Euthynnus alletteratus

Famiglia : Scombridae

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Testo © Giuseppe Mazza

 

Il Tonnetto (Euthynnus alletteratus) si riconosce subito dal disegno scarabocchiato sul dorso, sopra alla linea laterale.

Il Tonnetto (Euthynnus alletteratus) si riconosce subito dal disegno scarabocchiato sul dorso, sopra alla linea laterale © www.carlosestape.photoshelter.com

Come il colpo di un cannone, il guizzo veloce verso l’alto del Tonnetto, Euthynnus alletteratus  (Rafinesque,1810), catalizza il banco misto per una battuta di caccia alle sardine.

Sono presenti tre specie che l’evoluzione ha schierato per un gioco di squadra nei punti strategici della colonna d’acqua: i tonnetti adulti al centro e in basso; i giovani tonnetti e il Tombarello, Auxis rochei (Risso, 1810), più in alto sui lati col loro nuoto rapido e nervoso; ed il Palamita, Sarda sarda (Bloch, 1793), già pronto in superficie.

Balzando violentemente fuor d’acqua il Tonnetto ha disperso le sardine, e gli associati destati dal tonfo fanno man bassa. Tutti ci guadagnano nel banco misto, perché la confusione delle prede terrorizzate è totale e la predazione quindi più facile. E non è l’unico vantaggio, perché tanti occhi scrutano i dintorni, ed eventuali aggressori in arrivo, come squali o delfini, vengono prontamente segnalati.

Euthynnus alletteratus vive sulle due sponde dell’Atlantico, formando banchi in movimento, spesso misti, che possono superare i 3 km di lunghezza con oltre 5.000 individui.

Vive sulle due sponde dell’Atlantico, formando banchi in movimento, spesso misti, che possono superare i 3 km di lunghezza con oltre 5.000 individui © Luis Pérez Berrocal

Insieme al Palamita e il Tombarello, il Tonnetto è inserito nella classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, nell’ordine dei Perciformes e nella famiglia degli Scombridae, che prendendo il nome dallo Sgombro (Scomber scombrus), conta 15 generi ed oltre 50 specie.

Il genere Euthynnus, creato da Lütken nel 1883, nasce composto dal greco “eu”, buono, e “thynnos”, tonno, ci ricorda che nonostante la taglia modesta questi pesci hanno tutte le caratteristiche di un tonno, mentre il termine specifico alletteratus, dato da Rafinesque, è un’allusione ai caratteristici disegni vermicolati sul dorso, scarabocchi che evocano, partendo da vari nomi volgari italiani, le lettere dell’alfabeto.

Zoogeografia

Euthynnus alletteratus ha un’ampia distribuzione sulle due coste atlantiche.

Anche se la taglia corrente si aggira sugli 80 cm, Euthynnus alletteratus ha tutte la caratteristiche dei grandi tonni ma la carne non è fra le migliori.

Anche se la taglia corrente si aggira sugli 80 cm, ha tutte la caratteristiche dei grandi tonni ma la carne non è fra le migliori © Athila Bertoncini Andrade

In America è presente dal Massachusetts ai Caraibi e il Golfo del Messico, e nel Vecchio Mondo, oltre al Mediterraneo e il Mar Nero, dalle coste della Danimarca al Sudafrica.

Ecologia-Habitat

Piuttosto freddoloso, come suggeriscono gli spostamenti stagionali, il Tonnetto nuota fra 1 e 150 m di profondità, in acque con temperature comprese fra 24 e 30 °C. Si trova in mare aperto, ma a differenza d’altri tonni preferisce le coste, specie dove le correnti sono veloci. Forma sterminati banchi in movimento, basati più sulle dimensioni che sulla specie, che possono superare i 3 km di lunghezza con oltre 5.000 individui.

Morfofisiologia

Qui si notano bene, nell’esemplare accanto al bordo sinistro della foto, le tipiche macchie nere sui lati, sotto la pinna pettorale, che lo distinguono con certezza da altri Scombridae.

Qui si notano bene, nell’esemplare accanto al bordo sinistro della foto, le tipiche macchie nere sui lati, sotto la pettorale, che lo distinguono con certezza da altri Scombridae © Sylvain Le Bris

Anche se la taglia corrente si aggira su 80 cm, Euthynnus alletteratus può raggiungere 122 cm di lunghezza con un peso massimo pubblicato di 16,5 kg.

Il corpo è tozzo e muscoloso con il capo relativamente corto rispetto ad altri Scombridae.

