata tra le nervature, sono lanceolate con un bordo seghettato e di colore bronzo scuro o rosso-viola con macchie rosa che diventano più pronunciate in condizioni di luce molto forte. I fiori sono piccoli, rosa intenso, su corti peduncoli, in infiorescenze aperte. In coltivazione è bene usare terriccio ben drenante e tenerla in ambente con umidità elevata.

Gruppo con rizomi

Hanno fusto ingrossato, sotterraneo, eretto o strisciante e si coltivano per l’eleganza delle foglie e, talora, dei fiori. Una bellissima pianta perenne alta fino a 50 cm è Begonia masoniana Irmsch. ex Ziesenh. Ha foglie grandi, asimmetriche, ricoperte di peli rossastri, di un bel verde con un prominente motivo marrone scuro al centro di ogni foglia, che ricorda la Croce di Ferro del Regno di Prussia. I fiori sono piccoli, bianchi, disposti in pannocchie erette. Si coltiva, quasi esclusivamente, per il suo bel fogliame. Teme il freddo perciò nelle regioni a clima temperato la coltivazione deve essere in serra o in casa.  Un’altra specie di questo gruppo è Begonia bowerae Ziesenh. del Messico tropicale. È sempreverde, rizomatosa e strisciante, alta 25-30 cm, e si coltiva principalmente per le sue foglie a forma di cuore di color verde smeraldo con macchie color cioccolato e setole ai bordi. Produce lassi grappoli di fiori bianchi colorati di rosa che si ergono sopra le foglie a fine inverno e all’inizio della primavera. È un’ottima pianta da interno, in vasi o in cesti appesi, grazie ai suoi colori e alla crescita relativamente rapida. Può essere, anche, coltivata all’aperto per tutto l’anno nelle zone a inverni miti, dove non si ha gelo, per formare un bel prato tappezzante. Predilige l’ombra parziale e terreni organicamente ricchi e ben drenati.

Begonia staudtii

Molto apprezzata dai collezionisti, per la crescita moderata e la tessitura a rilievo delle foglie, Begonia staudtii è una specie rizomatosa, originaria della Nigeria e del Camerun occidentale. Cresce in terreni sabbiosi e su rocce, oppure, come epifita, su tronchi d’albero. Gli insoliti piccoli fiori hanno due tepali e colori che variano dal giallo all’arancio © Giuseppe Mazza

Questa begonia richiede alta umidità durante la crescita ma fra un’annaffiatura e l’altra bisogna lasciare asciugare il terreno. L’irrigazione eccessiva può causare malattie fungine e marciumi. Si moltiplica mediante talee o sezioni del rizoma.

Nel 2005 due botanici taiwanesi hanno descritto una nuova specie rinvenuta nella montagna Chuyunshan che significa “Montagna sopra le nuvole” a Taiwan. Si tratta di Begonia chuyunshanensis C.I Peng & Y.K.Chen., un’erba perenne alta 40-85 cm con fusti eretti, rizomi poco sviluppati e striscianti o assenti. Le foglie sono oblique, disuguali, cordate al picciolo, da lanceolate a ovate, lunghe 9-18 cm e larghe 4-7 cm. Il picciolo è glabro, lungo 6-30 cm, fino a 8 mm di diametro. Le infiorescenze sono lunghe 5-16 cm, ascellari, con fiori bianchi o leggermente rosati. I fiori maschili hanno 4 tepali disposti trasversalmente e stami gialli a clava, i fiori femminili hanno 5 (6) tepali obovati o largamente ovati con pistilli aventi 3 stimmi giallastri. Il frutto è una capsula tricuspide loculicida con 3 ali triangolari di dimensioni disuguali e contenenti  numerosi semi. Questa specie, rara in coltivazione e resistente a -8 °C, richiede ambiente parzialmente ombreggiato in una posizione fresca e riparata in terreno umido, ricco di humus e ben drenato.

