Pteris cretica

FamigliaPteridaceae


Testo © Prof. Pietro Pavone

 

Pteris cretica

Pteris cretica è un relitto della flora tropicale del periodo Terziario, compreso fra 65 e 1,8 milioni d’anni fa © Giuseppe Mazza

Pteris deriva dal greco “πτέρις” (ptéris) felce, simile a “πτερóν” (pterόn) ala, per la forma delle fronde di queste piante; l’epiteto specifico si riferisce all’antico greco di Creta “Κρήτη” (Krētē), Creta.

Pteris cretica L. (1767) è una specie a distribuzione pantropicale, nativa dell’Eurasia e dell’Africa, naturalizzata in gran parte dell’America.

Cresce su substrati calcarei, presso i ruscelli, nelle fessure delle rupi ombrose, nei boschi umidi, a quote comprese tra 100 e 800 metri.

Nelle aree di origine è una pianta rara, giacché era adattata a vivere in climi caldo umidi e adesso è ridotta a relitto di una flora tropicale terziaria, sfuggita all’estinzione sopravvivendo in luoghi dove le particolari condizioni geomorfologiche hanno smorzato i cambiamenti del clima creando delle nicchie microclimatiche stabili.

Questa specie comunemente è chiamata “pteride di Creta” e appartiene alla famiglia Pteridaceae delle Pteridofite che sono piante vascolari che si riproducono tramite spore e non hanno né semi né fiori.

Pteris cretica ha un breve rizoma strisciante, coperto da scaglie color marrone scuro e fronde (megafille) che possono raggiungere un’altezza di 75 cm, arcuate, sorrette da un picciolo, generalmente più lungo della lamina, quasi glabro, di colore scuro.

La lamina è divisa in pinne di forma lineare-lanceolata con i margini seghettati all’apice e colorazione verde brillante, talora con una striatura centrale di colore biancastro. Le pinne sono in numero di 3-6 (-10) paia e quelli della coppia più bassa si biforcano almeno una volta.

Le pinne fertili sono più strette di quelle sterili e portano, nella pagina inferiore lungo il margine convoluto, gli sporangi raggruppati in sori. Le spore maturano in estate.

P. cretica è una pianta molto ornamentale, spesso utilizzata per abbellire angoli ombrosi e umidi dei giardini ma anche come pianta in vaso e d’appartamento.

Pteris cretica

Nativa dell’Eurasia e dell’Africa, naturalizzata in America, Pteris cretica è oggi una specie a distribuzione pantropicale. A sinistra una fronda in crescita dal rizoma strisciante ed il picciolo, tipicamente scuro, della lamina accanto. A destra lamine in crescita. Da notare la caratteristica biforcazione della coppia di pinne in basso © Giuseppe Mazza

È di facile coltivazione, pur richiedendo una continua attenzione, specie per quanto riguarda luce, temperatura e umidità. Si moltiplica in primavera tagliando, con un coltello affilato, il rizoma in sezioni con almeno una fronda e le radici di alimentazione.

Il terriccio da utilizzare dovrà essere formato da una miscela a base di torba o una combinazione in parti uguali di miscela a base di terra e foglie decomposte. Il rizoma deve esser posto appena sotto la superficie del suolo di invasatura. Quando le radici hanno riempito il vaso, nella primavera successiva, le piantine vanno messi in recipienti più grandi.

Pteris cretica

Le pinne fertili sono più strette di quelle sterili e portano, nella pagina inferiore lungo il margine convoluto, gli sporangi raggruppati in sori © Giuseppe Mazza

Si può anche riprodurre in estate per coltura di spore raschiando il bordo marrone delle fronde e facendole depositare su terreno umido che va posto in un luogo caldo. Dopo alcune settimane appariranno le prime piantine che potranno essere diradate non prima della primavera successiva.

Fenomeni di poliploidia, ibridazione e apomissia (assenza di gamia) hanno dato origine a importanti processi di speciazione delle felci. Così ad esempio P. cretica var. laeta (Wall. ex Ettingsh.) C. Chr. & Tardieu è un triploide apomittico assieme a P. cretica var. nervosa (Thunb.) Ching & S.H. Wu che sono proprie dell’Asia orientale.

Pteris cretica

Particolare ingrandito della pagina inferiore di una pinna che mostra le venature, le ordinate file di sporangi al margine ed una minuta pelosità © Giuseppe Mazza

Grazie a questi fenomeni, esistono in commercio diverse cultivar, molto ornamentali.

P. cretica ‘Albolineata’ presenta pinne con una striscia bianca ai due lati della nervatura centrale e una notevole resistenza alla siccità; P. cretica ‘Cristata’ ha pinne verdi e crestate nella porzione distale; P. cretica ‘Maya’ è di piccole dimensioni ha fronde screziate; P. cretica ‘Wimsettii’ è caratterizzata da fronde molto folte; P. cretica ‘Mayii’ è piuttosto compatta e presenta fronde color verde chiaro con una sottile striscia gialla crestata; P. cretica ‘Parkeri’ ha foglie verdi digitate con nervature sottili.

Pteris cretica

Un ulteriore ingrandimento degli sporangi. Oltre che per divisione dei rizomi, questa felce si può riprodurre in estate per coltura di spore raschiando il bordo marrone delle fronde sopra su terreno umido in un luogo caldo. È una facile pianta d’appartamento, pur richiedendo molta attenzione, per quanto riguarda luce, temperatura e umidità © Giuseppe Mazza

Studi recenti hanno mostrato la capacità di P. cretica di tollerare e accumulare elevate concentrazioni di arsenico e antimonio nelle fronde aprendo grandi prospettive sul fitorisanamento di siti contaminati e sulla fitofiltrazione per eliminare rapidamente l’arsenico dall’acqua potabile.

Sinonimi: Pteris cretica var. cretica; Pteris pentaphylla Willd.; Pteris serraria Sw.; Pteris treacheriana Baker; Pteris trifoliata Fée; Pycnodoria cretica (L.) Small.

 

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