Pomacanthus paru

Famiglia : Pomacanthidae

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Testo © Giuseppe Mazza

 

Pomacanthus paru

Lo splendido Pesce angelo dei Caraibi (Pomacanthus paru) è discoidale e può superare i 40 cm © Giuseppe Mazza

Grande e vistoso, il Pesce angelo dei Caraibi (Pomacanthus paru Bloch, 1787) appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Perciformes ed alla famiglia dei Pomacanthidae.

L’etimologia del genere viene dal greco “poma” = coperchio e “akantha” = spina, per la presenza di una vistosa spina sporgente nella zona preopercolare. Il nome della specie “paru” non deriva dal greco o dal latino ma dal nome locale brasiliano “paru-preto” d’origine portoghese.

Zoogeografia

È presente nelle acque tropicali dell’Oceano Atlantico, prevalentemente americane.

Anche se, come suggerisce il nome volgare, è di casa nei Caraibi, ha colonizzato infatti l’isola dell’Ascensione, più vicina all’Africa che al Sud America e l’Arcipelago di St. Paul’s Rocks.

Lo troviamo nel sud degli Stati Uniti, in Messico, Belize, Nicaragua, Panama, Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname, e il Brasile, per non parlare di un’infinità di isole, come le Bahamas, Cuba, Haiti, Repubblica Dominicana, Giamaica, Porto Rico, Anguilla, San Kitts e Nevis, Antigua e Barbuda, Guadeloupe, Dominica, Martinique, Santa Lucia, San Vincenzo, Barbados, Grenada, Trinidad e Tobago.

Ecologia-Habitat

Vive in genere fra i 5 e i 25 m di profondità, fra i coralli, le madrepore e le rocce dove trova cibo e rifugio, ma anche sul lato esterno dei reef, in mezzo alle correnti, fino a 100 m.

Pomacanthus paru

Si nutre d’alghe, tunicati, spugne, crostacei e cnidari. In acquario può vivere anche 10 anni © Giuseppe Mazza

Morfofisiologia

Può superare i 40 cm.

Il corpo, piatto e discoidale, mostra una grande pinna dorsale, arrotondata all’apice ma con un caratteristico filamento in alto, che conta 10 raggi spinosi e 29-31 molli. L’anale, quasi speculare ma più piccola, mostra 3 spine e 22-24 raggi inermi terminanti con un filamento. Le pettorali sono arrotondate sul margine inferiore con 19-20 raggi molli e le ventrali, senza spine, sono lunghe ed appuntite. La caudale è più o meno arrotondata.

La livrea è inconfondibile. A parte il capo blu chiaro, con un anello giallo intorno all’occhio ed una piccola striscia d’ugual colore alla base delle pinne pettorali, il corpo è blu scuro con squame bordate di giallo. Caratteristici sono anche i già citati prolungamenti della dorsale e dell’anale che possono anche superare l’estremità della caudale.

I giovani, del tutto diversi, sono neri con 4 bande verticali gialle, più o meno ricurve, ed un profilo quasi triangolare.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Il pesce angelo dei Caraibi è onnivoro. Si nutre d’alghe, tunicati e spugne come Myrmekioderma styx, Desmacella meliorata, Anthosigmella varians, Ectyoplasia ferox, Pseudoceratina crassa, Plakortis angulospiculatus e gli appartenenti al genere Cliona; polipi di cnidari dei generi Plexaura e Pseudoplexaura, per non parlare dei crostacei ed altri animali bentonici. I giovani, come quelli dell’ Holacanthus bermudensis si comportano spesso da pesci pulitori, liberando come i Labroides, dagli ectoparassiti varie specie ittiche.

È una specie ermafrodita proteroginica: le femmine possono cioè trasformarsi in maschi, raggiunta una certa taglia. Vive solo o in coppie che difendono vigorosamente il loro territorio. Le nozze, con la dispersione delle uova e la fecondazione, avvengono al mattino presto in superficie. Le larve sono pelagiche ed i piccoli s’insediano fra i coralli solo a partire dai 15 mm di lunghezza.

Presente in quasi tutti gli acquari pubblici, per la bellezza, la facilità d’alimentazione ed il fatto che può vivere anche 10 anni, il Pomacanthus paru viene anche sporadicamente consumato dai pescatori dei Caraibi, incuranti dei rischio di ciguatera, una grave intossicazione alimentare legata alla presenza d’organismi velenosi nella loro dieta. Le popolazioni in natura possono raddoppiare in 1,4-4,4 anni e la specie ha un moderato ma già inquietante indice di vulnerabilità, di 39 su una scala di 100.

Sinonimi

Chaetodon paru Bloch, 1787.

 

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