Ceratozamia latifolia

Famiglia : Zamiaceae


Testo © Dr. Claudio Littardi

 

Ceratozamia latifolia Miquel (1848), è una specie endemica del Messico. L’habitat è segnalato in territori vicini a San Luis Potosi e Hidalgo, nel sud-est della regione montuosa del Querétaro, dove la cicade prospera a circa 850 m di altitudine, in foreste pluviali.

Cresce tra rocce calcaree, in zone umide e scoscese, dove pioggia e nebbia sono frequenti anche nei mesi invernali più asciutti. Vive in consociazione con felci arboree, filodendri e altre piante tropicali. Può crescere anche in nicchie tra le rocce, dove si deposita dell’humus, o sugli alberi, come arboricola, grazie alla germinazione di semi trasportati da uccelli o altri animali che si sono nutriti del sarcotesta, la parte esterna carnosa del tegumento del seme.

Il nome del genere Ceratozamia deriva dal greco “κέρας, -ατοϛ” (céras, cératos) = corna e “ἀζαίνω” (azaíno) o “ἀζάνω” (azáno) = pigna, con riferimento alle caratteristiche strutture riproduttive che mostrano sporofilli sormontati da due protuberanze (corna), e strobili che ricordano quelli delle conifere; il nome specifico latifolia deriva dal latino “latifolius”, a indicare foglia larga.

Ceratozamia latifolia, Zamiaceae

Di coltura facile, anche in interni, Ceratozamia latifolia è una specie endemica del Messico con fusto molto basso e foglie di 50-150 cm © Giuseppe Mazza

È una pianta dal fusto molto basso, acaulescente, anche se negli esemplari più vecchi può emergere fuori dal suolo per circa 12-25 cm, con un diametro di 10-12 cm. Il fusto è ricoperto da catafilli persistenti, di colore bruno rossastro, parzialmente tomentosi e di aspetto triangolare.

Ceratozamia latifolia porta una corona formata solitamente da due a otto foglie, di colore verde chiaro, lisce, glabre, leggermente arcuate, con lunghezza variabile da 0,5 a 1,50 m. Le giovani foglie sono bruno rossastre all’emergenza, leggermente tomentose e glabre alla maturità.

Picciolo dritto, lungo da 35 a 40 cm, con un diametro di 8 mm, generalmente disarmato, verdastro nelle foglie adulte, dove talvolta troviamo anche piccole spine sparse; rachide senza spine, marrone verdastro e nelle foglie adulte porta circa 15-30 paia di fogliole dalla consistenza cartacea, lunghe da 15 a 25 cm, larghe 3-5 cm, oblunghe, alternate, piatte, falcate, verdi, con apice acuminato e asimmetrico.

Ceratozamia latifolia, Zamiaceae

Cono femminile. Anche in natura questa specie non è a rischio © Courtesy of the National Gardening Association member “cycadjungle”

Cono femminile solitario, globoso cilindrico, eretto, lungo circa 15-16 cm e largo 6,5-7,5 cm, verde chiaro all’emergenza con tricomi marroni a maturità, apice apicolare (depresso); peduncolo tomentoso, marrone, 2-4 cm di lunghezza, 1-1,4 cm di diametro; megasporofilli alti 1,6 cm con 2,5-2,8 cm di diametro, faccia distale prominente, angolo ottuso tra le corna, leggermente contorte. Sarcotesta, subovoidale e globulare, rosso biancastro inizialmente, poi bruno a maturità, lungo 2-2,4 cm con 1,2-1,6 cm di diametro.

Cono maschile solitario, cilindrico, eretto, lungo 10,5-20 cm con 2,1-2,5 cm di diametro, apice mucronato, giallo-verdastro con pubescenza bruno-rossastra all’emergenza, bruno-rossastro alla maturità; peduncolo tomentoso, da marrone rossastro a marrone, lungo 3,5-4 cm e largo 0,9-1,2 cm.

Le dimensioni, la disponibilità vivaistica e la grazia delle foglie ne hanno favorito la diffusione come pianta da vaso per interni nei giardini d’inverno e come una pianta da giardino nelle zone che ne consentono la vita all’aperto.

Come accade in genere per le Ceratozamia, è una pianta facile da coltivare. Cresce bene in aree con scarsa illuminazione e può essere utilizzata con successo come pianta d’appartamento, ma deve essere protetta da danni alle fogliole, che sono particolarmente fragili.

Ceratozamia latifolia, nonostante le numerose asportazioni, non è rara in natura e si possono ancora vedere esemplari sparsi sulle montagne lungo le strade principali.

Il rinnovamento da seme è buono e si può osservare la crescita naturale di giovani piante. Anche se l’habitat è stato disturbato dalle coltivazioni industriali di banane e caffè, queste cicadi sono state risparmiate perché crescono solitamente in aree impervie e rocciose, nella maggior parte dei casi inadatte all’agricoltura.

Propagazione facile da semi freschi o per via agamica, dove possibile, con la separazione di polloni basali.

La denominazione Ceratozamia latifolia è stata oggetto di discussioni e disaccordi. Diversi anni dopo la descrizione originale di Miquel, Ceratozamia latifolia fu declassata a varietà, come Ceratozamia mexicana var. latifolia, status mantenuto fino al nuovo riconoscimento della dignità di specie nel 1986.

Sinonimi: Ceratozamia karsteniana Dyer (1884); Ceratozamia mexicana var. latifolia (Miq.) J.Schust (1932).

 

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