Calotomus carolinus

Famiglia : Scaridae

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Testo © Giuseppe Mazza

 

Calotomus carolinus

I maschi di Calotomus carolinus si riconoscono facilmente, a prima vista, per il disegno raggiato intorno agli occhi © Keoki Stender

Noto per lo più nelle varie lingue come Pesce pappagallo delle Isole Caroline o Pesce pappagallo dagli occhi stellati per il disegno raggiato intorno agli occhi, Calotomus carolinus (Valenciennes, 1840) appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Perciformes ed alla famiglia degli Scaridae, i cosiddetti pesci pappagallo, inquadrati in una decina di generi ed un centinaio di specie.

I vivaci colori fanno infatti pensare ai variopinti pappagalli dei tropici, e come loro hanno in genere un robusto becco nato dalla fusione dei denti su entrambe le mascelle per ripulire il reef dalle alghe incrostanti.

Calotomus carolinus

A differenza d’altre specie di pesci pappagallo, Calotomus carolinus, che qui sembra sorridere per la foto sollevando le gengive in parte coprenti, non ha inoltre i denti saldati fra loro per formare un becco. Anche se talora raschia le incrostanti, si nutre infatti d’alghe più consistenti e fanerogame, che taglia, a mo’ di forbice, con i denti embricati © Scott Rettig

Ma in Calotomus carolinus questa fusione non c’è stata, ed i denti mascellari sono ancora lì, su più righe, per recidere di netto, a mo’ di forbici, alghe bentoniche diverse e più consistenti, come quelle tondeggianti del genere Padina e le fanerogame delle praterie sommerse.

Il nome del genere Calotomus, nasce infatti, non a caso, da “καλός” (kalos), bello, e “τομος” (tomos), tagliente, con riferimento appunto ai tagli perfetti che compiono grazie ai denti embricati, mentre il termine specifico carolinus ci ricorda in latino che è un pesce frequente nel Pacifico occidentale alle Isole Caroline, la località indicata da Valenciennes.

Calotomus carolinus maschio

Qui un maschio in tutto il suo splendore. I disegni rosati del capo sono ripresi dai tratteggi sulle pinne e quelli verticali delle squame © Keoki Stender

Zoogeografia

In realtà la distribuzione di questa specie è molto più vasta. Non si limita alla Micronesia e nuota in quasi tutte le acque dell’Indopacifico tropicale.

Rimpiazzato nel Mar Rosso dall’analogo Calotomus viridescens, lo troviamo a titolo indicativo, partendo dal Golfo di Oman e il Golfo di Aden lungo la costa africana, in Kenya, Tanzania e Mozambico, fino al Sud Africa.

Calotomus carolinus

Il colore di fondo può cambiare secondo le circostanze ma il disegno stellato è sempre visibile © J. Thomas Barnes

È presente alle isole della Riunione, Maurizio, Seychelles, Chagos, Maldive e Cocos, lungo le coste della Tailandia, Indonesia, Timor-Leste, Papua Nuova Guinea, Australia, Isole Salomone e Nuova Caledonia.

Verso Nord ha colonizzato le acque di Palau, Filippine, Taiwan, RyuKyu ed il sud del Giappone.

A levante lo ritroviamo alle Isole Ogasawara, alle Marianne Settentrionali e Guam.

È frequente in Micronesia, con le citate Isole Caroline di Valenciennes, alle Isole Marshall, Kiribati, Samoa, Niue, Tonga, Cook, Tahiti, Polinesia Francese, Isole Marchesi, Pitcairn e infine le Galapagos. Più a Nord ha raggiunto anche le Isole di Johnston, le Hawaii, le Isole Revillagigedo e le coste del Messico.

Ecologia-Habitat

Anche se sono stati segnalati avvistamenti intorno ai 70 m di profondità, Calotomus carolinus è un pesce diurno bentopelagico che nuota in genere poco sotto il limite della bassa marea, fra rocce ricche di alghe e le formazioni madreporiche che fiancheggiano i fondali sabbiosi e detritici, dove crescono le fanerogame di cui si nutre, piante che hanno notoriamente bisogno di luce.

