Gazania rigens

Famiglia : Compositae


Testo © Pietro Puccio

 

La specie è originaria dell’Africa meridionale (Mozambico e Sudafrica) dove cresce sulle dune o rocce costiere.

Il genere è dedicato all’umanista e traduttore bizantino Teodoro Gaza (ca. 1415-1475) che tradusse in latino l’opera di Teofrasto sulla botanica; il nome specifico è il termine latino “rigens” = rigido, con probabile riferimento ai peli rigidi che ricoprono il frutto.

Nomi comuni: “coastal gazania”, “trailing gazania”, “treasure flore” (inglese); “rankbotterblom”, “strand-gazania”, “strandgousblom” (afrikaans); “gazania” (francese); “gazania” (italiano); “gazânia” (portoghese); “mittagsgold” (tedesco).

La Gazania rigens (L.) Gaertn. (1791) è una erbacea perenne alta 15-20 cm dal portamento strisciante con fusti a volte ramificati, lunghi fino a circa 40 cm, che col tempo tendono a diventare semilegnosi. Presenta foglie alterne, ravvicinate, semplici di forma obovata, lunghe fino a 10 cm e larghe circa 3 cm, o pennate con lobi obovati, ricoperte superiormente e inferiormente da una fitta lanugine biancastra. L’infiorescenza solitaria, di circa 4-5 cm di diametro, su un peduncolo eretto lungo 10-15 cm, è il tipico capolino delle Compositae costituito da una moltitudine di fiori sessili inseriti a spirale su una base tondeggiante, il ricettacolo, circondata da un involucro campanulato, ricoperto da un tomento bianco. L’involucro, di 1 cm di lunghezza e 1,5 cm di diametro, è costituito da una doppia o tripla serie di brattee saldate tre loro, tranne gli apici che sono liberi e appuntiti. I fiori dell’anello esterno, detti fiori del raggio, lunghi circa 2 cm, hanno la corolla costituita da cinque petali fusi insieme di colore giallo luminoso.

È la prima Gazania introdotta in Europa. Sopporta la salsedine, ma non fiorisce all'ombra © Giuseppe Mazza

È la prima Gazania introdotta in Europa. Sopporta la salsedine, ma non fiorisce all’ombra © Giuseppe Mazza

I fiori del raggio sono sterili, hanno la funzione di attrarre l’attenzione dell’impollinatore, come i petali di un singolo fiore. All’interno dell’anello si trovano i fiori fertili, detti fiori del disco, con corolla tubolare a 5 lobi di colore giallo vivo.

I frutti, contenenti un solo seme e chiamati acheni (o più correttamente cipsele) nelle Compositae, sono claviformi, lunghi circa 5 mm, di colore bruno giallastro e ricoperti interamente da lunghi peli rigidi. Il pappo, il calice modificato del fiore che sormonta il frutto, è costituito da una doppia corona di minuscole scaglie lunghe 2-3 mm nascoste dai lunghi peli; il pappo, ed ancor più i peli, nel caso dei frutti della Gazania rigens, hanno la funzione di favorirne la dispersione. La Gazania rigens var. rigens, nota solo in coltivazione, si differenzia per le foglie glabre superiormente, i capolini fino a 8 cm di diametro e i fiori del raggio gialli con una macchia nera alla base. Sono state selezionate numerose varietà ed ha dato origine a numerosi ibridi. Si riproduce facilmente per seme, in inverno in ambiente protetto a una temperatura di 16-20°C o direttamente a dimora in primavera, per talea e divisione di cespo in estate. Si auto dissemina facilmente ed in climi ed ambienti favorevoli sfugge facilmente alla coltivazione naturalizzandosi.

È stata la prima gazania introdotta in coltivazione in Europa (1755) riscuotendo subito un grande successo per la fioritura di lunga durata ed il giallo luminoso dei suoi fiori, l’adattabilità e le minime esigenze di coltivazione. Può essere utilizzata in pieno sole (in ombra i fiori non si aprono) come copri suolo, per bordure e macchie fiorite, da sola o in associazione ad altre gazanie di diversi colori, e in giardini rocciosi; la sua resistenza agli aerosol salini la rendono ideale per giardini costieri. Si adatta a qualsiasi tipo di suolo, anche povero, purché perfettamente drenante, può sopportare lunghi periodi di siccità e alte e basse temperature, fino a circa -10 °C, in climi aridi; la velocità di crescita e precocità di fioritura ne permettono la coltivazione come annuale nei climi sfavorevoli, in particolare quelli con inverni freddi ed umidi.

Si adatta alla coltivazione in vasi e cassette, anche sospesi, su substrati particolarmente drenanti e aerati; le innaffiature devono essere moderate in estate, pressoché sospese in inverno, evitando ristagni che possono essere letali.

Soggetta a poche malattie, sono segnalati oidio e marciumi da Botrytis cinerea, Sclerotinia sclerotiorum e Rhizoctonia solani in presenza di elevata umidità e basse temperature.

Sinonimi: Othonna rigens L. (1760); Gorteria rigens (L.) L. (1763); Gorteria uniflora L.f. (1782); Gorteria pavonia Andrews (1808); Gorteria heterophylla Willd. (1809); Gazania pavonia R.Br. (1813); Gazania uniflora (L.f.) Sims (1821); Gorteria rigens Thunb. (1823); Gazania leucolaena DC. (1838); Gazania splendens Hend. & A.A.Hend. (1859); Gazania splendens Lem. (1860).

 

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