Begonia aptera Blume è diffusa in gran parte del sud-est asiatico [Giava, Indocina e Cina occidentale (Yunnan e Hainan)]. Cresce nel sottobosco ad altitudini da 500 a 2.000 m. È una pianta in un po’ succulenta con radici rizomatose. Il fusto è glabro, robusto, ramificato, alto fino a 1 m. Le foglie sono alterne, oblunghe, 15-20 cm lunghe e 5-7 cm larghe, acuminate all’apice, cordate o auricolate alla base, dentate ai margini, di colore verde brillante nella pagina superiore e grigio opaco in quella inferiore. È una specie monoica con fiori presenti da maggio a settembre e disposti in cime ascellari. I fiori maschili, bianchi o rosa pallido, hanno 4 tepali, gli esterni più grandi, e numerosi stami gialli. I fiori femminili, anch’essi bianchi o rosa pallido, hanno 6 tepali e un ovaio infero sormontato da 3 stili bifidi all’apice e stimma papilloso e ripiegato a spirale. Il frutto è una capsula simile a una bacca, senza ali, debolmente globose. I semi sono minuti e molto numerosi.

Begonia floccifera Bedd. è una specie erbacea sempreverde, rizomatosa, acaule, alta fino a circa 25 cm. Ha foglie reniformi od orbicolari, cordate, larghe fino a 18 cm, dentate ai margini, pubescenti nella pagina inferiore, glabre e di colore verde intenso in quella superiore. Le infiorescenze sono cime composte, lunghe 30-45 cm. I fiori emergono in primavera, quelli maschili hanno 2 tepali di colore bianco e numerosi stami con le antere troncate all’apice e quelli femminili 4 tepali  bianchi e stimmi ramificati. L’ovario è infero, con tre ali che forma capsule di 1,3×1,5 cm contenenti piccoli semi di colore marrone. Questa specie vive in India, nelle foreste umide a circa 1000 m di quota.

Begonia villifolia

Begonia villifolia è una specie rizomatosa, nativa delle foreste dello Yunnan, che cresce sulle rocce dei pendii umidi ombreggiati o lungo i ruscelli a 1600-1700 m d’altitudine © 阿橋

Per la coltivazione si consiglia un terriccio ben drenato con umidità del 65% -85%, temperatura di 15-20 °C e un’esposizione a mezz’ombra. Se coltivata in casa, la luce naturale di una finestra esposta a ovest, così come l’irrigazione con un fertilizzante liquido diluito quando il terreno è asciutto, favorisce la fioritura a partire da aprile.

Begonia staudtii Gilg (= Begonia staudtii var. dispersipilosa Irmsch.) è una specie rizomatosa, originaria della Nigeria e del Camerun occidentale. Cresce in terreni sabbiosi e su rocce oppure, come epifita, su tronchi d’albero, nelle aree con elevata umidità spesso in prossimità di ruscelli e fiumi. Ha steli alti fino a 12 cm con foglie peltate, ovali, acuminate, di media grandezza, aventi la pagina superiore con piccole protuberanze coperte da peli bianchi trasparenti e l’inferiore con peli rossi simili a spine. Le foglie giovani sono, generalmente, ricoperte di peli bianchi. I fiori maschili e femminili hanno due tepali e colori che variano dal giallo all’arancio. È una pianta molto apprezzata dai collezionisti, a crescita moderata, per la tessitura a rilievo delle sue foglie.

Begonia semperflorens

Al Gruppo Semperflorens appartengono begonie molto diffuse in coltura, note col nome di “begonie di cera” o “begoniette semprefiorite” per l’aspetto ceroso delle foglie e la copiosa ininterrotta fioritura. Varietà coltivate come annuali per splendide aiuole, nate da antichi ibridi della Begonia semperflorens, oggi sinonimo di Begonia cucullata © Giuseppe Mazza

Begonia villifolia Irmscher è una pianta erbacea che cresce su rocce dei pendii umidi ombreggiati o lungo i ruscelli a quote 1600-1700 m s.l.m. nelle foreste dello Yunnan (Cina meridionale).

