Etlingera corneri

Famiglia : Zingiberaceae


Testo © Pietro Puccio

 

Etlingera corneri, Zingiberaceae

L’Etlingera corneri è una specie erbacea rizomatosa perenne, sempreverde, alta fino a 4 m, nativa della Malaysia e della Thailandia. Le foglie, verde scuro lucido su un corto picciolo, sono oblungo-ellittiche, plicate, con apice acuminato. Alla base dello pseudofusto misurano circa 60 cm ma poi decrescono progressivamente verso l’apice © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del nord della Malaysia peninsulare e sud della Thailandia peninsulare dove cresce nel sottobosco delle foreste umide, prevalentemente in aree paludose, a basse altitudini.

Il nome del genere è dedicato al botanico tedesco del XVIII secolo Andreas Ernst Etlinger, autore del “Commentatio Botanico-Medica de Salvia” (1777); la specie è dedicata al botanico e micologo inglese Edred John Henry Corner (19061996), che fu assistente direttore dei Giardini Botanici di Singapore e professore di botanica tropicale all’Università di Cambridge.

Etlingera corneri, Zingiberaceae

Dai rizomi, spesso affioranti, partono vistose infiorescenze su peduncoli di 30-70 cm © Giuseppe Mazza

Nomi comuni: rose of Siam (inglese).

L’Etlingera corneri Mood & Ibrahim (2000) è una specie erbacea rizomatosa perenne, sempreverde, alta fino a 4 m, con rizomi, di 3-4 cm di diametro, orizzontali, posti appena sotto il livello del suolo o sopra, supportati da radici a trampolo lunghe 10-20 cm.

Pseudofusti eretti, ravvicinati, provvisti per circa 2/3 della lunghezza di foglie, su un corto picciolo, semplici, oblungo-ellittiche con apice acuminato, plicate, lunghe le inferiori circa 60 cm e larghe 15 cm, progressivamente decrescenti verso l’apice, di colore verde scuro lucido.

Infiorescenze terminali direttamente dal rizoma, su un peduncolo lungo 30-70 cm, di circa 10 cm di lunghezza e diametro, costituite da numerose brattee imbricate oblungo ellittiche con apice arrotondato e retroflesso, disposte a spirale, di colore verde inferiormente e rosso brillante superiormente, cerose, di lunga durata.

Le brattee esterne sono sterili, lunghe 6-8 cm e larghe 2-5 cm, le interne, lunghe 4-6 cm e larghe 1-4 cm, sottendono i fiori, lunghi 5-6 cm, di breve durata che si aprono in successione 1-5 alla volta.

Calice tubolare trilobato, lungo circa 4 cm, di colore bianco alla base, rosso all’apice, corolla tubolare con tubo sottile, lungo 1,5-2 cm, e 3 lobi eretti, lunghi circa 2 cm, di colore rosa, labello, lungo circa 2 cm e largo 1,2 cm, di colore bianco striato di rosso, unito alla base allo stame, e ovario triloculare.

I frutti sono capsule carnose ovoidi, di 3-4 cm di lunghezza e circa 2 cm di diametro, di colore rosso arancio a maturità, contenente numerosi semi di colore bruno ricoperti da un arillo biancastro.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per un giorno, in terriccio organico drenante mantenuto umido alla temperatura di 24-28 °C, e per divisione.

Tra le più spettacolari e fiorifere del genere, richiede un clima tropicale caldo umido, una posizione da leggermente ombreggiata ad ombreggiata e suoli ricchi di sostanza organica, preferibilmente da leggermente acidi a neutri, mantenuti costantemente umidi. Altrove va coltivata in piena terra o in capienti contenitori in serra caldo-umida con temperature minime non inferiori a 18 °C ed umidità 80% o più; eventuali nebulizzazioni, in caso di umidità insufficiente, vanno effettuate con acqua non calcarea a temperatura ambiente.

Etlingera corneri, Zingiberaceae

Le brattee fiammeggianti dell’infiorescenza, larga 10 cm, sottendono a fiori effimeri, lunghi 5-6 cm, che si aprono in successione © Giuseppe Mazza

Concimazioni mensili, in primavera estate, utilizzando preferibilmente un prodotto bilanciato con microelementi. In ambiente chiuso poco ventilato può essere facilmente soggetta ad attacchi di parassiti, va pertanto frequentemente controllata per poter intervenire con prodotti specifici.

Le infiorescenze recise sono molto apprezzate per composizioni floreali per la loro lunga durata.

Sinonimi: Etlingera terengganuensis C.K.Lim (2000).

 

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