Ptyonoprogne rupestris

Famiglia : Hirudinidae

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Testo © DrSc Giuliano Russini – Biologo Zoologo

 

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Una coppia di Rondine montana (Ptyonoprogne rupestris ) appena decollata da un tetto © Giuseppe Mazza

La Rondine montana (Ptyonoprogne rupestris Scopoli, 1769) è un uccello afferente alla sottoclasse dei Neorniti (Neornithes), ordine dei Passeriformi (Passeriformes) e famiglia degli Irundinidi (Hirudinidae).

Questi uccelli, come le altre specie di rondini, presentano la comune carat- teristica di un volo continuo, tutto il giorno a caccia degli insetti di cui si nutrono.

Scendono raramente a terra, per lo più solo per procurarsi il fango ed i fuscelli con cui costruire il nido.

Ma se sul terreno sono goffi, ostacolati dalla brevità delle loro zampe, in cielo si rivelano dei veri e propri acrobati, dei padroni assoluti del mezzo.

Osservare tali uccelli in volo, e le loro evoluzioni, è un godimento per l’occhio del biologo ornitologo.

Volatrici straordinarie, sono rondini che possono inseguire le loro prede (insetti altrettanto abili nel volo) a differenti altezze dal suolo, secondo la specie e le diverse condizioni atmosferiche.

I biologi, durante gli anni ’70 del secolo scorso, scoprirono infatti che un aumento dell’umidità atmosferica, che prelude a precipitazioni, porta gli insetti a volare più vicino al suolo.

A terra sono impacciate, ma in cielo danno spettacolo © Giuseppe Mazza

A terra sono impacciate, ma in cielo danno spettacolo © Giuseppe Mazza

Per tali ragioni il volo delle rondini, compreso quello della Ptyonoprogne rupestris, può essere usato come un empirico, ma efficace “segnatempo”. Un volo basso, significa, in ultima analisi, pioggia in arrivo.

Zoogeografia

Autoctone dell’Eurasia centromeridionale, le rondini montane sono migratrici e sedentarie. I quartieri di svernamento si trovano nell’area Mediterranea, mentre coppie stanziali sono presenti sulle Madonie, in Sicilia.

A nord, non oltrepassano il 48° parallelo. Questi uccelli svernano, a sud dell’areale d’appartenenza, oltre che nel bacino Mediterraneo, anche in Africa settentrionale.

Habitat-Ecologia

La rondine montana vive generalmente in ambienti rupestri, dal livello del mare fino oltre i 2000 m di quota, con particolare predilezione per le pareti ed i costoni rocciosi soleggiati, ove nidifica. Ma la si può ritrovare anche nei centri urbani, dove fa spesso il nido sulle torri o le case abbandonate.

Morfofisiologia

Morfologicamente ricorda il Topino (Riparia riparia), per le tinte brunastre delle parti superiori, e la Rondine (Hirundo rustica), per la forma complessiva del corpo e del becco. La coda della rondine montana, appena intaccata, è ornata da una serie regolare di macchie ovali bianche. Non c’è dimorfismo sessuale. In volo, la sagoma dell’uccello appare scura, per chi la guarda da terra.

Raggiunge i 15 cm di lunghezza, con un peso di circa 22 g e poco più di 30 cm d’apertura alare.

Si nutre principalmente di farfalle, sia diurne che notturne, che caccia sempre in volo, sfiorando le pareti rocciose a velocità incredibili in un continuo andirivieni.

La coda non è biforcuta ed ha caratteristiche macchie ovali bianche © Giuseppe Mazza

La coda non è biforcuta ed ha caratteristiche macchie ovali bianche © Giuseppe Mazza

Caccia anche volentieri al disopra dei corsi d’acqua dolce.

Qui le prede d’elezione sono le effimere appena nate e le libellule.

Etologia-Biologia riproduttiva

A fine aprile (in Italia tra maggio e ottobre) il maschio costruisce un nido a forma di coppa, in cui la femmina depone 3-5 uova bianche a macchie rosse, che cova per 13-17 giorni.

I piccoli s’involano a circa 25 giorni di vita post natale e si possono avere 1-2 covate all’anno.

La nidificazione, come abbiamo visto, può avvenire sia sui costoni rocciosi, a strapiombo, che sui vecchi edifici, ma anche sotto i ponti, nei punti di rac- cordo.

Durante il volo, per comunicare con gli altri con- specifici, i Ptyonoprogne rupestris emettono un verso a cicaliccio.

 

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