Ha rizomi poco sviluppati e fusti alti fino 80 cm. Le foglie, sorrette da piccioli lunghi fino a 36 cm, hanno stipole oblungo-ovate membranose e lamina ovata, asimmetrica, 9-34 × 7-25 cm, villosa, con margine seghettato e venature palmate. Le infiorescenze sono lunghe 5-6 cm, densamente villose e con brattee caduche. I fiori maschili hanno 4 tepali, bianchi, villosi con numerosi stami e filamenti  liberi con antere ellittiche. I fiori pistilliferi sono su peduncoli di 1-2 cm e hanno 5 tepali di forma variabile, villosi. Anche l’ovaio è densamente villoso con 2 stili fusi alla base e stimmi con 2 fessure.

Il frutto è una capsula ellissoide, con tre ali disuguali; quelle laterali sono più piccole dell’ala centrale. Questa pianta fiorisce da maggio a luglio e fruttifica a fine luglio.

Begonia tuberhybrida

Begonia × tuberhybrida è la varietà da tuberi più diffusa, con grandi fiori, spesso doppi, e colori brillanti. Va a riposo d’inverno, ma rispunta in primavera da grossi tuberi © Giuseppe Mazza

Gruppo Semperflorens

A questo gruppo appartengono begonie molto diffuse in coltivazione principalmente per l’aspetto ceroso delle loro foglie e per questo chiamate “begonie di cera” ma anche “begoniette semprefiorite”.

Si tratta di begonie che sono state ibridate nel corso degli anni utilizzando come capostipite la specie Begonia semperflorens Link & Otto, oggi sinonimo di B. cucullata Willd.  Le molte cultivar derivate da questa specie si coltivano come piante da aiuola, annuali nei climi freddi, perenni e sotto forma di piccoli arbusti in aree a clima tropicale o mite. Hanno foglie lucenti, carnose, per lo più di due colori, verde e bronzo ma esistono tipi variegati ed anche con giovani foglie bianche.

I fiori, talora doppi, sono piccoli, a 4 tepali carnosi, di colore bianco, rosa o rosso che si riscontrano sulla pianta dalla fine della primavera fino all’inizio dell’autunno.

Begonia boliviensis

Begonia boliviensis è una specie originaria delle foreste pluviali montane delle Ande. Gli steli, con fiori a grappoli, nascono da un tubero e possono raggiungere i 45 cm © Ashitaka-f

Un’altra specie inserita in questo gruppo è Begonia subvillosa Klotzsch (= B. schmidtiana Regel), piccola pianta originaria del Brasile, caratterizzata da molti rami con foglie pelose, color verde scuro, e fiori, dal bianco al rosa, presenti sulla pianta dalla primavera all’autunno.

Gruppo con tuberi

Sono begonie caratterizzate da un grosso tubero, da cui a primavera si forma la nuova vegetazione mentre in inverno vanno in riposo. A questo gruppo appartengono i tanti ibridi (Begonia × tuberhybrida Voss) coltivati per le fioriture estive dai brillanti colori. Sono piante conosciute in tutto il mondo e impiegate per formare aiuole nei climi temperati, mentre come piante da serra o da appartamento nei climi freddi. Generalmente si coltivano per la bellezza dei fiori, ma talora anche per le foglie. I fiori possono essere semplici o doppi e di molti colori. Esiste anche il tipo a semi-tubero che non ha tuberi ma un fusto tozzo e allargato, a forma di fiasco, che ha funzione di organo di riserva.

Begonia miranda

Ugualmente tuberosa, Begonia miranda è nativa delle foreste montane dello Yunnan. Cresce in luoghi umidi sui pendii rocciosi o valloni a 1200-1600 m d’altitudine © 阿橋

In genere sono piante con foglie piccole e fiori bianchi e talora rosa. Sembrano bonsai naturali per la base gonfia che porta i piccoli steli e le foglie.

Begonia bufoderma L.B.Sm. & Wassh. ha grandi foglie allungate che raggiungono anche i 40 cm di lunghezza, color verde intenso, ruvide al tatto. I fiori sono bianco-verdastri e profumati.

