Milvago chimango

Famiglia : Falconidae

DAVIDE-2.gif
Testo © Dr. Davide Guadagnini

 

multi

Il Milvago chimango è un falchetto di 38-41,5 cm. Si nutre di carogne, insetti, vermi, uova e piccoli vertebrati © Mazza

Il Caracara chimango (Milvago chimango Vieillot 1816) è un rapace diurno appartenente all’ordine dei Falconiformes, alla famiglia dei Falconidae, al genere Milvago ed alla specie Milvago chimango.

Esistono 2 sottospecie: la nominale Milvago chimango chimango (Vieillot 1816) e la Milvago chimango temucoensis (W. L. Sclater 1918).

Il nome del genere “milvago” discende da “milvus” che deriva dal latino e significa nibbio, sparviere e da “ago” che significa falso e quindi falso-nibbio riferendosi al suo aspetto che assomiglia a un nibbio pur non essendolo in realtà. Il termine indicante la specie “chimango” è un termine spagnolo comune con il quale si indicano genericamente vari uccelli appar- tenenti all’ordine dei falconiformi e di medio-piccole dimensioni (un po’ come il nostro termine generico “falchetto”).

Zoogeografia

La sottospecie nominale (Milvago chimango chimango) è distribuita nel nord e centro del Cile e dell’Argentina, attraverso il Paraguay fino all’Uruguay e all’adiacente Brasile. L’altra sottospecie (Milvago chimango temucoensis) è distribuita nel sud del Cile (da vicino Concepciòn) e nel sud dell’Argentina fino alla Terra del Fuoco e Capo Horn. È stato introdotto nell’isola di Pasqua.

Ecologia-Habitat

È il più comune rapace di gran parte del Cile e dell’Argentina. Frequenta tutti i tipi di campagna aperta. Questo rapace si trova ai piedi erbosi delle Ande, nelle brughiere, nelle steppe, nei prati con arbusti e nei boschi aperti, nei campi, nelle paludi, nelle valli fluviali, lungo la costa e pure nei villaggi (abbondante e comune intorno a molte città, frequenta molto i villaggi dei pescatori).

È il più comune rapace di gran parte del Cile e dell’Argentina © Giuseppe Mazza

È il più comune rapace di gran parte del Cile e dell’Argentina © Giuseppe Mazza

Questo caracara vive anche sulle pendici temperate delle Ande (in Cile e nell’adiacente Argentina); la sua presenta è stata registrata fino a 4000 m di quota. È stato visto perlustrare, alla ricerca di cibo, terreni bruciati. Alcune popolazioni sono spesso strettamente associate all’uomo nutrendosi di scarti e spazzatura da questo prodotti. Le popolazioni del sud appaiono, almeno in parte, migratorie. Vagante sulle isole Falkland.

Morfofisiologia

Il caracara chimango è lungo 38-41,5 cm; il maschio è leggermente più piccolo con un peso di circa 289 g contro i 300 g circa della femmina.

La livrea è interamente brunastra con striature scure sui lati della testa e sul collo posteriore. La parte inferiore è screziata o barrata di rossiccio marrone; le penne copritrici del sotto ala sono color cannella barrate di marrone e ” grigio-bruno cervo”; dello stesso colore anche le penne remiganti sempre viste da sotto , in queste ultime con barratura presente più marcatamente sulle remiganti secondarie e terziarie.

La coda è piuttosto lunga ed è screziata di grigio-bianco con una larga banda sub-terminale nera. In volo sono visibili le penne copritrici del sottocoda bianche e le timoniere color grigio pallido con barrature color “pelle di bufalo pallido” e punte nere. La faccia è maggiormente piumata rispetto al Milvago chimachima. L’iride è marrone; ha una piccola porzione di pelle nuda estesa tra l’occhio e il becco color rosa-rossastro. Le zampe sono color grigio-bluastro-giallastro.