Le scaglie, ispessite nella parte anteriore del corpo, formano come nei tonni una sorta di corsetto. Per il resto il corpo è privo di scaglie, a parte la linea laterale, indispensabile, perché con i suoi sensori sincronizza i movimenti nel banco.

La testa, relativamente corta, ha la mandibola inferiore leggermente sporgente. Recano entrambe una fila di piccoli denti aguzzi, presenti talora, ma con scarsa solidità, anche sul palato.

Vi sono 2 pinne dorsali separate da un breve spazio. La prima, appuntita, reca 12-16 raggi spinosi decrescenti che formano un bordo concavo, e la seconda, più piccola, è simile all’anale. Seguono verso la coda 8-9 pinnule sopra e 7-8 in basso.

Euthynnus alletteratus compie spettacolari balzi fuor d’acqua a 40 km/h per spezzare i fitti banchi di pesci azzurri, come sardine o acciughe.

Il Tonnetto compie spettacolari balzi fuor d’acqua a 40 km/h per spezzare i fitti banchi di pesci azzurri, come sardine o acciughe © Falk Viczian Solarboot-Projekte gGmbH

Le pettorali sono corte e robuste. Le pelviche hanno due punte e la caudale falcata con lobi molto aperti reca alla base due piccole carene, separate da una più grande, che migliorano l’idrodinamicità del pesce consentendo una velocità di crociera di 5-10 km/h e scatti a 40 km/h per disorientare le prede o prendere la fuga.

Manca la vescica natatoria, e il Tonnetto deve quindi nuotare senza sosta per non andare a fondo.

La livrea, azzurro acciaio sul dorso con disegni scarabocchiati nerastri sopra alla linea laterale, lo distingue a prima vista dal Palamita che ha strisce dritte e dai giovani del Tonno rosso (Thunnus thynnus) che ne sono del tutto privi.

Per il resto la livrea è argentea con caratteristiche macchie nere, più meno evidenti, sotto le pettorali che lo differenziano dal Tombarello, fra l’altro più piccolo e affusolato.

I membri della sua squadra d’attacco vengono catalizzati dal tonfo di Euthynnus alletteratus, e tutti ci guadagnano perché la confusione delle prede terrorizzate facilita la strage.

I membri della sua squadra d’attacco vengono catalizzati dal tonfo, e tutti ci guadagnano perché la confusione delle prede terrorizzate facilita la strage © Donald Fraser

Etologia-Biologia Riproduttiva

Euthynnus alletteratus si nutre per lo più di pesci come sardine e acciughe che si muovono come lui in banco, ma anche di calamari e crostacei.

Raggiunge la maturità sessuale verso i 38 cm a circa 3 anni d’età e si riproduce al largo, a 30-40 m di profondità.

Nella stagione riproduttiva, una femmina può rilasciare a più riprese nelle nuvole di sperma 1,75 milioni di uova.

Misurano 0,8-1,1 mm e contengono una goccia d’olio che ne aumenta la galleggiabilità per una rapida risalita in superficie dove vengono trascinate dalle correnti e le larve di circa 3 mm, che nascono subito, a 24 ore dalla fecondazione, sono ugualmente planctoniche.

Euthynnus alletteratus si accoppia al largo a 30-40 m di profondità. Nella stagione riproduttiva, ogni femmina può rilasciare a più riprese 1,75 milioni di uova galleggianti.

Euthynnus alletteratus si accoppia al largo a 30-40 m di profondità. Nella stagione riproduttiva, ogni femmina può rilasciare a più riprese 1,75 milioni di uova galleggianti © www.carlosestape.photoshelter.com

Il Tonnetto incappa regolarmente, non cercato, nelle reti da circuizione e da posta, e per la combattività è braccato dai pescatori sportivi, ma la sua carne, scura e rossa per l’alto contenuto di mioglobina, una proteina presente nei muscoli che permette lo stoccaggio dell’ossigeno aumentando le prestazioni e la resistenza alla fatica, non è molto pregiata per il forte odore di pesce ed il possibile rischio di ciguatera, una grave intossicazione alimentare legata alla tossina prodotta dal dinoflagellato Gambierdiscus toxicus, talora veicolata dalle prede.

La resilienza di Euthynnus alletteratus, che raggiunge i 5-7 anni d’età, è mediocre, con un possibile raddoppio delle popolazioni in 1,4-4,4 anni, e la vulnerabilità alla pesca, moderata, segna 41 su una scala di 100.

Le popolazioni sembrano stabili, e dal 2022 il Tonnetto appare quindi come “LC, Least Concern”, cioè “Minima Preoccupazione”, nella Lista Rossa IUCN delle specie in pericolo.

 

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