Begonia boliviensis A.DC. è una specie molto interessante, originaria delle foreste pluviali montane delle Ande in Bolivia e in Argentina. Cresce nelle fessure delle rocce e nei pendii vicino a corsi d’acqua. Gli steli si formano da un tubero e possono raggiungere i 45 cm.  I fiori sono disposti in grappoli che pendono dalle ascelle delle foglie superiori e hanno 4 tepali pendenti dai colori vivaci (generalmente rossi o arancioni) che contribuiscono all’effetto pendente della pianta. Si può coltivare come pianta da vaso oppure nei giardini a clima mite.  Esistono diverse varietà e cultivar.

Begonia gracilis

Begonia gracilis cresce nella foresta mesofila montana del Messico, tra 2000 e 2600 m d’altitudine, rispuntando, grazie al tubero, dopo la cattiva stagione © Mark Egger

Citiamo B. boliviensisCopacagana’ a fiori rossi, salmone o arancione, molto resistente alle malattie e tollerante, anche, del pieno sole. La cultivar B. boliviensisBonfire’ cresce bene in contenitori o  in ceste sospese e raggiunge i 60 cm di altezza. Ha fiori di colore arancione brillante a forma di campana che coprono la pianta dalla tarda primavera all’estate.

Begonia miranda Irmsch. è originaria dello Yunnan (Cina) e cresce in luoghi umidi sui pendii rocciosi o in valli di foreste da  1200 a 1600 metri sul livello del mare. È una pianta erbacea di medie dimensioni. Il rizoma è pressoché sferico, di 1-2 cm di diametro. Le foglie sono grandi (16-21 cm) tutte basali, con margine ovato quasi rotondo, sorrette da un lungo picciolo (28-32 cm). Le nervature sono ricoperte da lunghi peli, più densi vicino al picciolo; le stipole cadono presto. Lo scapo fiorale può raggiungere i 28 cm di altezza, è sottile e debole, con fiori color rosa. I fiori maschili hanno 4 tepali e molti stami, le antere sono a forma di cuneo obovato; i fiori femminili hanno 6 tepali.

Begonia rex

Le Begonie rex costituiscono un gruppo coltivato principalmente per la bellezza delle foglie. Gli innumerevoli ibridi sono nati da vari incroci con specie rizomatose della Begonia rex, originaria dell’India nord-orientale, del Vietnam e della Cina meridionale, dove cresce all’ombra delle foreste o all’ingresso di grotte e anfratti, a 4000 m di altitudine © Giuseppe Mazza

Il frutto è una capsula ricadente sorretta da un peduncolo lungo 2,5-3 cm con 3 ali di circa 1,5 cm, una a forma di lingua, le altre 2 a mezzaluna. I semi sono molti, piccoli, marrone chiaro, lisci. Questa specie fiorisce in ottobre e fruttifica a novembre.

Begonia gracilis Kunth vive sulle montagne del Messico nella foresta mesofila montana, tra 2000 e 2600 m di quota.

È una pianta erbacea sempreverde, alta fino a 50 cm, con base tuberosa e fusto pubescente o glabro, recante, spesso, bulbilli all’ascella delle foglie.

Le stipole sono persistenti, verdi, e i piccioli esili che portano foglie, color verde-marrone, ovate o ellittiche (cuoriformi), con i margini ondulati.

I fiori si formano all’inizio dell’estate. Quelli maschili, su peduncoli rossastri, hanno 4 tepali, glabri, di colore rosa, con numerosi stami su una corta colonna. I fiori femminili hanno 5 tepali e stili bifidi.

Il frutto è una capsula ellissoide con tre ali ineguali, quella più grande triangolare le altre a semiluna. A maturità la capsula libera molti piccoli semi.

Begonia veitchii Hook.f. è una specie originaria del Perù, della Bolivia e in parte dell’Argentina.

Cresce su rocce ombrose, pendii rocciosi e vecchi muri, situati ai piedi della catena montuosa delle Ande ad altitudini fra 2000 e 4000 m.