Becco piuttosto dritto con punta adunca color grigio corno-giallastro. Complessivamente è simile agli immaturi delle altre specie di caracara (genere Phalcoboenus) ma decisamente più piccolo (essendo il più piccolo dei rapaci indicati genericamente appunto con il termine “caracara”). Gli esemplari immaturi hanno tinte fortemente rossicce spesso con macchie bianche. La sottospecie temucoensis è più scura, color “marrone fumoso” e più pesantemente segnato di scuro.

Etologia-Biologia riproduttiva

Si nutre sia di carogne che di prede vive. Caccia attivamente insetti, vermi, anfibi, lucertole, passeriformi, piccoli mammiferi. Si nutre anche di uova sia di varie specie d’uccelli sia di tartaruga che prende nel momento della deposizione. Può essere un importante predatore di nidiacei nelle colonie di nidificazione di uccelli acquatici; predando ad esempio i piccoli del gabbiano dal cappuccio marrone (Larus maculipennis) e quelli delle pavoncelle del sud (Vanellus chilensis).

Un esemplare immaturo con le caratteristiche macchie bianche © Giuseppe Mazza

Un esemplare immaturo con le caratteristiche macchie bianche © Giuseppe Mazza

È stato visto nutrirsi copiosamente in grossi sciami d’insetti e sono stati osservati contemporaneamente centinaia di individui seguire le arature per scovare gli insetti messi allo scoperto dagli aratri.

Uno studio sulla dieta di questa specie, condotto in Cile, ha messo in evidenza che si nutre dell’87% di insetti (soprattutto coleotteri ed ortotteri), per il 9% di vermi (Oligocheti) e per il 4% di roditori, uccelli e lucertole non identificabili.

Caccia le prede inseguendole in tutti i modi, anche rincorrendole e saltellando a terra, può arrivare ad attaccare altri rapaci per rubare loro la preda.

Il caracara chimango, come gli altri caracara, è molto versatile, intelligente e opportunista. L’intelligenza dei caracara, per certi versi, ricorda quella degli uccelli considerati più intelligenti (come ad esempio i corvidi). È una specie che osserva ed impara presto a sfruttare nuove opportunità per recuperare del cibo.

Nel sud del Cile, in prossimità pressi degli stabilimenti di trasformazione dei crostacei, grandi stormi di questo rapace si riuniscono assieme a gruppi di gabbiano del kelp (Larus dominicanus) per nutrirsi dei resti di lavorazione che rimangono attaccati ai gusci scartati.

È stato visto anche rubare vongole intere, durante il processo di lavorazione nelle fabbriche, per poi romperle autonomamente e nutrirsi dei molluschi. Infine , questo curioso rapace, è stato visto cacciare animaletti che fuggivano da terreni in fiamme, nutrirsi di animali investiti sui bordi stradali, catturare girini nelle pozze, nutrirsi di zecche attaccate ai dorsi di bovini al pascolo, staccare brandelli di carne dalle piaghe causate dalle selle in cavalli ed arrivare a cibarsi di sterco di cavallo e di materiale vegetale come grano ed alcuni frutti.

Questa specie, in Argentina, si riproduce da settembre a novembre (primavera australe) con un picco in ottobre. Nella Terra del Fuoco sono stati visti giovani, appena involati e ancora nutriti dai genitori, in gennaio. Il caracara chimango , durante il periodo della nidificazione, ha abitudini coloniali : in un sito argentino sono stati contati 56 nidi in 0,7 ha dove i nidi erano ad appena 10 metri uno dall’altro. Spesso i nidi vengono edificati su alberi ma non hanno problemi a nidificare anche sul terreno. Il nido ha un diametro medio sui 35 cm e viene costruito con ramoscelli e bastoncini, spesso foderato con lana e pelo.

Di solito vengono deposte 2-3 uova (media di 2.77) ma sono state registrate covate con fino a 5 uova. Le uova sono variabilmente chiazzate e macchiate di marrone. L’incubazione dura 26-27 giorni e inizia con il primo uovo deposto. I pulcini sono coperti di un abbondante piumino color giallo canapa chiaro. I giovani si involano a 32-35 giorni d’età.

Sinonimi

Polyborus chimango.