Cephalopholis miniata

Famiglia : Serranidae

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Testo © Giuseppe Mazza

 

Con la sua inconfondibile livrea rosso arancio a macchie blu, Cephalopholis miniata è una cernia di 40-50 cm dell’Oceano Indiano e del Pacifico Occidentale

Con la sua inconfondibile livrea rosso arancio a macchie blu, Cephalopholis miniata è una cernia di 40-50 cm dell’Oceano Indiano e del Pacifico Occidentale © François Libert

La Cernia dei coralli (Cephalopholis miniata Forsskål, 1775), appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Perciformes ed alla famiglia dei Serranidae, che conta 75 generi ed oltre 500 specie.

L’etimologia del genere viene da “kephale”, testa, e “pholis”, squama, con riferimento al fatto che la parte anteriore del muso, fino alle narici è priva di squame.

Il nome specifico miniata, colorata di rosso, in latino, fa riferimento alla livrea.

Questi colori sgargianti si rivelano al contrario mimetici nel variopinto mondo dei coralli, specie quando nuota in acque profonde, fino a 150 m, dove il rosso diventa nero

Questi colori sgargianti si rivelano al contrario mimetici nel variopinto mondo dei coralli, specie quando nuota in acque profonde, fino a 150 m, dove il rosso diventa nero © François Libert

Zoogeografia

Ha una vasta distribuzione nelle acque tropicali dell’Oceano Indiano e del Pacifico Occidentale.

La troviamo, a titolo indicativo, dal Sud Africa, il Madagascar e le Comores al Mar Rosso, alle isole Seychelles, Mauritius, Riunione e Maldive, in India, Sri Lanka, Tailandia, Malesia, alle isole Andaman, in Australia, Indonesia, Micronesia, Nuova Guinea, Palau, Filippine, Taiwan, Cina e le isole Ryukyu e Ogasawara nella parte meridionale del Giappone. Ad Est ha colonizzato le isole Fiji, Samoa, Tonga e Kiribati. Verso Sud, nel Pacifico raggiunge la Nuova Caledonia.

La livrea è mutevole e può essere marmorizzata o a fasce verticali che spezzano il contorno per meglio sorprendere le prede, in genere piccoli pesci con un 20% di crostacei

La livrea è mutevole e può essere marmorizzata o a fasce verticali che spezzano il contorno per meglio sorprendere le prede, in genere piccoli pesci con un 20% di crostacei © François Libert

Ecologia-Habitat

Vive nelle formazioni coralline, spesso sul lato esterno dei reef, fino a 150 m di profondità.

Morfofisiologia

La cernia dei coralli può raggiungere i 50 cm, ma supera di rado i 40 cm. Slanciata, ha i caratteristico look dei serranidi, con la mascella inferiore più lunga ed una grande bocca armata da svariate file di denti, con elementi uncinati e caniniformi, sul davanti, per non farsi scappare le prede.

Nota come Cernia dei coralli, è una specie territoriale, ermafrodita proteroginica, con femmine cioè che quando raggiungono una certa età possono trasformarsi in maschi

Nota come Cernia dei coralli, è una specie territoriale, ermafrodita proteroginica, con femmine cioè che quando raggiungono una certa età possono trasformarsi in maschi © Giuseppe Mazza

La pinna dorsale conta 9 raggi spinosi e 14-15 raggi molli; l’anale 3 raggi spinosi e 8-9 inermi; le ventrali sono modeste, la coda è grande e arrotondata, come le pettorali che hanno 17-18 raggi inermi. Sono rosse arancio, a tinta unita, mentre tutte le altre e l’intero corpo appaiono costellate da caratteristiche macchie blu chiare.

Nei giovani il colore di fondo è il giallo, mentre negli esemplari più vecchi, a partire dagli otto anni, tende al rosso scuro.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Questi controllano un territorio con 2-12 femmine cui assegnano una zona di caccia. Per riprodursi nuotano sopra alla compagna, fecondando migliaia d’uova larghe 1 mm

Questi controllano un territorio con 2-12 femmine cui assegnano una zona di caccia. Per riprodursi nuotano sopra alla compagna, fecondando migliaia d’uova larghe 1 mm © Giuseppe Mazza

La Cernia dei coralli si nutre quasi esclusivamente di pesci, in particolare dei fiammeggianti Pseudanthias squamipinnis, lunghi una dozzina di centimetri, che volteggiano tutto il giorno fra i coralli; ma nel menù di questo insaziabile predatore entra anche un buon 20% di crostacei. La livrea, estremamente mimetica in piena luce nel variopinto mondo dei reef, lo è anche in acque profonde dove il rosso diventa nero e gli esemplari più grossi piombano così, all’improvviso, su specie di taglia adeguata.

Cephalopholis miniata è una specie decisamente territoriale, ermafrodita proteroginica, con femmine cioè che, raggiunta una certa taglia, possono diventar maschi.

Le larve di 2 mm sono planctoniche e solo dopo due mesi raggiungono i fondali. Nei giovani, all’inizio, il colore di fondo è giallo con qualche macchietta scura

Le larve di 2 mm sono planctoniche e solo dopo due mesi raggiungono i fondali. Nei giovani, all’inizio, il colore di fondo è giallo con qualche macchietta scura © Raf Amar

I subadulti assumono tonalità aranciate mentre appaiono le macchie blu. La crescita è molto lenta e occorrono 4,5-14 anni per raddoppiare le popolazioni

I subadulti assumono tonalità aranciate mentre appaiono le macchie blu. La crescita è molto lenta e occorrono 4,5-14 anni per raddoppiare le popolazioni © François Libert

Questi controllano un’area, più o meno vasta, di circa 500 m2, con un harem di 2-12 compagne, con un eccezionale record di 20 femmine in Nuova Caledonia, cui assegnano, secondo una precisa gerarchia, un settore di caccia.

Le innumerevoli uova fecondate vengono abbandonate alle correnti, ma la crescita è molto lenta e occorrono 4,5-14 anni per raddoppiare le popolazioni decimate dagli eventi. Nella Lista Rossa IUCN figura “Least Concern”, cioè a basso rischio d’estinzione, ma mercato acquariologico a parte, se si aggiunge la caccia subacquea e quella a fini alimentari, l’indice di vulnerabilità alla pesca segna già 65 su una scala di 100, quasi come la nostra cernia del Mediterraneo Epinephelus marginatus, protetta in vari stati, come il Principato di Monaco, per il triste primato di 72 su 100.

L’indice di vulnerabilità alla pesca è alto, 65 su una scala di 100, ed è una specie da sorvegliare benché figuri “Least Concern”, cioè a basso rischio, nella Lista Rossa IUCN

L’indice di vulnerabilità alla pesca è alto, 65 su una scala di 100, ed è una specie da sorvegliare benché figuri “Least Concern”, cioè a basso rischio, nella Lista Rossa IUCN © Giuseppe Mazza

Sinonimi

Cephalopholis miniatus Forsskål, 1775; Cephalopolis miniatus Forsskål, 1775; Epinephelus miniatus Forsskål, 1775; Perca miniata Forsskål, 1775; Serranus miniatus Forsskål, 1775; Pomacentrus burdi Lacepède, 1802; Serranus cyanostigmatoides Bleeker, 1849; Cephalopholis maculates Seale & Bean, 1907; Cephalopholis formosanus Tanaka, 1911; Cephalopholis boninius Jordan & Thompson, 1914.

 

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