Famiglia : Orchidaceae

Testo © Prof. Pietro Pavone

Endemica del Messico centrale e meridionale, Mormodes maculata è un’orchidea epifita delle foreste pluviali fra 600 e 2200 m d’altitudine © Mónica Aguilar Gallardo
Mormodes maculata (Klotzsch) L.O.Williams è una specie appartenente alla famiglia Orchidaceae, sottofamiglia Vandoideae, tribù Cymbidieae, sottotribù Catasetinae.
Questa specie è stata inizialmente descritta nel 1838 con il nome di Cyclosia maculata da Johann Friedrich Klotzsch (1805-1860), curatore dell’Erbario reale e del Giardino Botanico di Berlino. Tuttavia per le caratteristiche morfologiche ascrivibili al genere Mormodes, istituito da John Lindley già nel 1836, per la regola della priorità, Louis Otho (Otto) Williams (1908-1991) l’ha riclassificata in Mormodes maculata e la nuova combinazione è stata pubblicata sulla rivista Ceiba (vol. 1 p. 188, 1950). Williams è stato un botanico statunitense celebre per i suoi studi sulla flora del Messico e dell’America centrale. È stato direttore dell’American Orchid Society Bulletin, oggi Orchids, rivista ufficiale della American Orchid Society (AOS) e direttore della rivista da lui fondata in Honduras Ceiba ancora attiva.

Gli speudobulbi recano 4-6 foglie decidue, plicate, da oblanceolate a ellittiche, acuminate, con nervature evidenti © Victor De la Cruz
Il nome del genere Mormodes deriva dalle parole greche mormō (μóρμω), che significa “folletto”, “fantasma” o “mostro spaventoso”, e -oeidēs (-οειδής) che significa “simile” o “simile nella forma”, alludendo all’aspetto dei fiori che hanno una forma particolare asimmetrica.
L’epiteto specifico dal latino “maculatus”, macchiato, fa riferimento alla caratteristica maculatura dei fiori.
La specie non ha un nome volgare ma per indicarla si fa riferimento al genere le cui specie in inglese sono chiamate con il nome Goblin Orchid (Orchidea folletto).
Il genere Mormodes annovera 87 specie epifite diffuse soprattutto nelle foreste tropicali e premontane umide, caratterizzate da elevate precipitazioni annuali che in genere vanno da 800 a 4000 mm e temperature che spesso superano in media i 17 °C.
Tutte le specie del genere sono diffuse dal Messico fino al Sud America tropicale.
Crescono sui tronchi in marcescenza degli alberi e sui rami caduti.
Hanno fiori proterandri impollinati principalmente dalle api di sesso maschile appartenenti alla tribù Euglossini (famiglia Apidae) perché attratte dal profumo emesso dal labello.
Infatti, queste api raccolgono gli odori, unica ricompensa senza nettare, con le loro strutture setolose presenti sui tarsi anteriori per trasferirli nelle cavità spongiose delle zampe posteriori per poi utilizzarli nelle loro parate nuziali.
Quando l’ape si posa sul labello, in cerca di profumo, stimola l’apice della colonna, facendola flettere in modo che un solo pollinario possa esser rilasciato a scatto e fissarsi sul suo torace o sulla sua testa.
Ciò è favorito anche dall’asimmetria del fiore dovuta alla torsione del labello, verso sinistra o verso destra, che costringe l’ape a disporsi per il corretto fissaggio del pollinario.
A sua volta l’ape, sempre in cerca di profumo, andrà a depositare il pollinario sulla parte femminile della colonna di un altro fiore perché possa avvenire l’impollinazione.
L’impollinazione nelle orchidee, per la complessità dei loro fiori, è stata oggetto di attenzione da parte di molti studiosi.

Come indica il nome scientifico, Mormodes maculata var. unicolor ha fiori di colore uniforme, di norma gialli © Orlik Gómez García
Lo stesso Charles Darwin, padre della teoria dell’evoluzione per selezione naturale, quando pubblicò nel 1862 il suo testo “La fecondazione delle orchidee” scrisse che gli stratagemmi che le orchidee usano per attrarre i loro impollinatori “trascendono l’immaginazione di qualsiasi essere umano”.
Dopo la fecondazione dall’ovario si forma un frutto deiscente (capsula) che libera minutissimi semi che saranno dispersi dal vento. Per la germinazione è necessario che siano presenti funghi micorrizici simbiotici per fornire i nutrienti essenziali, poiché i semi sono privi di endosperma e dipendono da questi funghi per il loro sviluppo iniziale.
Mormodes maculata è una specie endemica del Messico, e il suo areale è limitato alle regioni centrali e meridionali. Infatti, è stata rinvenuta negli Stati di Jalisco, Guerrero, Oaxaca, Veracruz e Puebla, ove cresce nelle foreste pluviali montane, tra i 600 e i 2200 metri sul livello del mare.

