Nenga pumila var. pachystachya

Famiglia : Arecaceae


Testo © Pietro Puccio

 

Originaria delle foreste pluviali e delle formazioni di mangrovie del Borneo, la splendida Nenga pumila var. pachystachya raggiunge i 5 m d’altezza. Eleganza e facilità di coltura, anche in vaso © G Mazza

Originaria delle foreste pluviali e delle formazioni di mangrovie del Borneo, la splendida Nenga pumila var. pachystachya raggiunge i 5 m d’altezza. Eleganza e facilità di coltura, anche in vaso © G. Mazza

La specie è originaria del Borneo, Malaysia peninsulare, Singapore, Sumatra e Thailandia peninsulare dove vive ai margini interni delle mangrovie o nel sottobosco delle foreste pluviali fino a circa 1000 m di altitudine.

Il nome del genere deriva da quello locale giavanese “nenge” o “niang-nieng”; il nome specifico è l’aggettivo latino “pumilus, a, um” = nano, quello della varietà è la combinazione dell’aggettivo greco “παχύς” (pachýs) = grosso e del sostantivo “στάχυς” (stáchys) = spiga, con riferimento alle infiorescenze.

Nomi comuni: pinang horaiung (Borneo); pinang muring (Malaysia Peninsulare); pinang hutan, pinang unoo (Singapore); kajoe djambe (Sumatra); kache (Thailandia).

La Nenga pumila var. pachystachya (Blume) Fernando (1983) è una palma monoica cespitosa, inerme, con fusti eretti, di 3-5 m di altezza e 3-6 cm di diametro, di colore verde brillante nelle parti più giovani, bruno in quelle più vecchie, su cui sono evidenti gli anelli delle cicatrici fogliari distanziati di circa 10 cm; a volte sono presenti alla base delle radici aeree a trampolo. Le foglie, su un picciolo lungo 4-50 cm, sono pennate, lunghe fino a circa 2 m, con foglioline lineari o sigmoidi con apice appuntito disposte regolarmente sul rachide, lunghe fino a 70 cm e larghe 2-3 cm nella parte mediana, di colore verde intenso brillante superiormente, più chiaro inferiormente.

La base fogliare fascia interamente il fusto, per una lunghezza di 35-60 cm, formando una sorta di capitello tubolare dalla superficie liscia di colore da verde brillante a bruno. Infiorescenze ramificate sotto le foglie (infrafogliari) generalmente pendenti, con peduncolo e rachide corti e 2-4 rachille, lunghe 20-45 cm, portanti fiori unisessuali disposti in triadi (un fiore femminile in mezzo a due fiori maschili), tranne nella parte terminale dove sono presenti solo fiori maschili. I fiori sono dimorfi, quelli maschili triangolari, con sepali lunghi 9-13 mm e petali lunghi circa 6 mm, quelli femminili globosi, con sepali e petali lunghi circa 4 mm. Frutti da oblunghi a ovoido-ellissoidi, di 2,4-3 cm di lunghezza e 1-1,5 cm di diametro, con stigma prominente trilobato all’apice, di colore inizialmente verde, poi rosso intenso e lucido a maturità, contenenti un solo seme ovoide, di 1-1,5 cm di lunghezza e circa 0,8 cm di diametro, con apice appuntito.

Si distingue dalla Nenga pumila (Blume) H.Wendl. (1878), originaria di Giava, per i frutti, che nella specie sono di colore rosso-arancio e più piccoli, circa 2 cm di lunghezza e 0,9 cm di diametro, con stigma circolare all’apice. Si riproduce per seme, in terriccio drenante ricco di sostanza organica mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione di 2-3 mesi.

Specie molto decorativa per il fogliame elegante e le vistose infruttescenze, utilizzabile in parchi e giardini, anche di piccole dimensioni, nelle regioni a clima tropicale e subtropicale umido, se ne può tentare la coltivazione in quelle temperato-calde più miti, dove temperature inferiori a +10 °C sono una eccezione di breve durata, in luogo riparato e umido. Richiede di preferenza una posizione leggermente ombreggiata, anche se sopporta il pieno sole, e suoli drenanti mantenuti costantemente umidi. Per le ridotte dimensioni è anche un ottimo soggetto da coltivare in vaso per la decorazione di spazi aperti, dove il clima lo consente, o giardini d’inverno, verande e interni luminosi, in terriccio fertile con aggiunta di sabbia o perlite per un 30%, con temperature minime invernali non inferiori a 16 °C. Le innaffiature devono essere regolari, in modo da mantenere costantemente umido il substrato, ma senza ristagni, e le concimazioni, dalla primavera all’autunno, effettuate preferibilmente con prodotti idrosolubili bilanciati con microelementi.

Sinonimi: Pinanga nenga var. pachystachya Blume (1839); Nenga intermedia Becc. (1885); Nenga schefferiana Becc. (1985); Nenga wendlandiana f. hexapetala Becc. (1889); Nenga wendlandiana var. malaccensis Becc. (1889).

 

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