Kerriodoxa elegans

Famiglia : Arecaceae


Testo © Pietro Puccio

 

multi

Le splendide foglie della Kerriodoxa elegans sono quasi circolari con 2 m di diametro © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Thailandia peninsulare, dove è presente nella foresta umida in due sole località della costa occidentale a bassa altitudine.

Il nome generico è la combinazione del nome del botanico irlandese Arthur Francis George Kerr (1877-1942), studioso della flora thailandese, e del termine greco “doxa”, qui utilizzato col significato di “gloria”; il nome specifico è il termine latino “elegans” = elegante, distinto.

Nomi comuni: white elephant palm, king thai palm (inglese); chao-mueng-ta-lang, ching-lang-khao, thang-lang-khao (thai).

La Kerriodoxa elegans J.Dransf. (1983) è una specie solitaria, dioica, inerme, acaule o con fusto alto fino a 5 m e diametro fino a 20 cm, su cui sono eventualmente visibili le cicatrici anulari ravvicinate dell’attaccatura delle foglie cadute, ma generalmente ricoperto dalle basi fogliari in disfacimento.

Le foglie sono palmate, pressoché circolari di circa 2 m di diametro, di colore verde scuro lucido superiormente, ricoperte di microscopiche scaglie bianco argenteo inferiormente, divise in circa 90 segmenti uniti per buona parte della loro lunghezza, tranne gli ultimi 10-40 cm liberi e rigidi. I piccioli sono lunghi fino a 2 m, di colore verde nerastro con bordi appuntiti; la base dai margini fibrosi circonda solo parzialmente il fusto. Le infiorescenze nascono tra le foglie, quelle delle piante maschili (staminifere) sono molto ramificate, arcuate, lunghe 40-50 cm, inizialmente di colore bianco crema tendente al bruno col passare del tempo, con ramificazioni densamente tomentose portanti minuscoli fiori di colore bianco crema.

Dettaglio dell'infiorescenza femminile e dei frutti. La pagina inferiore delle foglie è argentea © Giuseppe Mazza

Dettaglio dell'infiorescenza femminile e dei frutti. La pagina inferiore delle foglie è argentea © Giuseppe Mazza

Le infiorescenze delle piante femminili (pistillifere) sono erette, meno ramificate di quelle maschili, lunghe fino a circa 70 cm, con peduncolo inizialmente di colore bianco crema, poi verde, ricoperto da un fitto tomento bruno, come pure il rachide e le rachille (ramificazioni secondarie), portanti fiori di colore giallo crema.

I frutti globosi, piuttosto depressi alla base, lunghi circa 3 cm e larghi 4,5 cm, di colore giallo arancio e con la superficie ricoperta da minuscole, sparse, protuberanze, contengono un solo seme globoso, raramente due, di circa 3 cm di diametro.

Si riproduce per seme, che se fresco ger- mina velocemente. La crescita nei primi anni è piuttosto lenta.

Palma tra le più ornamentali per le grandi foglie pressoché circolari e piatte, dove spicca il netto contrasto tra il verde scuro della pagina superiore ed il bianco argenteo di quella inferiore, sorrette da lunghi e sottili piccioli nerastri e lucidi. Da utilizzare isolata o in gruppi di varia altezza.

Coltivabile su suoli ricchi di sostanza organica e drenanti mantenuti costantemente umidi, in posizione ombreggiata e ben protetta dal vento, nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido. Può sopportare sporadici abbassamenti di temperatura per brevissimo periodo fino a -2 °C. Benché sia in coltivazione da pochi anni, è già una apprezzata pianta da coltivare in vaso per la decorazione di serre, giardini d’inverno e interni spaziosi poco luminosi, utilizzando substrati ricchi di sostanza organica con aggiunta di sabbia grossolana o agriperlite, intorno al 30%, per migliorare il drenaggio; le innaffiature devono essere regolari durante tutto l’arco dell’anno e le temperature è bene non scendano sotto +16 °C.

 

→ Per apprezzare la biodiversità all’interno della famiglia delle ARECACEAE e trovare altre specie, cliccare qui.