Jasminum azoricum

Famiglia : Oleaceae


Testo © Pietro Puccio

 

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Il gelsomino delle Azzorre (Jasminum azoricum ) viene da Madeira e resiste a -6 °C © G. Mazza

La specie è originaria delle Isole Madera (Portogallo), dove cresce sulle pareti dei burroni tra 900 e 1200 m di altitudine in pochissimi esemplari.

Il nome del genere deriverebbe dal persiano “yasmīn”; il nome specifico latino “azoricum” = delle Azzorre, fa riferimento al presunto luogo di origine.

Nomi comuni: Azores jasmine (inglese); gelsomino azorico, gelsomino delle Azzorre, gelsomino trifogliato (italiano); jasmin de Madère, jasmin des Açores (francese); jasmineiro-branco (portoghese); jazmín moruno, jazmín azórico, jazmín de las Azores, jazmín de Madeira (spagnolo); Azoren-Jasmin, Madeira-Jasmin (tedesco).

Lo Jasminum azoricum L. (1753) è un arbusto sarmentoso sempreverde molto ramificato con rami ricadenti lunghi fino a oltre 3 m. Le foglie sono opposte, trifogliate, con foglioline ovate, piuttosto coriacee, dal margine ondulato e apice appuntito di colore verde scuro lucido, la terminale più grande delle laterali, 4-8 cm di lunghezza e 2-4 cm di larghezza. Infiorescenze in cime ascellari e terminali portanti numerosi fiori, delicatamente profumati, con calice lungo 2-2,5 cm, dotato di 4-5 denti triangolari lunghi 1 mm, corolla bianca con tubo lungo 1,5-2 cm e 4-5 lobi oblunghi, appuntiti all’apice, di 1-1,5 cm di lunghezza e 0,5 cm di larghezza. Il frutto è una bacca globosa nerastra di circa 1 cm di diametro.

Si riproduce per seme, talea semilegnosa in estate, margotta e propaggine. Rampicante vigoroso particolarmente adatto per zone a clima subtropicale e temperato, dove può resistere a temperature fino a -6 °C, o poco meno se ben protetto, dalla lunga fioritura, da inizio estate all’autunno, che può rifiorire sporadicamente anche in inverno nei climi più miti. Necessita di pieno sole e non è particolarmente esigente riguardo al suolo, purché drenante; le innaffiature devono essere regolari in estate, ma lasciando asciugare lo strato superficiale del terreno prima di ridare acqua, diradate, se necessarie, in inverno.

Può essere utilizzato come rampicante su inferriate, pilastri o fissato opportunamente a una parete, ma anche come cespuglio con i rami ricadenti; sopporta bene le potature, anche drastiche, per contenerne la vegetazione, ed ha una buona resistenza alla salsedine, può quindi essere impiegato in prossimità del mare.

Dove il clima non consente la coltivazione in permanenza all’aperto, può essere coltivato in vaso, utilizzando un substrato costituito da terra argillosa, torba e sabbia grossolana, o in sostituzione agriperlite, in parti uguali, per essere ricoverato in serra o appartamento nei mesi più freddi. Va posizionato in luogo dove possa ricevere alcune ore di sole al giorno, come una finestra esposta a sud, e in tal caso si può avere qualche fioritura anche in inverno; concimare mensilmente con un prodotto idrosolubile, a metà dose di quella consigliata sulla confezione, durante il periodo vegetativo.

Sinonimi: Jasminum trifoliatum Moench (1794); Jasminum suaveolens Salisb. (1796).

 

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