Sono piante erbacee perenni, con fusti aerei ridotti o mancanti e con radici tuberose. Le foglie, sorrette da corti e robusti piccioli pelosi, sono di colore verde scuro nella pagina superiore e verde chiaro in quella inferiore, con i margini rossi e ciliati. Lo scapo è eretto, in sezione quasi circolare, con brattee membranose, oblunghe, rosso-rosato.

I fiori sono di colore rosso vermiglio, i maschili, più grandi delle femminili, con 4 tepali ovati e con stami numerosi, i femminili con 5 tepali, ovario infero e stilo trifido. I frutti sono capsule. Questa specie, raccolta nelle Ande peruviane, vicino a Cusco (sud-est del Perù), dal botanico e collezionista Richard Pearce (1835 – 1868) fu da lui introdotta in Inghilterra nel 1866 e presto incrociata con altre specie (B. boliviensis, B. pearcei Hook.f.). Gli incroci hanno dato origine a numerosi ibridi da giardino (B.× tuberhybrida) a fiori grandi e variamente colorati (bianco, giallo, arancione, fucsia, giallo-arancio, ecc.).

Begonia vareschii

Begonia vareschii, nativa delle gole rocciose ed umide nello stato di Barinas in Venezuela fa parte del gruppo delle Begonie rampicanti e ricadenti © René Stalder

Gruppo Rex

In questo gruppo (chiamato anche Begonia rex-cultorum) è inserita Begonia rex che è la specie più diffusa e conosciuta. È originaria dell’India nord-orientale, del Vietnam e della Cina meridionale, dove cresce sotto le foreste o all’ingresso di grotte e anfratti, a 4000 metri di altitudine. È una specie erbacea che arriva fino a 40 cm di altezza. Ha rizomi allungati da cui fuoriescono direttamente le grandi foglie asimmetriche, fino a 30 cm di lunghezza e 20 cm di larghezza, con una base obliqua a forma di cuore e con il lobo maggiore sovrapposto al minore, con i bordi seghettati e ciliati e con l’apice appuntito. La pagina superficie è di colore verde con una grande macchia argentata a forma di ferro di cavallo (nelle cultivar da giardino si ha una varietà di colori con screziature verde chiaro, grigio, argento, rosso, rosa brillante), mentre quella inferiore è, in genere, di colore rosso violaceo. Le foglie sono sorrette da piccioli lunghi fino a 35 cm. I fiori sono poco appariscenti, in genere color rosa. Quelli maschili hanno 4 tepali, i 2 esterni ovali o oblunghi e i 2 interni stretti. Gli stami sono numerosi con antere gialle prominenti.

Begonia ampla

Begonia ampla è un’epifita rampicante della Guinea Equatoriale. Cresce nella foresta umida a 1200-1800 m di quota con fusti striscianti, radicanti ai nodi, lunghi anche due metri. I due tepali dei fiori maschili, rosa o bianchi, mostrano spesso striature longitudinali rosa scuro. I frutti, di colore bianco o arancio, sono carnosi e indeiscenti, tipo bacca © Robert Combes

I fiori femminili, sorretti da peduncoli, hanno 5 tepali disuguali, ellittici o largamente ovali, 2 stili e stimmi a spirale e un ovario infero, glabro e biloculare. In genere la fioritura avviene nel mese di maggio e la fruttificazione ad agosto. Il frutto è una capsula pendula, con tre ali disuguali, la più grande larga fino a 2,5 cm e le altre due larghe 0,5 cm.

A questo gruppo sono incluse begonie ottenute da incroci tra B. rex Putz. con altre begonie rizomatose. Esse si coltivano principalmente come piante da appartamento per la bellezza delle foglie. Tra le numerose varietà e cultivar citiamo: B. ‘Curly Fireflush’ dalle splendide foglie a spirale, ricoperte da soffice peluria rossa e color verde chiaro con aree color rosso scuro; l’interessante B. ‘Venetian Red’, una pianta perenne sempreverde, rizomatosa, con grandi foglie grigio-verdi irregolarmente lobate che diventano rosso intenso con venature bianche bordate di nero.

