Mimetes hirtus

Famiglia : Proteaceae


Testo © Pietro Puccio

 

multi

Il Mimetes hirtus è una pianta rara di difficile coltura © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Sudafrica dove cresce nell’estremità sudoccidentale della Provincia del Capo Occidentale, in pieno sole, su suoli costituiti da materiali vegetali decomposti permanentemente umidi, fino a circa 400 m di altitudine.

Il nome del genere è il vocabolo greco “mimetés” = imitatore, di non chiaro riferimento; il nome specifico è l’aggettivo latino “hirtus, a, um” = ispido, peloso, con riferimento ai peli sul fusto e ai margini delle foglie.

Nomi comuni: hairy mimetes, marsh pagoda, pineapple bush, red and yellow bottlebrush, tall pagoda (inglese); kreupelboom, pynappelstompie, rooistompie, vleistompie (afrikaans).

Il Mimetes hirtus Salisb. ex Knight (1809) è un arbusto sempreverde eretto molto ramificato, alto fino a circa 2,5 m, con foglie ravvicinate semplici, sessili, disposte a spirale, coriacee, da ovate a lanceolate con apice appuntito e margini ciliati, lunghe 2,5-4,5 cm e larghe 0,5-2 cm.

Infiorescenze all’ascella delle foglie terminali dei rami fioriferi costituite da 9-14 fiori bianchi con perianzio tubolare composto da 4 tepali pelosi e stilo rosso, lungo 4-5,5 cm, circondati da brattee involucrali acuminate gialle con apice rosso, lunghe 1,5-4 cm; il ramo fiorifero è sormontato da un ciuffo di foglie appiattite, morbide, di colore bruno rossiccio.

I fiori sono ricchi di nettare che attira gli uccelli che provvedono all’impollinazione. I frutti sono achenii ricoperti da una membrana carnosa (elaiosoma) particolarmente gradita dalle formiche che ne favoriscono la dispersione. Non è resistente al fuoco, essendo priva di lignotubero, quella parte superiore della radice, ingrossata e lignificata, che permette alla pianta di rigenerarsi dopo un incendio, la sua sopravvivenza è legata quindi ai semi la cui germinazione è favorita da tale circostanza.

Si riproduce per seme in terriccio organico e sabbia silicea in parti uguali, alla temperatura di 18-20 °C, e per talea con calore di fondo in substrato di identica composizione. Specie dalle esigenze piuttosto particolari e diverse dalla gran parte delle Proteaceae, pur provenendo infatti da zone caratterizzate da un clima di tipo mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati calde e asciutte, cresce su suoli acidi di origine prevalentemente organica e costantemente umidi, anche durante l’estate, ma perfettamente drenanti e aerati, condizioni non facili da riprodurre in coltivazione, considerata anche la sua suscettibilità al marciume radicale da Phytophthora spp. in situazioni di ristagno idrico.

A causa della progressiva riduzione del suo habitat naturale la specie è stata inserita nella lista delle piante vulnerabili (VU) della IUCN (International Union for the Conservation of Nature).

Sinonimi: Leucadendron hirtum L. (1760).

 

→ Per apprezzare la biodiversità all’interno della famiglia delle PROTEACEAE e trovare altre specie, cliccare qui.