Famiglia : Erycidae

Testo © Dr. Nicolò Pellecchia
Eryx jaculus é un serpente dalle abitudini fossorie, attivo principalmente di notte © Nicolò Pellecchia
Presente tra il Nord Africa, l’Europa sud-orientale e l’Asia occidentale, il Boa delle sabbie, Eryx jaculus (Linnaeus, 1758), è un rettile appartenente all’ordine degli Squamata e alla famiglia degli Erycidae.
Il genere Eryx prende il nome dal latino Eryx, nome del monte Erice in Sicilia e di un omonimo personaggio della mitologia classica, senza tuttavia un particolare riferimento alle caratteristiche dell’animale.
L’epiteto specifico jaculus deriva invece dal latino iaculum, «giavellotto», a sua volta da iacere, «scagliare», in riferimento alla rapidità con cui il serpente si lancia sulla preda per afferrarla.

Da notare in alto la squama sul muso per scavare nella sabbia, le numerose squame lisce presenti sul dorso, e due piccoli speroni sul lato ventrale dei maschi, resti evolutivi delle zampe posteriori © Nicolò Pellecchia
Zoogeografia
Eryx jaculus presenta un areale molto ampio, che si estende dal Nord Africa all’Asia occidentale, interessando anche l’Europa sud-orientale.
La specie è presente in Nord Africa, nei Balcani meridionali, in Albania, Macedonia, Tracia, Grecia e in diverse isole greche, nella Bulgaria e Romania meridionali. Verso oriente il suo areale prosegue attraverso il Medio Oriente e il Caucaso, raggiungendo l’Iran.
Particolarmente interessante è la sua presenza in Italia, dove il Boa delle sabbie è noto esclusivamente per una piccola area della Sicilia meridionale.
Per molto tempo la presenza della specie nell’area era stata considerata dubbia e si basava essenzialmente su un reperto museale di provenienza incerta. Nel 2009 un filmato realizzato nei dintorni di Licata, in provincia di Agrigento, fornì però una prima importante testimonianza della sua presenza, successivamente confermata nel 2015.
L’origine delle popolazioni siciliane rimane un interessante interrogativo. È stata ipotizzata una paleo-introduzione ad opera dei Punici, o uno spostamento in ere in cui Sicilia ed Africa erano collegate.
Sono generalmente riconosciute tre sottospecie, Eryx jaculus jaculus, Eryx jaculus turcicus ed Eryx jaculus familiaris .
Ecologia-Habitat
Eryx jaculus vive prevalentemente in ambienti sabbiosi prossimi alla costa, ma anche in coltivi, aree suburbane e altri contesti relativamente degradati.
È un serpente dalle abitudini fossorie, perfettamente adattato alla vita nel substrato. Trascorre gran parte della giornata all’interno di gallerie e cunicoli, che può anche scavare in autonomia, ed emerge in superficie solo occasionalmente.
L’attività è prevalentemente crepuscolare e notturna e gli individui possono essere osservati all’aperto anche dopo precipitazioni abbondanti.
Il periodo di attività varia nell’areale, ma sembra estendersi indicativamente dalla seconda metà di aprile fino alla fine di ottobre.
Morfofisiologia
Eryx jaculus è un serpente di dimensioni relativamente modeste e dalla struttura robusta e tozza. La testa è piccola e poco differenziata dal tronco, mentre la coda è particolarmente corta e massiccia.
Sul muso presenta delle modificazioni che lo aiutano nell’attività fossoria, come anche la coda, che viene usata come un tassello.
Le femmine raggiungono dimensioni maggiori, arrivando a circa 60 cm di lunghezza , mentre i maschi possono raggiungere circa 53 cm.
Gli occhi sono piccoli e caratterizzati da una pupilla verticale, mentre il capo è rivestito da numerose squame di piccole dimensioni.
Le squame dorsali sono generalmente lisce, diventando invece visibilmente carenate nella porzione terminale del corpo. Una caratteristica particolarmente distintiva è l’elevato numero di file di squame dorsali, più di 40 a metà corpo.
Sul dorso la colorazione presenta in genere un fondo giallo-brunastro, sul quale si sviluppa un’irregolare barratura più scura. La regione ventrale è invece più chiara e può assumere tonalità aranciate, ocra o biancastre.

L’occhio, con pupilla verticale, ricorda quello delle vipere © Nicolò Pellecchia
È presente anche un certo dimorfismo sessuale. Rispetto alla femmina, il maschio possiede speroni cloacali più sviluppati, presenta un numero inferiore di squame ventrali e un numero maggiore di squame sottocaudali. Raggiunge inoltre dimensioni inferiori e possiede proporzionalmente una coda più lunga.
Etologia e Biologia riproduttiva
Eryx jaculus è un predatore dalle abitudini prevalentemente sotterranee. La sua dieta è costituita essenzialmente da micromammiferi, ma può predare anche sauri, soprattutto gechi, e le loro uova.

Anche il corpo, corto e tozzo, evoca l’immagine dei viperidi © Alexandru Buzatu
Caccia prevalentemente all’agguato, rimanendo spesso semisepolto nella sabbia in attesa del passaggio di una potenziale preda. Una volta catturata, può trascinarla all’interno della galleria nella quale si nasconde.
Nonostante l’aspetto robusto, Eryx jaculus è un serpente aglifo, e nei confronti dell’uomo presenta un’indole generalmente poco aggressiva. Anche quando viene disturbato, infatti, morde molto raramente.
La specie è ovovivipara. Tra la fine di luglio e settembre la femmina può dare alla luce da 3 a 12 piccoli, che alla nascita misurano circa 9-14 cm.

Alcuni sostengono che per queste caratteristiche sia stata introdotta in Sicilia, catapultata dalle navi puniche per disorientare i greci in combattimento © Salvatore Russotto
A livello globale dal 2016 Eryx jaculus figura nella Lista Rossa IUCN come “LC Least Concern” cioè a rischio minimo.
In Italia, qualora ne venisse riconosciuto lo status di specie autoctona, sarebbe uno dei vertebrati con l’areale più ristretto sul territorio . La limitata estensione dell’areale, unita alla forte pressione antropica che caratterizza il territorio di Licata e le aree circostanti, renderebbe questa popolazione di particolare interesse conservazionistico suggerendo la necessità di specifiche misure di tutela e di azioni di conservazione mirate.
Sinonimi
Anguis jaculus Linnaeus 1758; Boa turcica Olivier 1801; Eryx cerastes Daudin 1803; Eryx familiaris Eichwald 1831; Eryx turcicus Schneider 1983; Eryx johnii persicus Jones 2004.
