Ophrys bertolonii

Famiglia : Orchidaceae


Testo © Dr. Salvatore Cambria

 

Ophrys bertolonii

Ophrys bertolonii è una specie terrestre mediterranea che raggiunge i 1000 m di quota © Giuseppe Mazza

Il genere Ophrys fu descritto da Linneo nel 1753, e nasce dal greco antico “ὀφρύς” (ophrýs), sopracciglio, per la pelosità sul labello.

Ophrys bertolonii è una specie di orchidea descritta dal botanico italiano Giuseppe Moretti nel 1823 e dedicata al botanico e medico bolognese Antonio Bertoloni (1775-1869).

Per questo motivo è conosciuta anche con il nome italiano di Ofride di Bertoloni. La sua distribuzione si estende nel mediterraneo centrale e orientale, includendo la Penisola Italiana, Sicilia, Malta, Balcani e Grecia, colonizzando prati, garighe, pascoli, macchie e radure boschive fino ad una quota di 1000 m.

In realtà secondo alcuni botanici la O. bertolonii descritta dal protologo di Moretti coinciderebbe con O. benacensis, presente nel Nord Italia, per cui le popolazioni del sud Italia e della Sicilia precedentemente riferite a questa entità sarebbero da attribuire a Ophrys romolinii Soca 2011, un taxon appositamente descritto per risolvere questa discrepanza.

O. romolinii si distinguerebbe da O. bertolonii (= O. benacensis) principalmente per la forma “a sella” del labello e la cavità stigmatica più alta che larga, benché siano presenti diverse forme intermedie sull’Appennino settentrionale. Diversamente altri autori preferiscono invece inquadrare la varietà morfologica della specie a livello sottospecifico, riconoscendo la presenza di ben 5 taxa in Italia: O. bertolonii subsp. benacensis (Reisigl) P. Delforge, O. bertolonii Moretti subsp. bertolonii, O. bertolonii subsp. bertoloniiformis (O. Danesch & E. Danesch) H. Sund, O. bertolonii subsp. explanata (Lojac.) Soca e O. bertolonii subsp. saratoi (E.G. Camus) Soca.

Si tratta di una pianta robusta, non più alta di 30 cm, con foglie basali di forma oblungo-lanceolata, disposte in rosetta, mentre le cauline sono minori e avvolgenti il fusto.

L’infiorescenza è lassa, portante 2-8 fiori piuttosto grandi. Questi ultimi sono costituiti da 3 vistosi sepali ovato-lanceolati, generalmente rosei (raramente biancastri o verdastri) e 2 petali grandi, lunghi due terzi dei sepali, da lineari a oblunghi, a bordi diritti, di colore rosa-porporino più intenso.

Il labello è intero (talvolta trilobato), nerastro, ricoperto da una densa pelosità sui margini un po’ revoluti e munito di una appendice apicale giallo-verdastra. La macula è posta ai 2/3 del labello, intera, ben marcata (lucida), da blu a rosso scuro. Stilo e filamenti staminali sono fusi in un ginostemio allungato che termina con un rostro acuminato, disposto ad angolo retto rispetto al labello. La cavità stigmatica è più alta che larga, con una piccola porzione piana che la separa da due pseudo-occhi nerastri globosi e prominenti.

Ophrys bertolonii

In fiore secondo la località tra marzo e giugno, conta 5 sottospecie, fra cui Ophrys bertolonii subsp. Bertolonii, a sinistra, e Ophrys bertolonii subsp. Benacensis, a destra © Giuseppe Mazza

L’impollinazione avviene ad opera degli imenotteri Megachile parietina, M. pyrenaica e M. sicula (Megachilidae). Infatti, questi insetti durante la copulazione assumono una particolare posizione inarcando l’addome, ben adattandosi alla forma a sella del labello di O. bertolonii.

I frutti sono capsule contenenti numerosi semi poveri di sostanze di riserva che richiedono la presenza di specifiche micorrize per la germinazione.

La specie fiorisce nel periodo primaverile tra marzo e giugno secondo l’area geografica e l’altitudine, mentre trascorre il periodo estivo in forma dormiente grazie agli organi sotterranei di cui è provvista, disseccando completamente la parte aerea.

 

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