Morfofisiologia

Il corpo degli adulti, poco compresso lateralmente, può superare il mezzo metro, col dorso relativamente alto ed un arco ventrale pronunciato.

Il capo è massiccio, il muso allungato con un profilo che richiama la caratteristica forma a becco degli Scaridae e labbra che nascondono buona parte dei denti. Ma qui, come abbiamo visto, i mascellari non si sono fusi per formare due grandi piastre e appaiono disposti ad incastro: una fila in alto, con 1-4 canini in fondo, ed una fila in basso, rinforzata sul davanti da altre file di denti sovrapposti.

Qui i faringei, a differenza dei classici pesci pappagallo che triturano madrepore producendo sabbia, servono solo a sminuzzare le alghe che brucano intere, tagliandole e strappandole spesso a mazzi con violenza.

Calotomus carolinus

Qui, per esempio, il color di fondo è marrone rossiccio ed i raggi, più intensi, sono enfatizzati da un sottile contorno nero. Da notare le grandi squame, tipiche degli scaridi © Brian Cole

Vi è una sola pinna dorsale con 9 raggi spinosi e 10 molli. L’anale, più corta ha 3 raggi spinosi e 9 inermi e le pettorali 12-13 raggi molli.

Le pelviche hanno 1 raggio spinoso e 5 inermi e la pinna caudale, arrotondata a poi tronca nei giovani, è leggermente lunata negli adulti.

Come di norma accade nei pesci pappagallo, la livrea di Calotomus carolinus è estremamente variabile secondo l’età, il sesso e l’umore del pesce.

Calotomus carolinus femmina

Le femmine, al confronto, hanno una livrea marrone rossiccia screziata molto più stabile che ha dato probabilmente origine al nome di Pesce pappagallo marmorizzato © Keoki Stender

I maschi sono davvero inconfondibili con quei raggi rosa intenso che si irradiano dall’occhio e analoghe bande sul mento e il muso. Un disegno caratteristico che stacca, sempre visibile, sul colore di fondo blu, turchese, verde o marrone rossastro che il pesce adotta secondo le circostanze.

Anche le grandi squame, tipiche degli Scaridi, mostrano un tratto rosa verticale. La pinna dorsale e l’anale seguono il colore del corpo con bande longitudinali ugualmente rosa, presenti anche sulla pinna caudale e nel primo terzo delle pettorali dove sfumano poi al verdastro traslucido.

Calotomus carolinus femmina con Labroides

Femmina rilassata con un Labroides in una “stazione di pulizia”, uno dei tanti luoghi in fondo al mare dove i grandi pesci vengono a farsi togliere i parassiti della pelle © Keoki Stender

Come spesso accade nei pesci pappagallo, anche Calotomus carolinus ha una livrea notturna con vaste chiazze chiare e nere mimetiche su fondo smeraldino o turchese. Non sembra tuttavia, a differenza d’altri scaridi, che questa specie fabbrichi una bolla protettiva di muco per passare la notte.

Le femmine adulte sono marrone ruggine, rosate sul ventre e le pelviche, con gruppi di squame chiare, grigie o nere mutevoli per un buon mimetismo dall’effetto marmorizzato, donde anche il nome volgare di Pesce pappagallo marmorizzato.

Calotomus carolinus fase di transizione

Livrea di transizione. Calotomus carolinus è infatti una specie ermafrodita proterogina monandrica, con femmine che raggiunta una certa taglia si trasformano in maschi © Francois Libert

Etologia-Biologia Riproduttiva

Calotomus carolinus vive isolato o a piccoli gruppi che pascolano nelle praterie sommerse di Syringodium isoetifolium o Cymodocea rotundata. Le ingoiano con gli organismi associati, come accade con le alghe del genere Padina e quelle che crescono su rocce e coralli morti.

