Rosa gallica var. versicolor

Famiglia : Rosaceae

Classificazione : Specie, Rosa Botanica


Testo © Prof.sa Franca Bessi

 

Rosa gallica var. versicolor, Rosa mundi

Descritta da Linneo, Rosa gallica var. versicolor è una mutazione di Rosa gallica var. officinalis, nota spesso in coltura col nome di ‘Rosa Mundi’ © Giuseppe Mazza

Il protologo di Rosa gallica var. versicolor è ascritto a Carlo Linneo (Carolus Linnaeus, o Karl af Linné o Carl von Linné) che l’ha certificata come specie in Species plantarum: exhibentes plantas rite cognitas, ad genera relatas, cum differentiis specificis, nominibus trivialibus, synonymis selectis, locis natalibus, secundum systema sexuale digestas (ed. II, 1762) e che le ha attribuito come sinonimi Rosa praenestina variegata plena, Rosa versicolor e Rosa praenestina alba & versicolor.

Tra le numerose denominazioni che le sono state attribuite, le più comuni sono: Rosa gallica ‘Rosa Mundi’, (‘Rosa Mundi’), Rosa Mundi, Garnet Striped Rose, Rosamunde, La Panachée, La Villageoise, Provins Oeillet e Rosa variegata.

Il tempo e il luogo dell’origine sono sconosciuti: si tramanda che sia stata portata in Europa da un crociato nel Medioevo e che nel Seicento sia stata rinvenuta, nel Norfolk, come mutazione della comune rosa rossa.

Caratteristica la corolla inizialmente globulare, semidoppia e piacevolmente profumata, con petali macchiati, rigati, spruzzati e listati di bianco e rosa intenso con punte cremisi per una parte più o meno espansa del lembo © Mazza

È ritenuta uno sport (mutazione) di Rosa gallica var. officinalis Thory.

In letteratura è citata anche una sua consimile a fiore semplice.

Rosa gallica ‘Rosa Mundi’ ha un portamento più aggraziato della ‘madre’ di cui mantiene l’altezza contenuta e la forma dei fiori: arbusto eretto, alto e largo circa 125 cm; foglie con (3-5)-7 segmenti ovali oblunghi di color verde cinabro più o meno chiaro, pubescenti nella pagina inferiore; aculei fortemente disuguali, da forti a inoffensivi; peduncoli e piccioli ispidi; corolla inizialmente globulare, semidoppia e piacevolmente profumata; petali differentemente pigmentati di bianco e rosa intenso con punte di cremisi (macchiati, rigati, spruzzati e listati per una parte più o meno espansa del lembo).

Talvolta esibisce fiori color rosso cremisi. Il fatto che possa occasionalmente regredire nella fioritura, mostrando corolle uguali a quelle di Rosa gallica var. officinalis, è una conferma della sua origine di sport.

Si ritiene che il suo aspetto possa differire se viene coltivata franca di piede oppure innestata e che, anche, il tipo di portainnesto abbia una sua funzione condizionante. Presenta una sola fioritura tra la primavera e l’estate, a seconda del clima. Nelle pratiche dell’ibridazione è stata utilizzata per l’ottenimento di altre rose variegate.

Tra le varietà e forme di Rosa gallica (le ‘roses rouges’) coltivate a scopo ornamentale o farmaceutico Rosa gallica var. versicolor è una delle più apprezzate per la sua grande corolla semidoppia e policroma. L’altra ‘versicolor’ storica, la Rosa damascena f. versicolor (Weston) Rehder o Rosa ‘York and Lancaster’, con cui in passato è stata confusa, se ne differenzia per il colore grigio verde delle foglie, per l’infiorescenza più ricca di fiori, per la forma allungata e non globosa dell’ipanzio e per la tonalità delle corolle che è, in generale, bianco-rosata.

Altezza contenuta e una sola fioritura tra la primavera e l’estate, a seconda del clima © Giuseppe Mazza

Queste differenze morfologiche e cromatiche sono messe ben in evidenza negli acquarelli di Pierre-Joseph Redouté; in Les roses (1817-24) le due immagini e la loro descrizione da parte di Claude-Antoine Thory sono inserite una di seguito all’altra, come in una voluta comparazione.

Riscontri sicuri della presenza in Europa di Rosa gallica var. versicolor si hanno dalla fine del XVI secolo, però la tradizione che vuole riferire il nome ‘Rosa Mundi’ a una Rosamunda medievale (la regina dei Longobardi o l’amante di Enrico II d’Inghilterra) la porrebbero come antecedente alle notizie e raffigurazioni documentate.

Le numerose iconografie, descrizioni e attestazioni d’apprezzamento, che le sono state riservate, certificano il favore che questa rosa ha goduto attraverso i secoli nonostante il mutamento nel gusto per l’arredo dei giardini:

Carlo Clusio (Carolus Clusius, Charles de l’Ecluse) ne aveva sentito parlare già, prima della pubblicazione del Rariorum plantarum historia stampato nel 1601.

Basilius Besler la presenta come Rosa praenestina variegata nelle incisioni dell’erbario figurato Hortus Eystettensis stampato nel 1613.

Bartolomeo Bimbi la dipinge nel quadro Ghirlanda di fiori diversi con due rondini (1690-1695 ca., Museo della Natura morta, Poggio a Caiano, Prato).

Mary Lawrance la incide su rame per A collection of roses from nature (1796-1799), indicandola come Rosa gallica β versicolor e Rosa Mundi.

Owen, Esq. of Clapham descrive Rosa gallica (β. versicolor) o Striped Red Rose o Rosa Mundi in Curtis’s Botanical Magazine (1816); il testo è arricchito da un’immagine (plate 1794).

La Royal Horticultural Society le attribuisce l’Award of Garden Merit nel 1993.

La World Federation of Rose Societies la inserisce nella lista della WFRS Old Rose Hall of Fame nel 2009, riconoscendole il favore del pubblico e l’importanza storica. La continua popolarità di cui ha goduto e gode è confermata anche dai numerosi riconoscimenti ottenuti nel 2000 e nel 2001.

 

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