In Mormodes maculata var. maculata sono invece decorati da macchie rosse, brunastre o porpora su fondo giallo © Romeo
La specie si riscontra principalmente su legno in decomposizione che consente all’orchidea di ancorarsi e sfruttare la materia organica in decomposizione per l’acquisizione dei nutrienti.
È una pianta erbacea epifita con radici carnose, biancastre, spesse 4-6 mm.
Dal rizoma si formano pseudobulbi cilindrico-fusiformi, lunghi fino a 30 cm e larghi 2-5 cm, avvolti da guaine scariose e imbricate.
Ogni pseudobulbo porta 4-6 foglie decidue, plicate, da oblanceolate a strettamente ellittiche, acuminate, con nervature evidenti.
L’infiorescenza è racemosa, lunga 20-50 cm, arcuata, unilaterale e può avere fino a 30 fiori, vistosi, grandi fino a 5 cm, rivolti verso l’alto e maleodoranti.
Il perianzio ha elementi simili tra loro di colore giallo, da scarsamente a densamente punteggiati con macchie rosso-brunastre.
Il sepalo dorsale varia da lanceolato a lanceolato-ellittico (35-42 × 10-13 mm), con margini leggermente revoluti e apice acuminato. I sepali laterali sono obliquamente lanceolati (36-41 × 10-13 mm).
I petali variano da ovato-ellittici a lanceolato-ellittici (32,5-36,5 × 11,5-14,5 mm), revoluti, con margini ondulati. Il labello è trilobato e leggermente incurvato-concavo, lungo 31,5-41 × largo 15,5-18 mm, con una base largamente cuneata e carena smussata e ispessita.
I lobi laterali sono triangolari-falcati e acuti, mentre il lobo mediano è strettamente triangolare e attenuato, ricurvo.
Alla base del labello è presente un callo prominente, costituito da cinque carene longitudinali, la centrale si eleva nettamente rispetto alle altre.
La colonna è a sezione semicircolare, ~15 × 5 mm, asimmetrica, minutamente papillosa all’apice e con un’antenna sottile, arcuata e attorcigliata. Il clinandrio è a forma triangolare.
Sotto lo stigma è presente una tabula infrastigmatica, appoggio per gli impollinatori e parte integrante del sistema di scatto per l’espulsione del pollinario che è lungo 5-6 mm. I pollinii sono due, di colore giallo, ovoidali ~2 × 1 mm, attaccati al viscidio che è massiccio e molto viscoso. L’ovario, pedicellato , è lungo fino a 40 mm e largo 4,5 mm.
Il periodo della fioritura dura 1-2 mesi, dall’autunno all’inizio dell’inverno, ed i fiori, che in genere si aprono contemporaneamente sull’infiorescenza, durano 1-2 settimane.

L’impollinazione è affidata principalmente a variopinte api della tribù Euglossini attratte dal forte odore del labello © Mónica Aguilar Gallardo
Dopo l’impollinazione, quasi sempre operata da api della tribù Euglossini, si formano i frutti (capsule) di forma ellissoidale, 5,5-6 × 2,5-3 cm, che liberano semi piccolissimi che per germinare richiedono funghi micorrizici.
Mormodes maculata è minacciata per la perdita del suo habitat e per la raccolta illegale. È protetta dall’Appendice II della CITES, che regola il commercio internazionale per prevenirne lo sfruttamento eccessivo. Il cambiamento climatico mette ulteriormente in pericolo le popolazioni sia per le modifiche delle precipitazioni stagionali sia per i conseguenti incendi che investono vaste aree del suo habitat.
Sono note le varietà: Mormodes maculata var. maculata e Mormodes maculata var. unicolor (Hook.) L.O.Williams
Per i fiori molto particolari questa specie è ampiamente ambita dagli appassionati.
In coltivazione richiede luce indiretta intensa. Il substrato deve essere ben drenante costituito da corteccia di abete, perlite, carbone e muschio di sfagno in grado di sostenere i pesanti pseudobulbi. L’umidità deve essere mantenuta intorno a 60-80%.
La pianta va irrigata con parsimonia senza causare ristagno di acqua per evitare marciumi. Durante le fasi di crescita, all’acqua si può aggiungere, una volta a settimana, concime con alto contenuto di azoto (30-10-10), durante la fioritura si può abbassare la percentuale di azoto (20-20-20), infine la concimazione va sospesa durante la dormienza per evitare l’accumulo di sali.
Per il rinvaso usare vasi di terracotta o cesti di rete per accogliere uno o più pseudobulbi con radici, rinvasando ogni 2-3 anni in primavera quando emergono nuovi germogli per rinfrescare il substrato e distanziare i cespi se necessario.
L’American Orchid Society (AOS) ha premiato le seguenti cultivar: Mormodes maculata var. unicolor ‘Bob Sanker’ (1986) Mormodes maculata var. unicolor ‘Everglades’ (1976) Mormodes maculata ‘Buena Vista’ (1968).
Sinonimi: Cyclosia maculata Klotzsch (1838); Mormodes pardina Bateman (1840).
