Philodendron pinnatifidum

Famiglia : Araceae


Testo © Pietro Puccio

 

Philodendron pinnatifidum, Araceae

Philodendron pinnatifidum © Giuseppe Mazza

Il Philodendron pinnatifidum (Jacq.) Schott (1829) è originario delle foreste umide del Venezuela.

Il nome generico è la combinazione dei termini greci “philos” = amico e “déndron” = albero, con riferimento al portamento solitamente rampicante delle specie appartenenti al genere; il nome specifico è la combinazione dei termini latini “pinnatus” = pennato e “fidus” derivato dal verbo “findere” = dividere, con riferimento alla forma della foglia.

Nomi comuni: “fernleaf philodendron” (inglese); “philodendron fougère” (francese).

Specie sempreverde perenne, semiepifita, forma un fusto carnoso, che diventa semilegnoso con l’età, su cui sono evidenti le cicatrici lasciate dalle foglie cadute, con numerose robuste radici aeree che contribuiscono a mantenerlo eretto; in presenza di alberi su cui appoggiarsi, aggrappandosi con le radici aeree, può raggiungere l’altezza di qualche metro.

Le foglie di colore verde intenso lucido, su un lungo picciolo punteggiato di rosso bruno, sono pressoché intere nelle piante giovani, in quelle adulte, sono ovato-sagittate, profondamente e regolarmente incise, di 40-50 cm di lunghezza ed oltre nelle piante più vecchie.

Le infiorescenze ascellari sono costituite da uno spadice lungo circa 18 cm circondato da una spata, bulbosa alla base, lunga fino a 20 cm di colore bianco verdastro con macchie rosso violaceo. I fiori sono unisessuali protogini (i fiori femminili sono ricettivi prima della maturazione dei fiori maschili, ciò impedisce l’autofecondazione), in particolare quelli maschili occupano la parte superiore dello spadice, quelli femminili sono raggruppati nella parte inferiore.

Si riproduce facilmente per margotta e porzioni di fusto, oltre che per seme. Specie poco coltivata, sia come pianta da esterno, nelle regioni tropicali e subtropicali umide, che in vaso per la decorazione di interni, sostituita da tempo dal Philodendron bipinnatifidum, dalle esigenze colturali simili, ovvero posizione molto luminosa, substrati porosi, drenanti e ricchi di sostanza organica ed innaffiature frequenti, ma senza ristagni, in estate, diradate in inverno.

Tutte le parti della pianta contengono sostanze tossiche, in particolare ossalato di calcio, potenzialmente irritanti.

Sinonimi: Arum pinnatifidum Jacq. (1797); Caladium pinnatifidum (Jacq.) Willd. (1805); Philodendron pinnatifidum var. virescens K.Koch (1853); Philodendron rubropunctatum Hook.f. (1872); Philodendron pinnatifidum var. rubropunctatum (Hook.f.) Engl. (1878).

 

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