Calotomus carolinus

Questo doveva proprio essere affamato per rosicchiare le alghe incrostanti. O forse siamo a fine pasto, c’è un rimasuglio d’alga verde a destra © Kris Bruland

È una specie ermafrodita proterogina monandrica, con femmine cioè che raggiunta una certa taglia si trasformano in maschi.

Non vi sarebbero quindi, come accade per esempio in Scarus psittacus, dei maschi primari, tali fin dalla nascita, con livrea simile alle femmine.

Nell’Atollo di Aldabra, in gennaio e in luglio, è stata osservata più volte la riproduzione a marea calante sul lato esterno del reef.

Calotomus carolinus livrea notturna maschio

La livrea notturna dei maschi è spettacolare. Una tavolozza di colori mimetica nel variopinto mondo dei coralli © Keoki Stender

L’accoppiamento è preceduto da segnali visivi.

I maschi che indossano un particolare livrea nuziale dal corpo bianco in basso e grigio-nerastro sopra con punteggiatura bianca e barre grigio giallognole verso la coda, girano rapidamente intorno alla femmina pronta a deporre.

Se questa acconsente, i promessi sposi salgono, nuotando in tondo, verso la superficie dove le onde disperdono meglio le uova.

Calotomus carolinus livrea notturna maschio

Alcuni hanno gusti diversi e preferiscono un fondo smeraldino al turchese. Non si avvolgono in ogni caso, come altri Scaridi, in una bolla protettiva notturna © Yuri Khripin

Al colmo dell’eccitamento, la testa del maschio diventa la parte più chiara del corpo, di un giallo verdastro luminoso, tanto che il caratteristico disegno a raggi quasi scompare.

È il segnale visivo atteso dalla femmina, il momento giusto per rilasciare le uova, subito fecondate e affidate alle correnti.

Le larve sono pelagiche fin verso i 12 mm quando iniziano a dirigersi verso i fondali. Sono trasparenti, con numerose macchiette mimetiche nere e una bianca sui primi due raggi della pinna dorsale.

Calotomus carolinus giovane

Per riprodursi le coppie salgono nuotando a cerchio verso la superficie. Al momento d’emettere i gameti la testa del maschio diventa la parte più chiara del corpo. Uova e larve sono pelagiche. Nei primi tempi i pesciolini hanno macchie chiare allineate sui fianchi e un colore di fondo molto variabile dal verde al marrone scuro o al rossiccio © Keoki Stender

Crescendo, i pesciolini scuriscono con macchie chiare allineate sui fianchi ed un colore di fondo molto variabile può passare istantaneamente dal verde al rosso scuro, al marrone scuro, o ad un disegno mimetico grigiastro con zone quasi bianche e nere.

Calotomus carolinus viene talora pescato per il consumo locale, ma non è certo una specie in pericolo. Il cibo non gli manca e la resilienza è buona con un possibile raddoppio delle popolazioni in 1,4-4,4 anni. Ne consegue che oggi, nel 2021, l’indice di vulnerabilità della specie è bassissimo, segnando appena 24 su una scala di 100.

Calotomus carolinus giovane mimetizzato

Questi mutamenti di colore sono istantanei e come si può notare in questa immagine mostrano già incredibili capacità mimetiche © Francois Libert

Sinonimi

Callyodon carolinus Valenciennes, 1840; Callyodon sandwicensis Valenciennes, 1840; Callyodon genistriatus Valenciennes, 1840; Callyodon brachysoma Bleeker, 1861; Leptoscarus brachysoma (Bleeker, 1861); Calotomus xenodon Gilbert, 1890; Calotomus irradians Jenkins, 1901; Calotomus snyderi Jenkins, 1903; Scarichthys rarotongae Seale, 1906; Cryptotomus albimarginatus Fourmanoir & Guézé, 1961.

 

 

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