Gruppo rampicanti e ricadenti

Il gruppo include begonie rampicanti e ricadenti che si coltivano, principalmente, per la bellezza dei loro fiori che si formano di solito in primavera.

Begonia ampla Hook.f., è originaria della Guinea Equatoriale e cresce nella foresta umida a 1200- 1800 m di quota. È un’epifita che si arrampica su alberi o su rocce. I fusti sono striscianti e lunghi fino a 2 m, radicanti ai nodi, generalmente non ramificati che diventano legnosi con l’età. Le foglie sono spesse e carnose, di colore verde con macchie rosse lungo la nervatura centrale. I fiori sono bianchi con macchie color rosa.  Le infiorescenze sono ascellari, sottese da due brattee persistenti, e portano fiori maschili e femminili. I fiori maschili hanno due tepali rosa o bianchi, spesso con striature longitudinali color rosa scuro. Gli stami sono numerosi con i filamenti liberi o fusi solo alla base. I fiori femminili hanno 2 tepali rosa o bianchi, con ovaio brevemente stipitato, quadriloculare, senza ali, 4 stili biforcuti all’apice ritorti a spirale, con papille stigmatiche dal giallo al verdastro. I frutti si sviluppano all’interno delle brattee e a maturità hanno colore da bianco ad arancio, sono carnosi, indeiscenti, tipo bacca.

Begonia pendula Ridl. è un’esile pianta rampicante che cresce a 250-300 metri sul livello del mare, sulle pareti rocciose calcaree, coperte di muschio, all’ombra della foresta pluviale nello Stato di Sarawak (Malesia). Ha radici molto sottili e fragili, foglie su peduncoli rossi che pendono verso il basso, a forma di dardo asimmetrico, color verde chiaro talora scuro, raramente macchiate di bianco, con venature appena visibili.

Begonia egregia

Begonia egregia, inserita nel gruppo delle Begonie a fusto carnoso, è originaria del Brasile. Fusti legnosi di 80 cm e fiori bianchi, riuniti in grandi grappoli che si aprono in primavera. È una pianta facile da coltivare, resistente al freddo © Mark Housman

I fiori sono rosso vivo quando ancora chiusi, poi bianchi; i maschili hanno 2 tepali, i femminili 4-5 tepali.

Questa specie, descritta nel 1906, non deve essere confusa con le forme orticole delle begonie tuberose a portamento ricadente, dette “pendula”.

Begonia vareschii Irmsch. è una specie che vive in gole rocciose umide nello stato di Barinas (Venezuela). Ha fusti esili, flessibili, glabri, striscianti al suolo, che radicano ai nodi e foglie asimmetriche, obovate, con apice acuto e base obliqua cordata, margini dentati, prima giallastre poi verdi scure con pochi peli bianchi e venature bianche. I fiori sono solitari o in coppia, di colore bianco, alle ascelle delle foglie, quelli maschili hanno 4 tepali ovati e quelli femminili che si formano dopo i maschili, hanno 5 tepali oblunghi.

Gruppo a fusti carnosi

I tipi a fusti spessi e carnosi non sono così ampiamente coltivati ​​anche se disponibili nei vivai in varie forme. La maggior parte di essi non ramifica ma forma nuovi getti dalla base. Gli steli si vedono spessi perché le foglie inferiori cadono e di solito restano solo quelle agli apici rendendo molto attraenti queste piante che sono certamente insolite ma interessanti da coltivare.

Begonia egregia N.E.Br. è un’affascinante begonia sempreverde originaria del Brasile con fusti legnosi alti fino a 80 cm e solitamente nudi tranne l’apice. Le foglie sono alterne, grandi, lunghe e strette di colore verde brillante, pelose e con il bordo leggermente seghettato rossiccio. I fiori sono bianchi, in grandi grappoli, che si aprono in primavera. È una pianta facile da coltivare e resistente al freddo.

Generi: Begonia, Hillebrandia.

 

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