Kalanchoe fedtschenkoi

Famiglia : Crassulaceae


Testo © Pietro Puccio

 

La specie è originaria del Madagascar centromeridionale dove cresce a circa 1000 m di altitudine in aree semi-desertiche.

Il nome generico è di origine incerta, non essendo stato specificato dall’autore, Michel Adanson (1727-1806), secondo alcuni deriva dal nome cinese di una delle specie appartenenti al genere; la specie è dedicata al botanico russo Boris Alexeevich Fedtschenko (1872-1947) che fu direttore dell’Orto Botanico di San Pietroburgo.

Nomi comuni: amethyst scallops, aurora-borealis plant, lavender scallops, gray sedum, south american air plant (inglese); calancola (italiano); calanchoê, calanchoê-fantasma (portoghese); calanchoe (spagnolo).

La Kalanchoe fedtschenkoi Raym. Hamet & H. Perrier (1915) è una erbacea perenne ramificata con i fusti non fioriferi più o meno prostrati, foglie opposte persistenti succulente, obovate, lunghe 3-5 cm e larghe 1-3 cm, cerose, di colore verde bluastro e margini dentati di colore bruno rossiccio; al momento della fioritura il ramo si incurva verso l’alto innalzandosi fino a circa 40 cm.

La Kalanchoe fedtschenkoi può essere coltivata all'aperto ma soffre il freddo © Giuseppe Mazza

La Kalanchoe fedtschenkoi può essere coltivata all’aperto ma soffre il freddo © Giuseppe Mazza

Infiorescenze terminali in inverno-primavera, alte 15-30 cm, portanti numerosi fiori campanulati penduli con calice giallo verde, lungo 1,5-2 cm, con lobi triangolari; la corolla, di colore rosa

arancio, è costituita da un tubo lungo 2-2,5 cm e quattro lobi obovati di 0,5 cm di lunghezza.

Il ramo fiorifero completata la fruttificazione secca, ma produce alla base uno o due rami laterali sterili prostrati, lunghi 8-40 cm, e radicanti al suolo, anche tramite l’emissione di robuste e rigide radici aeree, che alla fine produrranno a loro volta un ramo fiorifero, in tal modo, col tempo, la pianta può espandersi notevolmente. I frutti sono follicoli contenenti numerosi minuscoli semi. Si riproduce per seme, talea, facilmente anche di foglia, divisione o tramite le plantule che a volte crescono alla base del picciolo. La specie è coltivabile in piena aria solo nelle zone a clima tropicale, subtropicale e, marginalmente, temperato caldo, è infatti piuttosto sensibile al freddo, potendo resistere, e solo per brevissimo periodo, a temperature fino a -3 °C.

Va posizionata in pieno sole, o al più leggera ombreggiatura, su suoli perfettamente drenanti, preferibilmente acidi o neutri, dove può resistere anche a lunghi periodi di siccità; adatta, per il particolare colore delle foglie, ed ancor più la vistosa fioritura, come copri suolo in giardini desertici in associazione ad altre succulente. È spesso coltivata in vaso dagli appassionati di succulente, alla massima luminosità possibile e a temperature che è preferibile non scendano sotto 10 °C, utilizzando substrati costituiti da terriccio e sabbia grossolana, o agriperlite, in parti uguali; molto diffusa e apprezzata la varietà ‘Marginata’ che presenta i margini con variegature color crema. La pianta è soggetta ad attacchi di afidi e cocciniglie, per cui va periodicamente controllata per intervenire prontamente.

Infine viene segnalata come tossica per ingestione, in particolare per piccoli animali, per la presenza di glucosidi cardioattivi.

Sinonimi: Kalanchoe fedtschenkoi var. isalensis Boiteau & Mannoni (1949).

 

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